Iveco alza la guidance dopo trimestrale migliore delle previsioni


La società è entrata nel suo “anno 2”, quello considerato “della trasformazione” dal management e vede prospettive positive per il settore e prezzi solidi del portafoglio ordini, che si aggiungono all’assenza di cancellazione di commesse.


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Il trimestre di Iveco

Ricavi in crescita e guidance alzata per Iveco, ma il titolo ritraccia dopo quattro giorni consecutivi in verde, arrivando a cedere il 4%, ad un minimo di 7,60 euro.

In particolare, i ricavi consolidati del primo trimestre 2023 di Iveco sono arrivati a 3.399 milioni di euro nel trimestre, segnando una crescita dell’11,5%, mentre quelli netti delle Attività Industriali sono stati pari a 3.328 milioni, in aumento del 10,6% “principalmente per effetto di migliori prezzi e maggiori volumi”, spiega la nota.

L’Ebit adjusted è arrivato a 162 milioni di euro, con +60 milioni di euro rispetto al primo trimestre 2022, e un margine del 4,8% (in crescita di 150 p.b. rispetto al primo trimestre 2022).

Migliori prezzi, maggiori volumi e un mix migliore hanno più che compensato i maggiori costi delle materie prime e dell’energia”, aggiunge la nota, portando l’Ebit adjusted delle attività industriali a 134 milioni di euro (82 milioni di euro nel primo trimestre 2022), con margine del 4,0% (in crescita di 130 punti base rispetto al primo trimestre 2022).

L’utile netto adjusted è cresciuto di 21 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2022, arrivando così a 63 milioni di euro, annullando l’impatto negativo dopo le imposte di 44 milioni di euro derivante dall’acquisizione concordata della partecipazione totalitaria in Nikola Iveco Europe GmbH.

Il risultato diluito per azione adjusted risulta così pari a 0,21 euro (in aumento di 0,06 euro rispetto al primo trimestre 2022), mentre gli oneri finanziari risultano pari 74 milioni di euro (34 milioni di euro nel primo trimestre 2022), in aumento principalmente per effetto di tassi di interesse più alti e dell’impatto dell’iperinflazione in Argentina e in Turchia.

Anno della trasformazione

Per Iveco il 2023 rappresenta “l’anno 2, quello della trasformazione”, iniziato “con un'altra serie di ottimi risultati”, sottolinea nella nota Gerrit Marx, Chief Executive Officer.

“I recenti risultati segnano il nostro stabile miglioramento delle prestazioni, che include il successo dei nostri autobus elettrici in concomitanza con l'inaugurazione dello stabilimento di autobus a basse e zero emissioni a Foggia”, aggiunge il manager.

Inoltre, prosegue Marx, “siamo inoltre davvero entusiasti di iniziare il nuovo capitolo della partnership con Nikola, che ci vede diventare proprietari unici della joint venture europea e produrre i nostri veicoli pesanti completamente elettrici".

Guidance al rialzo

Le attuali “prospettive del settore, dei solidi prezzi del portafoglio ordini e in assenza di segnali di livelli insoliti di cancellazione ordini”, hanno spinto la società a rivedere al rialzo le sue prospettive finanziarie preliminari per l’anno 2023.

A questo punto, il gruppo si aspetta ora un Ebit adjusted consolidato in rialzo, tra 600 e 640 milioni di euro, ricavi netti delle attività industriali in crescita, con un aumento dal 3% al 5% rispetto al 2022, un Ebit adjusted delle attività industriali in rialzo, tra 510 e 550 milioni di euro.

Inoltre, le spese generali, amministrative e di vendita delle attività industriali sono confermate a circa il 6% dei ricavi netti, la liquidità netta delle attività industriali sono attese ancora a circa 2 miliardi di euro e gli investimenti delle attività industriali ora sono visti in crescita del 15% circa rispetto al 2022.

“Abbiamo aggiornato al rialzo le prospettive per l'anno, anche se rimaniamo prudenti e radicati nei nostri fondamentali, lavorando sodo per migliorare continuamente prodotti e servizi su tutti i fronti, spingendoci ad andare oltre ogni singolo giorno”, concludeva Marx.

Oltre le attese degli analisti

Per Iveco si tratta di conti "migliori delle attese, sia nostre sia di consenso, nonostante la persistenza di problemi di supply chain e carenza di componenti”, segnalano da Equita Sim, confermando il rating ‘buy’ sul titolo, con prezzo obiettivo a 12 euro.

Anche secondo WebSim Intermonte i risultati hanno battuto le previsioni, in particolare a livello di conto economico, “principalmente grazie al contributo dei prezzi vs inflazione che hanno spinto la redditività al di sopra delle previsioni (margine Ebit adjusted consolidato del 4,8% rispetto al 4,0/4,1% previsto)”.

“Solo il FCF è stato inferiore alle attese, ma ciò è dovuto a un livello di inventario più elevato derivante da una domanda elevata, nonché a problemi di carenza di componenti e catena di approvvigionamento”, aggiungono dalla sim.

Infine, “la guidance 2023 è stata aumentata alla luce di un fatturato visto a +3/5% (vs 2/3% in precedenza) e una maggiore marginalità sulle attività industriali al 3,5/3,7% (rispetto a 3,2/3,4% atteso in precedenza)”, mentre “il potenziale rialzo stime a livello di Ebit adjusted consolidato è tra il 5/9% nel punto medio/alto dell’intervallo fornito”, concludono da WebSim, mantenendo un giudizio ‘interessante’ su Iveco, con target price a 10,70 euro.

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