Iveco, 2025 “sfidante” con utili e ricavi in calo

Lo scorso anno, il mercato europeo è risultato in calo sia per i veicoli commerciali leggeri sia per gli autocarri pesanti, elementi che hanno pesato sui volumi di vendita, redditività e free cash flow del gruppo ma il management si mostra ancora fiducioso sul futuro.
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Il 2025 di Iveco
Un management che parla di anno “sfidante per il nostro settore” di Iveco caratterizza i numeri del 2025 di Iveco Group comunicati questa mattina prima dell’apertura di Piazza Affari.
Lo scorso anno, “il mercato europeo è risultato in calo sia per i veicoli commerciali leggeri sia per gli autocarri pesanti”, sottolineava il Ceo del gruppo, Olof Person, precisando che a questo fattore si aggiunge "il ritardo nella ramp-up della produzione di autobus nel nostro stabilimento di Annonay in Francia". Due elementi che insieme hanno pesato su volumi, redditività e free cash flow, spingendo la leadership a muoversi "rapidamente per rafforzare il controllo delle scorte, mantenere una rigorosa disciplina dei costi e accelerare il nostro programma di efficienza".
Alla Borsa di Milano, intanto, i risultati vengono accolti freddamente e le azioni Iveco scambiano appena sopra la parità (+0,20%) nei primi minuti, a 18,97 euro.
I numeri dell’anno
Lo scorso anno si è chiuso con un calo dei ricavi consolidati (-6,7%) e dell’utile netto (-40%) per la società, rispettivamente a 13,43 miliardi di euro (da 14,41 miliardi del 2024) e 312 milioni (dai 520 milioni del 2024).
I ricavi netti delle attività industriali si attestano invece a 13,13 miliardi, rispetto a 14,06 miliardi nel 2024, principalmente per effetto del calo dei volumi in Europa per le unità Truck e Powertrain e dell'impatto negativo dei tassi di cambio.
L'utile netto rettificato è stato invece pari a 312 milioni, contro i 520 milioni del 2024, e l'Ebit rettificato ammonta a 645 milioni, rispetto al risultato di 892 milioni del 2024, con un margine che scende al 4,8% dal 6,2%.
L'Ebit rettificato delle attività industriali è sceso invece a 528 milioni di euro da 761 milioni, principalmente per un calo di volumi e di un aumento dei costi di prodotto nelle divisioni Truck e Bus, parzialmente compensati da azioni di contenimento delle spese, con il margine corrispondente che è sceso al 4% dal 5,4% su base annua.
Il free cash flow delle attività industriali è stato negativo per 109 milioni, a fronte di un risultato positivo per 240 milioni nel 2024, principalmente per effetto delle minori vendite e dell'impatto negativo una tantum del livello eccezionalmente alto delle scorte della divisione Bus alla fine dell'anno.
Niente guidance ma “fiducia sul futuro”
Iveco non ha fornito previsioni per l'intero anno, anche alla luce delle operazioni straordinarie in corso.
La società, che a fine terzo trimestre aveva anticipato un ribasso del 3-5% e a fine gennaio, aggiornando le guidance, aveva previsto che “tutti gli obiettivi finanziari siano raggiunti o si attestino leggermente al di sotto della guidance, con la sola eccezione del free cash flow delle Attività Industriali”.
Nell'esprimere "fiducia" sulle performance future del gruppo, il manager specifica anche che "le nostre due operazioni straordinarie" - la vendita del ramo difesa a un consorzio formato da Leonardo e Rheinmetall e del ramo civile agli indiani di Tata Motors - sono "in linea con le tempistiche precedentemente comunicate, con la chiusura della vendita di Defence attesa entro marzo 2026 e il completamento dell'offerta pubblica di acquisto di Tata Motors nel secondo trimestre del 2026".
Inoltre, spiegando di guardare "al futuro con fiducia,mantenendo l'attenzione alla qualità, all'esecuzione operativa e all'accelerazione del nostro programma di efficienza”, concludeva Person, “in tutte le business unit preserviamo l'impegno a fornire valore a lungo termine a tutti i nostri stakeholder".
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