La Fed lascia la porta aperta al rialzo tassi

Dai verbali della riunione del board di gennaio diffusi ieri, emerge che una parte rilevante dei membri vuole tenersi libera di stringere la politica monetaria in caso di persistenza di alta inflazione. La maggioranza dei partecipanti era poco preoccupata per il mercato del lavoro e molto più attenta all’inflazione.
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I preparativi di guerra nel Golfo Persico e la porta aperta al rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve hanno smorzato solo di poco il rimbalzo dei tech a Wall Street. Il dollaro si è apprezzato, i tassi di rendimento dei Treasury sono saliti e il petrolio, tornato a essere mosso dagli interrogativi sull’offerta, ha messo a segno uno dei rialzi giornalieri più grandi degli ultimi mesi.
S&P 500 + 0,6%. Nasdaq Composite +0,8%.
FEDERAL RESERVE
Molti membri del board della banca centrale sono preoccupati dall'inflazione e non escludono la possibilità che ci sia bisogno di un aumento dei tassi se resterà sopra il target del 2%. E' quanto è emerso dai verbali dell'ultima riunione del Federal Open Market Committee di politica monetaria. La Fed è divisa: "Diversi partecipanti hanno indicato che avrebbero sostenuto una descrizione delle future decisioni del comitato sui tassi di interesse" che includesse anche "la possibilità di un aggiustamento al rialzo" dei tassi nel caso in l’inflazione rimanesse a livelli superiori all'obiettivo, si legge nei verbali, che rivelano comunque anche la propensione di altri membri a riduzioni del costo del denaro se i prezzi scenderanno come in linea con le previsioni.
Tre settimane, ha rivelato il verbale, la maggioranza dei membri era poco preoccupato per il mercato del lavoro e molto più preoccupato per l’inflazione. Nel frattempo, i dati macroeconomici usciti, hanno cambiato, ma non di tanto, lo scenario.
Ieri è emerso che gli ordini di beni durevoli di dicembre sono diminuiti dell'1,4%, in linea con le previsioni di consenso. Il totale delle nuove costruzioni immobiliari, ha chiuso l'anno con un risultato molto più positivo del previsto, probabilmente grazie al clima più mite in gran parte del Paese. La produzione industriale di gennaio è aumentata dello 0,7% su base mensile, superando le stime dello 0,4%.
Intanto la Casa Bianca tiene alta la pressione sulla Federal Reserve. Kevin Hasset, direttore del Consiglio economico nazionale, ha dichiarato alla CNBC che un report della Fed di New York della scorsa settimana “è imbarazzante”. Gli autori del paper affermano che gli importatori statunitensi hanno sostenuto il 94% del costo dei dazi nei primi otto mesi del 2025. Chi ha scritto queste cose andrebbe “punito”, ha detto Hassett.
INTELLIGENZA ARTIFICIALE
OpenAI sta per finalizzare la prima fase di un nuovo round di finanziamenti che dovrebbe portare a oltre 100 miliardi di dollari, secondo fonti vicine alla questione sentite da Bloomberg.
L’accordo finanziario da record darebbe alla startup capitale aggiuntivo per sviluppare i propri strumenti di intelligenza artificiale. Mentre il produttore di ChatGPT si prepara a spendere trilioni in investimenti infrastrutturali, la valutazione complessiva dell’azienda, compreso il finanziamento finale, potrebbe superare gli 850 miliardi di dollari, secondo alcune delle persone informate. Si tratta di una cifra superiore agli 830 miliardi di dollari inizialmente previsti. Il valore pre-money dell'azienda rimarrà di 730 miliardi di dollari, ha affermato una delle persone informate.
La prima parte del round di finanziamento proverrà in gran parte da investitori strategici tra cui Amazon.com Inc., SoftBank Group Corp., Nvidia Corp. e Microsoft Corp., hanno affermato le persone.
Un po’ tutti i giornali stamattina riprendono la previsione di Mustafa Suleyman, capo di Microsoft AI: “L’intelligenza artificiale eguaglierà gli esseri umani nella maggior parte dei lavori d’ufficio entro 12-18 mesi” ha detto al Financial Times.
CAMBIO DI LEADERSHIP NELLE AZIENDE
L’arrivo dell’intelligenza artificiale sta cambiando anche i volti alla guida delle società quotate.
Un amministratore delegato su nove è stato sostituito nel corso del 2025 nelle 1.500 delle più grandi società quotate in borsa, si tratta del tasso più alto almeno dal 2010, secondo il database della società di reclutamento Spencer Stuart.
Il trend prosegue nel 2025, hanno cambiato i vertici Walmart, Procter & Gamble e Lululemon Athletica, Disney, PayPal, HP e Kroger.
La rapida ascesa dell'intelligenza artificiale, lo smantellamento di pratiche commerciali consolidate da tempo, oltre che un'economia e un ordine geopolitico instabili, sono all’origine del ricambio dei vertici in corso.
"Ci troviamo in un nuovo contesto e chi ripropone le strategie del passato non ha necessariamente ragione", ha affermato James Citrin, di Spencer Stuart in un’intervista al Wall Street Journal.
Le borse dell’Europa dovrebbero aprire poco sotto la parità. Future del Dax di Francoforte -0,2%
AZIONARIO EUROPA
L’Europa accelera verso un nuovo modello di crescita, meno dipendente dall’export e più centrato sulla domanda interna. Una svolta che, secondo Christophe Braun, investment director di Capital Group, rafforza la resilienza del continente anche in uno scenario segnato dai dazi.
Il mercato europeo, ricorda Braun, è “il singolo mercato importatore più grande al mondo”, con flussi interni all’UE superiori a quelli verso gli Stati Uniti. Tre i fattori che sostengono la tenuta della produzione: un’esposizione agli Usa più contenuta di quanto si pensi; un impatto dei dazi probabilmente limitato, anche con tariffe fino al 15%; il rafforzamento del commercio intraeuropeo, sostenuto dallo stimolo fiscale tedesco, che potrebbe aggiungere fino allo 0,5% al PIL dell’Unione.
Nonostante un 2025 già positivo per le Borse europee, il mercato offre ancora un profilo interessante in termini di diversificazione settoriale e valutazioni. I temi preferiti sono i seguenti: utility e reti elettriche, spinte dall’elettrificazione; infrastrutture ed edilizia, sostenute dal maxi piano tedesco; servizi finanziari, con fondamentali solidi e valutazioni attraenti; difesa e sicurezza, in forte espansione; tecnologie pulite e industria pesante, favorite dalla transizione energetica. “L’Europa non è solo una storia di recupero congiunturale, ma un mercato che offre molteplici leve di crescita strutturale per gli investitori selettivi”, conclude Braun.
PETROLIO
Il Brent è andato oltre i settanta dollari il barile dopo l’uscita delle indiscrezioni su un prossimo intervento militare americano in Iran. Axios ha riferito che qualsiasi operazione militare statunitense durerebbe probabilmente alcune settimane e che il governo israeliano sta spingendo per uno scenario che miri al cambio di regime nella Repubblica Islamica.
Il New York Times riporta che mentre prosegue il rafforzamento della presenza militare degli Stati Uniti nell’area, dal presidente Donald Trump non è arrivata alcuna indicazione precisa sull’azione.
Intanto Israele, sempre secondo quest’ultimo quotidiano, si prepara a gestire uno scenario di guerra con l’Iran.
I negoziati di Ginevra vanno avanti ma si stanno dimostrando inconcludenti.
Asia. Indice Nikkei +1,1%. Ha riaperto con un altro record la borsa della Corea del Sud, indice Kospi +3%.
TITOLI
Zurich Insurance ha battuto le attese del mercato in termini di utili operativi annuali, grazie a una performance migliore del previsto nel segmento Danni.
La seconda società assicurativa europea per capitalizzazione di mercato ha registrato un utile operativo di 8,86 miliardi di dollari nel complesso delle sue attività, superando la stima mediana degli analisti di 8,76 miliardi di dollari, secondo un sondaggio fornito dalla società.
Il gruppo è sulla buona strada per raggiungere o addirittura superare i suoi obiettivi per il 2027, ha affermato in un comunicato il Ceo Mario Greco.
Energia. Il decreto bollette approvato dal consiglio dei ministri prevede un aumento di due punti percentuali sull'Irap per le aziende energetiche, ha detto la premier Giorgia Meloni. La misura colpisce le società che producono, distribuiscono e forniscono prodotti energetici e rientra in un pacchetto volto a ridurre le bollette per imprese e famiglie.
Fincantieri ha collocato ieri sera il 10% del capitale al prezzo di 15,32 euro tramite 'accelerated bookbuilding’.
Leonardo ha firmato con il gruppo spagnolo Indra un Memorandum of Understanding (MoU) per rafforzare la cooperazione nella 'cyber defence',con l'obiettivo di identificare ed espandere la loro portata internazionale in Europa, nella Nato e in altri mercati ad alto potenziale.
Brunello Cucinelli archivia il 2025 con un utile netto in crescita del 10,5% a 142 milioni di euro e conferma per il 2026 l'attesa di un incremento dei ricavi intorno al 10% a cambi costanti.
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