Investire su Unicredit senza perdere in caso di ribassi e guadagnando in caso di rialzi

Il capitale protetto studiato da Bnp Paribas con Isin XS3171913752 oggi passa si mano a 101 euro con il sottostante a +8,2%. Tra tre anni e mezzo si puoi perdere al massimo l’1% se Unicredit dovesse arretrare (dal - 7,5% al -100%) mentre si puoi guadagnare fino al 25,4% a fronte di rialzi del 17,3% del sottostante. Per Citi il rally delle banche non è finito
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Idea di investimento
L’idea di investimento è semplice: se Unicredit dovesse scendere perdi al massimo l'1% se dovesse salire guadagni fino al 25,7% in tre anni e mezzo (7,1% annualizzato). Il tutto a sconto sulla lineare: il certificate si paga 101 euro quando l’unico sottostante ha già guadagnato l’8,2%.
Il prodotto studiato da BNP Paribas con Isin XS3171913752 ti permette di stare al passo con le prossime mosse di UniCredit dopo l’Opas lanciata su Commerzbank minimizzando i rischi -1% e lasciando spazi per ulteriori guadagni.
UniCredit è tra i bancari più attivi sul panorama europeo dopo l'annuncio dell'offerta pubblica di scambio volontaria su Commerzbank, con cui la banca italiana propone di acquistare il 100% delle azioni della banca tedesca non già in suo possesso a un valore complessivo di circa 35 miliardi di euro.
La logica industriale è chiara: sinergie di costo e di ricavi stimate in miliardi, diversificazione geografica verso il mercato tedesco (il più grande d'Europa) e rafforzamento della base di clientela corporate.
Capiamo meglio come si è arrivati a questo scenario. Il certificate è un capitale protetto che segue la performance 1 a 1 del titolo UniCredit fino a +27%, per guadagni superiori il rimborso sarà sempre di 127 euro. In pratica, abbiamo un cap massimo di guadagno a fronte di un capitale totalmente protetto.
Da quando il prodotto è stato lanciato, UniCredit ha messo a segno una performance del +8,2% dal livello iniziale, ma il prezzo del certificate è rimasto intorno a 101 euro. Se la quotazione di UniCredit dovessero salire a scadenza di un altro +17,3%, il certificate, che oggi si acquista intorno ai 101 euro, verrebbe rimborsato a 127 euro (tetto di massimo guadagno), +25,74% in 3 anni e mezzo pari al 7,1% lordo annualizzato (6,5% di cagr lordo).
Se, al contrario, Unicredit dovesse perdere tutto il suo guadagno (+8,21%) e riportarsi al livello iniziale o scendere ulteriormente anche del 100% dal livello inziale, il certificate limiterebbe la perdita da 101 di oggi verrebbe rimborsato a 100 euro (circa 1%)
Perché questa soluzione?
Semplice, le banche hanno messo a segno un ottimo rally e secondo gli analisti hanno ancora benzina per correre. Dopo una performance così lunga in molti si chiedono cosa fare. Citi, in un report pubblicato la settimana scorsa, scrive che ci sono tre buoni motivi perché i bancari potrebbero continuare la fase rialzista: M&A, tassi elevati che generano extraprofitti e taglio costi grazie all’AI.
Unicredit dal luglio del 2022 a oggi ha guadagnato il 738%. Nessuno sa quando il rally finirà soprattutto a fronte di operazioni di M&A ma una cosa è certa: in questi anni molti investitori sono usciti troppo presto temendo una correzione e hanno perso buona parte del rialzo.
Il certificate quindi minimizza questo rischio lasciando spazio per ulteriori guadagni. C’è un dazio però da pagare rispetto all’investimento diretto sul titolo: come tutti i certificate, non si incassano i dividendi staccati dal sottostante e la performance ha un tetto massimo, 127 euro. Sono costi questi che servono a pagare la protezione per un rimborso comunque a 100 euro.
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