La Fed ha tagliato i tassi e aperto la porta ad altri due tagli entro fine anno

Dopo il taglio della Fed, gli investitori si chiedono che cosa accadrร allโeconomia e quali saranno le prossime mosse della banca centrale
Una serie di scenari potrebbe concretizzarsi in futuro, dai piรน rialzisti ai piรน cupi. Il nostro scenario di base rimane sempre costruttivo, ma non escludiamo che un periodo segnato da enormi livelli di incertezza puรฒ rendere facile per gli investitori cadere in trappole comportamentali.
A cura di Antonio Tognoli, Responsabile Macro Analisi e Comunicazione presso Corporate Family Office SIM
Richieste USA di sussidi settimanali alla disoccupazione (stima 245k contro 263k della scorsa settimana) e PhillyFed di agosto (stima 1.4 punti contro -0.3 punti di luglio), entrami alle 14:30.
Scende al 2% (dal +2.1%) la seconda lettura dellโinflazione YoY dellโEuropa di agosto, perfettamente in linea con lโobiettivo della BCE. La Lagarde stessa nellโultimo meeting a espressamente dichiarato che lโinflazione รจ esattamente dove la BCE vuole che sia. Ovviamente occorre capire se nei prossimi mesi rimarrร nellโintorno del 2% oppure, complici i dazi, non aumenti.
Come era nelle attese, la Fed ha tagliato i tassi di 25 bps e a sorpresa ha segnalato che altri due tagli sono in arrivo entro la fine dellโanno, mentre si intensificano le preoccupazioni sul mercato del lavoro statunitense. Nella dichiarazione successiva alla riunione, il comitato ha nuovamente definito lโattivitร economica come โmoderataโ, ma ha aggiunto che โlโaumento dellโoccupazione ha rallentatoโ e ha osservato che lโinflazione โรจ aumentata e rimane piuttosto elevataโ. Una minore crescita dellโoccupazione e unโinflazione piรน elevata sono in conflitto con il duplice obiettivo della Fed di prezzi stabili e piena occupazione. A questo punto, riteniamo che ci vorrebbe una significativa sorpresa al rialzo dellโinflazione o una ripresa del mercato del lavoro per far uscire la Fed dallโattuale traiettoria di allentamento monetario.
Le nuove proiezioni economiche mostrano che i membri del FOMC, nella mediana, prevedono ancora un'inflazione al 3% a fine anno, ben al di sopra dell'obiettivo del 2% di obiettivo, una stima invariata rispetto alle previsioni di giugno. Anche la previsione per la disoccupazione rimane ferma al 4.5%, mentre quella per la crescita economica รจ leggermente superiore, all'1.6% rispetto all'1.4% precedente.
Rispetto ai rischi di stagflazione che aveva spaventato gli investitori quando la Fed aveva rallentato i tagli per contenere l'inflazione, le nuove stime riflettono la convinzione della Fed che sia possibile prevenire un aumento della disoccupazione accelerando il ritmo delle riduzioni dei tassi, mentre l'inflazione dovrebbe rallentare gradualmente nel prossimo anno. La convinzione รจ quindi che i dazi imposti da Trump avranno soltanto un impatto temporaneo sull'inflazione. e le ultime previsioni sono coerenti con questa visione.
Non siamo dโaccordo con questa visione, anche perchรฉ una volta cresciuti i prezzi rimangono al livello massimo raggiunto e, a paritร di salario, riducono il potere dโacquisto reale di beni e servizi dei consumatori e/o il margine reddituale delle imprese. ร quindi vero che lโimpatto sarร temporaneo, ma gli effetti del rialzo dei prezzi si faranno probabilmente sentire almeno per tutto il 2026.
Gli investitori si chiedono ora che cosa accadrร allโeconomia e quali saranno le prossime mosse della banca centrale. Partiamo dallโanalisi del mercato. LโS&P 500 รจ aumentato di oltre il 30% dal minimo dellโ8 aprile e, nonostante le aspettative di rendimenti a una cifra bassa per il 2025 dopo due anni consecutivi con guadagni superiori al 20%, lโindice รจ giร in rialzo di oltre il 10% dallโinizio dellโanno (YTD). Anche durante un periodo stagionalmente piรน debole nei mesi estivi, il trend rialzista delle azioni non ha mostrato segni di arresto.
La volatilitร del mercato azionario nelle ultime settimane รจ diminuita, con il Volatility Index in calo di circa il 70% rispetto al picco di aprile. Anche i tassi dโinteresse sembra si siano stabilizzati e lโindebolimento del dollaro statunitense ha rallentato. Ma sembra che il calo della volatilitร non si sia ancora tradotto in un sentiment piรน positivo degli investitori. Lโindagine sul sentiment dellโAmerican Association of Individual Investors riflette ancora piรน orsi che tori. Il sentiment ribassista al 49.5% rimane insolitamente elevato e al di sopra della sua media storica del 31.0% per la 41ยช volta in 43 settimane. Preoccupazioni come il potenziale di una bolla dellโIA, la stagflazione, le conseguenze ritardate di dazi piรน elevati, le valutazioni di mercato elevate, tra le altre, continuano a pesare sullโottimismo degli investitori.
Dopo il taglio dei tassi e le nuove stime della Fed, una serie di scenari potrebbe concretizzarsi in futuro, dai piรน rialzisti ai piรน cupi. Il nostro scenario di base rimane sempre costruttivo, ma non escludiamo che un periodo segnato da enormi livelli di incertezza puรฒ rendere facile per gli investitori cadere in trappole comportamentali e lasciare che le emozioni offuschino le decisioni di investimento.
Crediamo quindi che gli investitori debbano considerare alcune analisi mentre navigano nel resto del 2025 e oltre. Tra queste:
- sfruttare la volatilitร del mercato azionario. Un solido slancio continua a sostenere le azioni statunitensi, mentre i venti favorevoli provenienti dalla forte crescita degli utili societari e dalle prospettive di condizioni finanziarie piรน accomodanti spingono i listini verso nuovi massimi. Tuttavia, gli investitori potrebbero trovarsi ad affrontare condizioni altalenanti nei mercati azionari. Dato il solido contesto fondamentale, gli investitori con un orizzonte di lungo periodo potrebbero considerare i pull back come opportunitร di acquisto per ribilanciare e capitalizzare il miglioramento delle dinamiche di mercato al fine di diversificare i portafogli;
- puntare sui megatrend che plasmano il futuro. Riteniamo di trovarci nelle fasi iniziali di un superciclo pluriennale. I megatrend legati allโIA, infrastrutture, aerospazio e difesa, e generazione di energia dovrebbero trascendere la volatilitร di breve periodo e saranno probabilmente i principali motori della crescita economica nel lungo termine;
- sfruttare rendimenti obbligazionari piรน elevati per generare reddito. Sebbene i rendimenti obbligazionari abbiano mostrato una tendenza ciclica al ribasso in un contesto di raffreddamento del mercato del lavoro, i livelli attuali forniscono ancora una buona capacitร di generazione di reddito per gli investitori. Inoltre, i rendimenti reali, ossia al netto dellโinflazione, restano interessanti in unโottica storica, un cambiamento positivo per i risparmiatori che nel periodo post-GFC hanno sperimentato rendimenti reali bassi o negativi. Guardando avanti, รจ probabile che i rendimenti continuino a scendere visto che la Fed ha ripreso a tagliare i tassi. In questo contesto, gli investitori dovrebbero considerare di ridurre la liquiditร e allungare la duration almeno fino al proprio obiettivo strategico, per sfruttare i rendimenti ancora elevati e contribuire a proteggersi dal calo dei tassi sulle giacenze di cassa;
- concentrarsi sulla diversificazione. Negli ultimi anni cโรจ stato molto dibattito sulle strategie tradizionalmente diversificate, in particolare sullโallocazione 60/40 (60% azioni/40% obbligazioni2). La logica alla base del 60/40 รจ semplice: usare le azioni per lโapprezzamento del capitale e la crescita di lungo periodo e le obbligazioni per generare reddito e mitigare il rischio azionario durante le fasi ribassiste. Tale strategia รจ chiaramente venuta meno nel 2022, in mezzo a mercati orso sia per le azioni sia per le obbligazioni. ร stato il peggior risultato della strategia dal 2008 e ha acceso discussioni sulla sua continua validitร . Quellโinsuccesso, tuttavia, si รจ rivelato di breve durata: il 60/40 si รจ riscattato negli anni successivi, con rendimenti del 18% nel 2023 e del 15% nel 2024. E nel 2025, anche se i rendimenti obbligazionari sono balzati in seguito alla turbolenza sui dazi, le obbligazioni hanno comunque offerto una certa stabilitร durante la svendita del mercato azionario. Crediamo quindi che gli investitori rimangano favorevoli a unโallocazione significativa alle obbligazioni allโinterno di portafogli diversificati;
- la pazienza sui mercati aiuta. Investire a lungo termine รจ proprio questo. Costruire ricchezza richiede tempo e implica restare investiti anche quando il mercato affronta inevitabili alti e bassi. Estendere gli orizzonti temporali ha storicamente contribuito a smussare i rendimenti e ad aumentare le probabilitร di esiti positivi nel tempo. Dal 1950, i rendimenti totali dellโS&P 500 sono stati positivi solo nellโ80% dei periodi mobili a un anno, contro il 97% dei periodi mobili a 10 anni. In quanto investitori di lungo periodo, sottolineiamo lโimportanza di un processo di investimento disciplinato volto a mantenere lโesposizione alla propria asset allocation strategica di lungo termine.
La Finestra sui Mercati
Tutte le mattine la newsletter con le idee di investimento!
