Italia, i dati sulla fiducia ad aprile segnalano gli effetti di vasta portata della guerra in Medio Oriente

30/04/2026 12:00
Italia, i dati sulla fiducia ad aprile segnalano gli effetti di vasta portata della guerra in Medio Oriente

Ad aprile, il calo della fiducia in Italia si รจ esteso dai consumatori alle imprese, con un aumento previsto delle intenzioni di aumentare i prezzi nei prossimi mesi. รˆ ancora possibile un secondo trimestre stabile, ma il rischio di una contrazione รจ in aumento. L'impatto della guerra in Medio Oriente e lo stallo nei negoziati, che mantengono lo Stretto di Hormuz quasi chiuso alla navigazione, si sta evidentemente propagando nell'economia italiana, con ripercussioni sia sui consumatori che sulle imprese.

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La fiducia dei consumatori cala ulteriormente

A marzo, i consumatori sono stati i primi a subire le conseguenze della guerra in Medio Oriente. Lo si legge nel commento a cura di Paolo Pizzoli, Senior Economist di ING, secondo cui i dati di aprile mostrano che la situazione non รจ migliorata, nonostante le notizie sul cessate il fuoco. La fiducia dei consumatori รจ scesa ulteriormente a 90,8, il livello piรน basso dal gennaio 2023, trascinata al ribasso dal peggioramento delle aspettative sulla situazione economica.

I consumatori sono sempre piรน preoccupati per la disoccupazione futura e si aspettano un aumento dell'inflazione nel lungo periodo. Questa combinazione, spiega Pizzoli, si riflette chiaramente nel rallentamento delle intenzioni di acquisto sia di beni durevoli che di abitazioni e nella crescente propensione al risparmio. La stabilizzazione della fiducia dei dettaglianti, nel frattempo, suggerisce una possibile resilienza dei consumi non durevoli.

Anche le imprese manifatturiere ne risentono

Nel settore manifatturiero, sottolinea Pizzoli, il moderato peggioramento della componente relativa agli ordini e il basso livello delle scorte hanno determinato un leggerissimo calo della produzione attuale e prevista. Sia gli indicatori relativi agli ordini che quelli relativi alla produzione hanno registrato un ulteriore peggioramento per i beni strumentali: un segnale dโ€™allarme per lโ€™andamento a breve termine degli investimenti in macchinari.

รˆ interessante notare, osserva Pizzoli, che le imprese hanno segnalato una crescente intenzione di rivedere al rialzo i propri prezzi in futuro. Per il momento, la guerra in Medio Oriente e le conseguenti interruzioni dell'approvvigionamento energetico sembrano indicare una pausa nella timida ripresa piuttosto che un nuovo tuffo in una recessione del settore manifatturiero.

Anche l'edilizia residenziale ne risente, ma persiste l'eccezione delle infrastrutture

Il peggioramento รจ piรน marcato nel settore edile, precisa Pizzoli, dove la fiducia รจ scesa di quasi tre punti (pur rimanendo al di sopra del minimo registrato a gennaio 2026), trascinata al ribasso dal deterioramento degli ordini attuali e previsti e dei piani di costruzione. I dettagli dell'indagine mostrano che il grosso del peggioramento รจ da attribuire alla componente dell'edilizia residenziale.

Il quarto aumento consecutivo della fiducia nel settore dell'ingegneria civile, nel frattempo, riflette probabilmente l'avvicinarsi della scadenza (fine giugno) per una parte degli investimenti infrastrutturali previsti dal piano nazionale di ripresa finanziato dall'UE. In un contesto di raffreddamento della domanda, spiega Pizzoli, i costruttori prevedono un aumento dei prezzi; l'impatto inflazionistico delle perturbazioni energetiche sui costi si sta ora manifestando anche nel settore delle costruzioni.

I servizi non sono piรน immuni, con il turismo piรน colpito

L'ultima cattiva notizia citata da Pizzoli รจ il calo generalizzato della fiducia nei servizi di mercato. Dopo aver dato prova di resilienza a marzo, la fiducia รจ scesa di oltre tre punti ad aprile, trascinata al ribasso dal settore turistico, con i trasporti e lo stoccaggio, i servizi alle imprese e l'informazione e la comunicazione tutti saldamente in territorio negativo. Il calo del turismo, secondo Pizzoli, รจ probabilmente dovuto alle interruzioni delle rotte aeree e alla disponibilitร  di carburante per aerei, oltre ai prezzi spinti dalla guerra in Medio Oriente.

Come abbiamo visto in altri settori, sottolinea Pizzoli, le pressioni sui prezzi sembrano colpire le imprese del settore dei servizi, che ad aprile hanno segnalato una crescente intenzione di rivedere i prezzi

Per ING sembra sempre piรน probabile un secondo trimestre debole

Nel complesso, sintetizza Pizzoli, i dati sulla fiducia di aprile indicano che lโ€™impatto della guerra in Medio Oriente e le conseguenti pressioni sui prezzi dellโ€™energia stanno ora interessando tutti i principali settori dellโ€™economia italiana e che il rischio di un piรน ampio trasferimento di tali pressioni sui prezzi dellโ€™energia aumenta di mese in mese.

Dal punto di vista della crescita, conclude Pizzoli, il secondo trimestre รจ probabilmente partito su basi piรน deboli. ING sta provvisoriamente ipotizzando un dato del Pil stabile, con rischi sostanziali di contrazione se lo stallo nello Stretto di Hormuz dovesse persistere per altre settimane.

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