L’Eurogruppo trova l’accordo sul Mes. Il parlamento italiano no

eurogruppo

I ministri delle finanze dei Paesi membri hanno approvato la riforma del Meccanismo europeo di stabilità. Anticipata di due anni l’entrata in vigore del “paracadute” (backstop) per il fondo salva-banche comune. Polemiche tra la maggioranza, ma le piazze finanziarie salutano con ottimismo l’accordo.


La Finestra sui Mercati

Tutte le mattine la newsletter con le idee di investimento!

Ho letto e accetto l'informativa sulla privacy

L’Eurogruppo approva il Mes

Nella serata di ieri i ministri dell’Eurogruppo hanno approvato la riforma del Meccanismo europeo di stabilità (Mes), il trattato sugli aiuti tradizionali finalizzato a prevenire eventuali shock economici dei Paesi Ue senza il ricorso al salvataggio. L’intervento di riforma (avviato nel 2018 e rallentato dalla pandemia) rafforzerà le linee di credito tradizionali per gli Stati Membri con l’introduzione di un “backstop”, ossia una rete di sicurezza finanziata dal Mes per il fondo di risoluzione unico delle banche (Single Resolution Fund - Sfr), se si dovesse verificare il caso estremo di mancanza di risorse per completare i “fallimenti ordinati” delle banche in difficoltà. Quest’ultima clausola era stata fortemente voluta dall’Italia ed entrerà in vigore con due anni di anticipo (nel 2022 anziché nel 2024).

Un’altra importante novità riguarda l’eliminazione del famigerato “memorandum”, la serie di regole per i Paesi che fanno ricorso al fondo, e da cui è dipeso l’inasprirsi delle tensioni sociali in Grecia quando il Paese fu costretto a ricorrere al Mes. Al posto del memorandum si definirà una lettera d’intenti per assicurare il rispetto del Patto di stabilità sottoscritto dai Paesi Ue.

Maggioranza divisa

In Italia le contestazioni intorno al Mes sono uno dei cavalli di battaglia di una delle anime della maggioranza al Parlamento: il M5s. Da un lato il ministro delle Finanze Roberto Gualtieri si è adoperato perché la sottoscrizione del trattato andasse a buon fine; dall’altro il M5s è precipitato nel caos, con una fazione, capitanata da Vito Crimi a certificare il “non ostruzionismo” del Movimento e allo stesso tempo la salvaguardia per evitare l’attivazione del Mes sanitario, «la riforma del Mes e il suo utilizzo – ha dichiarato il capo politico del M5s –, l’eventualità di farvi ricorso, sono due elementi totalmente distinti». Mentre l’ala legata a Alessandro Di Battista ha accusato i vertici di essersi piegati alla logica del compromesso.

Pesanti attacchi anche dalla Lega, con il presidente della commissione Bilancio della Camera, Claudio Borghi, che parla di «responsabilità penale» di Gualtieri per un sì «privo di mandato».

Le Borse europee salutano con ottimismo l’accordo

L’accordo tra i ministri delle Finanze degli Stati membri ha comunque dato fiato alle Borse europee. Questa mattina tutte positive in avvio di seduta, con Francoforte in guadagno dello +0,61%, a Parigi il Cac40 a +0,41%, mentre la piazza finanziaria milanese segnava un +0,59% (a 22.191 punti). A galvanizzare i mercati anche la notizia di una probabile “vaccinazione anticipata” alla fine dell’anno, secondo le indicazioni di Moderna, che ha presentato ieri richiesta di autorizzazione alla Fda Usa.