L'oro vola a 5.017 dollari l'oncia: guerra in Medio Oriente e Fed spingono il metallo prezioso

17/03/2026 14:36
L'oro vola a 5.017 dollari l'oncia: guerra in Medio Oriente e Fed spingono il metallo prezioso

Il prezzo dell'oro tocca quota 5.017 dollari l'oncia nelle contrattazioni di oggi, 17 marzo 2026, segnando un rialzo dello +0,47% rispetto alla chiusura precedente. Il metallo prezioso è sostenuto da un cocktail esplosivo di fattori: il conflitto USA-Israele-Iran in corso, l'avvio della riunione della Federal Reserve, i timori inflazionistici legati al petrolio sopra i 94 dollari al barile e la corsa globale agli asset rifugio. Da inizio 2025 l'oro ha guadagnato oltre il +78%, in uno dei rally più straordinari della storia recente.

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Un rally senza precedenti: da 2.812 a oltre 5.000 dollari in 14 mesi

L'oro sta scrivendo una pagina di storia. Dai 2.812 dollari l'oncia di gennaio 2025, il metallo giallo ha percorso una traiettoria quasi verticale, toccando un massimo intraday di 5.405 dollari a inizio marzo 2026 e attestandosi oggi a 5.017,70 dollari, con un guadagno di +23,70 dollari nella sola seduta odierna.

Il percorso di ascesa è stato costante:

  • Gennaio 2025: 2.812 dollari
  • Settembre 2025: 3.840 dollari (+36%)
  • Dicembre 2025: 4.325 dollari (+54%)
  • Febbraio 2026: 5.230 dollari (+86%)
  • Oggi, 17 marzo 2026: 5.017 dollari (+78% da inizio 2025)

Un apprezzamento di tale portata non si registrava dagli anni Settanta, quando la fine del sistema di Bretton Woods e gli shock petroliferi trasformarono l'oro nel bene rifugio per eccellenza.

I driver del rally: guerra, inflazione e Fed

Tre grandi forze alimentano la corsa all'oro in questo momento:

1. Il conflitto USA-Israele-Iran: la guerra in Medio Oriente, ormai alla terza settimana secondo le news di mercato, mantiene alta la domanda di asset rifugio. L'incertezza geopolitica spinge investitori istituzionali e retail a cercare protezione nel metallo prezioso, storicamente considerato la riserva di valore per eccellenza nelle fasi di crisi.

2. L'inflazione da energia: il petrolio WTI quota oggi 94,40 dollari al barile (+0,96%), con picchi intraday vicini ai 98 dollari. La pressione energetica alimenta le aspettative di inflazione persistente, rendendo l'oro ancora più attraente come strumento di copertura. Nelle ultime settimane il greggio è arrivato a sfiorare i 100 dollari al barile, un livello psicologico che ha riacceso i timori di una spirale prezzi-salari.

3. L'incertezza sulla Fed: oggi prende il via la riunione del Federal Open Market Committee (FOMC). Gli investitori sono divisi sulle prossime mosse della banca centrale americana: l'inflazione più alta del previsto, alimentata dal caro-energia, potrebbe ritardare eventuali tagli dei tassi. Paradossalmente, un ambiente di tassi elevati non ha frenato l'oro, che spesso si comporta come assicurazione contro l'incertezza piuttosto che come puro strumento anti-inflazionistico.

L'argento segue a ruota: +0,43% a 81,02 dollari l'oncia

Non solo l'oro: anche l'argento registra un apprezzamento nella seduta odierna, con i futures che quotano 81,025 dollari l'oncia, in rialzo dello +0,43% rispetto alla chiusura precedente di 80,68 dollari. Il metallo grigio, che oscilla tra un massimo intraday di 82,76 e un minimo di 79,92 dollari, beneficia dello stesso contesto macro che spinge l'oro, con l'aggiunta della sua componente industriale legata alla transizione energetica e alla domanda di pannelli fotovoltaici.

Il rapporto oro/argento — che misura quante once d'argento servono per acquistare un'oncia d'oro — si mantiene su livelli storicamente elevati, suggerendo che l'argento potrebbe avere ancora spazio per recuperare terreno rispetto all'oro qualora la domanda industriale accelerasse.

Il sentiment di mercato e le implicazioni per gli investitori

Il sentiment sull'oro è fortemente positivo: il dato normalizzato di oggi si attesta a 0,71 su una scala da -1 a +1, in ulteriore miglioramento rispetto allo 0,54 di ieri e allo 0,67 di domenica. Questo indica che la narrativa mediatica e degli analisti rimane largamente favorevole al metallo.

Tuttavia, gli investitori devono tenere a mente alcuni rischi:

  • Volatilità elevata: nelle ultime settimane l'oro ha oscillato tra 4.994 e 5.405 dollari, un range di oltre 400 dollari in pochi giorni
  • Pressione da tassi reali: se la Fed dovesse mantenere un tono aggressivo questa settimana, i rendimenti reali positivi potrebbero pesare sull'oro
  • Possibile de-escalation geopolitica: un cessate il fuoco nel conflitto Medio Orientale potrebbe ridurre la domanda di rifugio

Per gli investitori retail italiani, l'esposizione all'oro può avvenire tramite ETC fisici (come PHAU.MI o BULL.MI quotati su Borsa Italiana), futures o azioni di società minerarie aurifere, che in questo contesto stanno registrando performance superiori al metallo stesso.

Outlook: quota 5.500 nel mirino degli analisti

Diversi analisti hanno alzato i loro target price sull'oro nelle ultime settimane. Il superamento della soglia psicologica dei 5.000 dollari — avvenuto già a fine febbraio — ha aperto la strada a proiezioni ancora più ambiziose. Secondo alcune case d'investimento, in assenza di una risoluzione rapida del conflitto mediorientale e con la Fed in modalità attendista, quota 5.500 dollari potrebbe essere raggiunta entro il secondo trimestre 2026.

La notizia di oggi che l'oro «si comporta come un vero bene rifugio» — come titolano diversi media finanziari internazionali — segna un cambiamento rispetto alla fase precedente, in cui il metallo sembrava temporaneamente correlato negativamente con il dollaro. Il contesto attuale, con petrolio sopra 90 dollari, geopolitica instabile e Fed in pausa, sembra il terreno più fertile possibile per il proseguimento del bull market sull'oro.

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