Italia in forte ascesa, occhi puntati sul prossime mosse Bce e cambio euro/dollaro

LโEuropa affronta una fase delicata tra politica monetaria, tensioni geopolitiche e dinamiche valutarie. I tassi Bce si muovono in un livello "neutro", gli spread sovrani si comprimono e lโItalia emerge come uno degli emittenti piรน osservati, mentre il rafforzamento dellโeuro riporta il cambio euro/dollaro al centro del dibattito.
Indice dei contenuti
Bce, inflazione e prospettive sui tassi
Dopo una lunga fase di allentamento monetario, la politica della Banca centrale europea (Bce) entra in una fase di riflessione. Come si legge nell'analisi di Neil Mehta, Portfolio Manager di RBC BlueBay, dopo otto tagli dei tassi nel periodo 2024-2025, il livello attuale del 2% viene considerato da molti osservatori come neutrale. I mercati prezzano ora un possibile rialzo di 25 punti base entro la fine del 2027, una visione condivisa anche da alcune componenti piรน restrittive del Consiglio direttivo, tra cui Isabel Schnabel.
Il contesto macro resta complesso. La crescita appare fragile, con indicatori anticipatori come il PMI appena sopra quota 50, una domanda di credito moderata e un quadro geopolitico che continua a generare incertezza. In questo scenario, Mehta ritiene che lโinflazione complessiva possa scendere sotto il 2% nel primo semestre del 2026, aprendo maggiore spazio alle posizioni piรน accomodanti allโinterno della Bce.
Spread sovrani in compressione e ritorno dellโintegrazione europea
Le recenti tensioni geopolitiche, incluse quelle legate alla Groenlandia, hanno riacceso il dibattito su una maggiore integrazione politica ed economica europea. Gli investitori obbligazionari, secondo Mehta, sembrano aver recepito il segnale, come dimostra la forte compressione degli spread sovrani. Il differenziale tra il paese percepito come piรน solido, i Paesi Bassi, e quello piรน debole, la Lituania, si รจ ridotto a 75 punti base, rispetto ai 150 punti base di inizio 2025.
Questa dinamica riflette un miglioramento della percezione del rischio sistemico dellโarea euro e un rinnovato interesse per i mercati periferici, in un contesto di rendimenti ancora interessanti lungo la curva.
Italia in forte ascesa e attese sul rating
Allโinterno di questo quadro, lโItalia emerge come uno dei casi piรน rilevanti. Come spiega Mehta, il paese ha registrato una sindacazione di inizio gennaio particolarmente riuscita, capace di attrarre ordini per oltre 150 miliardi di euro, mentre i recenti incontri con gli investitori hanno restituito un sentiment marcatamente positivo.
La stabilitร politica e gli sforzi di consolidamento del debito vengono indicati come fattori chiave. Il governo prevede saldi primari positivi pari allโ1,2% nel 2026, con un miglioramento fino allโ1,9% entro il 2029. LโItalia viene descritta da Mehta come uno degli emittenti sovrani preferiti dal mercato, con una base di investitori in espansione, in particolare dai Paesi nordici e dal Medio Oriente. Il mercato sembra giร anticipare un possibile miglioramento del rating verso la fascia โAโ, incorporando questa aspettativa nei prezzi.
Euro/dollaro sotto osservazione
Il rafforzamento dellโeuro riporta il cambio euro/dollaro al centro dellโattenzione. La scorsa estate, il vicepresidente della Bce Luis de Guindos aveva indicato livelli superiori a 1,20 come potenzialmente problematici. Lโinizio del 2026, osserva Mehta, vede proprio quellโarea di cambio sotto pressione, con diversi membri del Consiglio, tra cui Villeroy e Kocher, che hanno giร sottolineato i possibili effetti sullโinflazione e la disponibilitร a intervenire.
La debolezza del dollaro sta spingendo lโeuro al rialzo, un fattore che rende le esportazioni europee piรน costose. Le stime di Goldman Sachs indicano che le principali societร europee quotate generano circa il 30% dei ricavi negli Stati Uniti, un elemento che amplifica la sensibilitร del mercato al movimento del cambio. In caso di ulteriore rafforzamento dellโeuro, conclude Mehta, รจ plausibile attendersi un cambio di tono piรน diffuso allโinterno del Consiglio Bce con implicazioni dirette per la politica monetaria nei prossimi trimestri.
La Finestra sui Mercati
Tutte le mattine la newsletter con le idee di investimento!


