L’intelligenza artificiale è la nuova merce preziosa


Nvidia, chiude il primo trimestre del suo esercizio fiscale con ricavi per 26,04 miliardi di dollari, sopra le attese degli analisti. "La prossima rivoluzione industriale è cominciata", ha dichiarato l'amministratore delegato Jensen Huang. Titolo in rialzo del 6% nel dopo borsa.

E’ emerso dai verbali della riunione conclusasi il primo maggio che che “diversi" componenti della Fed hanno anche ipotizzato la necessità di "un rialzo dei tassi", se “reso necessario dall’inflazione".

Goldman Sachs, non prevede alcun taglio dei tassi di interesse da parte della Fed nel 2024, ma la stessa banca d’affari diceva questo ieri in una nota: “Il nostro indicatore di posizionamento e di sentimento è tornato in territorio rialzista”.


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La trimestrale di Nvidia ha spazzato via i timori di rialzo tassi ridestatisi con la pubblicazione dei verbali dell’ultima riunione della Federal Reserve. L’indice S&P500 ha chiuso la seduta in ribasso dello 0,3%, stamattina il future dell’indice di riferimento di Wall Street guadagna lo 0,7%.

NVIDIA

La società capofila dell’intelligenza artificiale chiude il primo trimestre del suo esercizio fiscale con ricavi per 26,04 miliardi di dollari, sopra le attese degli analisti e in aumento del 18% sui tre mesi precedenti. I ricavi risultano in rialzo del 262% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. L'utile netto è salito a 14,8 miliardi, il 628% in più sul 2023 e il 21% sui tre mesi precedenti. Per il secondo trimestre Nvidia prevede ricavi per 28 miliardi, oltre i 26,8 miliardi previsti dal mercato.
"La prossima rivoluzione industriale è cominciata", ha dichiarato l'amministratore delegato Jensen Huang in occasione della conferenza telefonica con gli analisti. Huang ha spiegato che le aziende clienti utilizzeranno i chip per costruire un nuovo tipo di data center, "fabbriche di AI"", progettati per produrre "una nuova merce: l'intelligenza artificiale".

TASSI

I recenti dati sull’inflazione sono "deludenti", per questo si è discusso della possibilità di tenere i tassi d'interesse fermi più a lungo, se l'inflazione non scende. È quanto è emerso ieri sera dai verbali relativi all’incontro - terminato il primo maggio - del Federal Open Market Committee (Fomc), l’organismo della Federal Reserve responsabile della politica monetaria degli Stati Uniti. In quell'occasione, il Fomc decise di mantenere i tassi d'interesse al 5,25%-5,50%, livello a cui sono stati portati nel luglio dello scorso anno, il più alto dal 2001. "Diversi" componenti della Fed hanno anche ipotizzato la necessità di "un rialzo dei tassi", se “reso necessario dall'inflazione". Infine, i tassi sul lungo periodo “potrebbero essere più alti di quanto precedentemente previsto”.
David Solomon, l’amministratore delegato di Goldman Sachs, non prevede alcun taglio dei tassi di interesse da parte della Fed nel 2024. Solomon, riportava ieri sera l'agenzia Bloomberg, ritiene che l'economia americana sia solo "leggermente più debole". "Ancora non vedo dati convincenti per un taglio dei tassi", ha detto sottolineando che gli investimenti nelle infrastrutture per l'intelligenza artificiale hanno aiutato l'economia a essere più resiliente alla stretta della Fed.

Macrovariabili. Il dollaro si è indebolito su euro e sono partite le vendite sui Treasury a breve scadenza, in particolare il due anni. Ha perso terreno, per la stessa ragione, l’oro. La persistenza di tassi alti ha penalizzato un po’ tutte le materie prime, petrolio, rame e nichel. Continua a salire in Europa il gas, arrivato sui massimi degli ultimi quattro mese.

TORI

Back to bullish, torniamo rialzisti, titola una nota di Goldman Sachs uscita ieri.

La banca d’affari spiega così le ragioni. “Il nostro indicatore di posizionamento e di sentimento è tornato in territorio rialzista”, afferma la strategist Cecilia Mariotti. “La propensione al rischio degli investitori è rimasta ben sostenuta nell'ultimo anno, con i mercati che hanno digerito le sorprese al rialzo dell'inflazione statunitense nel 1° trimestre, grazie a un contesto generale di crescita/macroeconomia che rimane favorevole. Questo atteggiamento costruttivo si è riflesso in una ripresa dei flussi verso i fondi azionari, con i settori ciclici in testa, rispetto ai difensivi, sia negli Stati Uniti che in Europa.
Le azioni europee sono rimbalzate insieme a quelle statunitensi e vi sono segnali di una crescente fiducia da parte degli investitori nazionali: gli afflussi verso le azioni europee da parte degli investitori nazionali sono aumentati in modo significativo.

TITOLI

Saipem ha lanciato un'obbligazione senior unsecured a sei anni da 500 milioni di euro con un rendimento finale di 4,875%.

Webuild. Salini ha lanciato un'offerta di obbligazioni secured scambiabili in azioni ordinarie Webuild per un importo di circa 225 milioni di euro. I Joint Global Coordinator intendono inoltre effettuare un simultaneo collocamento di azioni Webuild per conto di alcuni acquirenti dei bond che intendano vendere tali azioni a copertura del rischio di mercato sull'investimento in obbligazioni.

Fincantieri ha annunciato il suo ingresso in Arabia Saudita con il lancio della nuova società Fincantieri Arabia for Naval Services, che ha l'obiettivo di cogliere importanti opportunità di business in un mercato strategico.

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