Intelligenza artificiale: la rivoluzione è in corso

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L'intelligenza artificiale è destinata a rivoluzionare la diagnosi, il monitoraggio e la cura di molte malattie. Trainata dallo sviluppo tecnologico e dai progressi della ricerca, la crescita del mercato dell'IA esploderà letteralmente nel corso del prossimo decennio.

A cura di Candriam


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Tra mito e realtà

Tra mito e realtà, l'intelligenza artificiale risveglia l'immaginazione nell'inconscio collettivo, ma rappresenta anche una fonte di notevole progresso in campo sanitario. Ricerca, epidemiologia, prevenzione, diagnosi, trattamento... I campi di applicazione sono molteplici. Gli esperti sono unanimi: l'IA migliorerà l'assistenza sanitaria in termini di qualità, accuratezza ed efficienza. Contribuirà a ottimizzare il trattamento e il monitoraggio di molte malattie, ma anche a ridurre i costi. A medio termine, favorirà l'emergere di una medicina più predittiva, più precisa e soprattutto più personalizzata.

A lungo considerati un freno inibitorio, i timori dei medici stanno venendo meno. Chiaramente, il fattore umano rimarrà predominante, anche solo per questioni di responsabilità. L'intelligenza artificiale sarà un semplice strumento di supporto nel prendere decisioni. Il medico convaliderà o meno la scelta proposta dalla macchina in base alla sua esperienza e alle sue competenze. Altra certezza: l'IA non basterà da sola. Non essendo esaustiva, sarà in grado di rispondere solo a una determinata domanda, per la quale sarà stata "addestrata" in precedenza. Per passare dall'apprendimento programmato alla totale autonomia sarà necessario un enorme passo avanti.

Lavori promettenti

Particolarmente dinamico, il settore della diagnostica per immagini è quello su cui si concentrano i progetti di maggiore successo. Diverse pubblicazioni scientifiche dimostrano che alcuni strumenti sono in grado di rilevare lesioni tumorali con una precisione formidabile, almeno superiore a quella dei metodi convenzionali, in particolare nel caso del cancro più mortale, quello ai polmoni, che ogni anno causa quasi due milioni di decessi in tutto il mondo. I ricercatori della Northwestern University Feinberg School of Medicine e gli scienziati di Google AI hanno co-sviluppato un algoritmo in grado di identificare i noduli polmonari maligni, a volte minimi, con un tasso di efficienza del 94,4%. In confronto, il margine di errore è risultato maggiore tra i sei radiologi che hanno partecipato a questo studio, sia sui falsi positivi (11%) che sui falsi negativi (5%). Questa IA presenta due vantaggi concreti: la diagnosi precoce del tumore massimizza il potenziale di guarigione e la precisione della diagnosi limita il ricorso a esami di controllo invasivi, rischiosi e costosi.

Secondo l'OMS, entro il 2050 potrebbero soffrire di demenza 152 milioni di persone, e tra questi il 70% avrà il morbo di Alzheimer. In assenza di una cura, la malattia deve essere trattata alla comparsa dei primi sintomi in modo da rallentare il processo neurodegenerativo. Anche in questo caso, l'intelligenza artificiale potrebbe svolgere un ruolo importante, come dimostra uno studio condotto dall'Università di San Francisco. Dalla semplice analisi delle scansioni del cervello, un algoritmo può rilevare la presenza della patologia in media sei anni prima dell'uomo.

Un mercato enorme

Trainato dallo sviluppo tecnologico e dai progressi della ricerca, il mercato dell'IA esploderà letteralmente nel prossimo decennio. L'ultimo rapporto pubblicato dall'istituto ReportLinker conferma questa tesi. Questo mercato, del valore di 4,9 miliardi di dollari a giugno, potrebbe raggiungere i 45,2 miliardi nel 2026, con un tasso di crescita medio annuo del 44,9%. Sostenuto da una potenza di calcolo in costante aumento, il segmento del machine learning sarà particolarmente vivace. Anche l'analisi predittiva del rischio diventerà sempre più importante grazie alla proliferazione di dati sanitari. Al contrario, la mancanza di risorse umane qualificate e la riluttanza del personale sanitario rappresentano i due principali ostacoli. Indipendentemente dalle proiezioni, emerge una chiara tendenza. Grazie ai numerosi investimenti effettuati negli ultimi cinque anni, gli Stati Uniti saranno la punta di diamante di questo mercato.

Secondo PwC, il boom dell'intelligenza artificiale dipenderà in particolare dalle dinamiche di investimento delle aziende sanitarie, nonché dal livello di accettazione da parte della popolazione. Gli imprenditori e gli utenti sembrano essere generalmente favorevoli. Il 75% dei dirigenti intervistati ha dichiarato di essere pronto a investire nell'IA a brevissimo termine, decisione strategica motivata essenzialmente dall'atteso aumento della produttività, che è stato valutato tra il 15 e il 20%. Dal canto loro, il 55% dei pazienti intervistati non ravvisa alcuno svantaggio nell'utilizzo dell'IA nei trattamenti. Pur riflettendo un entusiasmo più moderato, questa percentuale tende comunque ad aumentare nel tempo. Per alcuni specialisti, l'impiego del 5G potrebbe accelerare la gestione del cambiamento facilitando l'accesso alla tecnologia e democratizzandone l'uso.

Le leve della trasformazione

Una cosa è certa, la rivoluzione promessa non avverrà da un giorno all'altro. L'intelligenza artificiale è ancora agli inizi. Il suo livello di redditività è relativamente limitato. Il grado di maturità delle applicazioni proposte è attualmente molto eterogeneo, anche nel settore sanitario, e dovranno passare molti anni affinché le prime applicazioni diventino operative. Per quanto promettenti, le ipotesi scientifiche sono sempre difficili da dimostrare su vasta scala.

Per massimizzare il potenziale dell'IA, sarà necessario strutturarne e formalizzarne l'ecosistema, ma anche promuoverlo e finanziarlo. L'affidabilità e la sicurezza delle soluzioni sviluppate dovranno essere prioritarie per i promotori e gli investitori. Anche la misurazione del valore aggiunto e la creazione di un modello economico dedicato saranno determinanti nel favorire l'implementazione di queste nuove tecniche nel settore sanitario. Sarà inoltre inevitabile l'attuazione di normative specifiche per gli usi digitali. La linea di demarcazione tra la necessaria tutela delle libertà individuali e la prospettiva di frenare iniziative potenzialmente innovative per la collettività sarà sottile. In realtà, il futuro dell'intelligenza artificiale dipenderà in larga misura dall'uso dei dati sanitari, che ne rappresentano il carburante.



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