La Pelosi a Taiwan frena le Borse


La visita non è ancora confermata ma le Borse la danno per certa e prezzano un surriscaldarsi delle tensioni tra Usa e Cina. Sul fronte macro, era dal 2000 che il due anni Usa non rendeva 30 punti base in più del decennale.


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Si surriscalda il fronte cinese

La possibile visita di Nancy Pelosi a Taiwan agita le Borse asiatiche. L’indice Hang Seng di Hong Kong arretra del 2,5%, il Csi cinese dell’1,9% e la Borsa di Taiwan perde l’1,8%. Il Nikkei in Giappone perde l’1,4%.

Secondo il programma, la presidentessa della Camera americana e la sua delegazione lasceranno Singapore per raggiungere l’aeroporto di Songshan, a Taiwan alle 22.20 di questa sera, ora locale, mentre il Presidente Tsai Ing-Wen e il suo ufficio non hanno rilasciato dichiarazioni a conferma o smentita della visita della speaker.

Nessuna delle più alte cariche degli Stati Uniti d’America ha messo piede a Taiwan negli ultimi 25 anni.

La Cina ha sospeso nella notte l’import di beni alimentari da oltre 180 imprese di Taiwan con una mossa che appare come una prima ritorsione. I media di Taipei hanno rimarcato che “l’improvvisa mossa delle Dogane cinesi causerà un duro colpo” all’industria alimentare locale, tra agricoltura e pesca. Le Dogane, in base ai rilievi ufficiali, hanno contestato “la violazione delle normative pertinenti e interrotto d’urgenza l’import”. Dal 2021 la Cina ha messo al bando ananas e altri beni taiwanesi per la presunta presenza di parassiti e sostanze vietate.

In calo anche i future in Europa, con il derivato sull’Euro Stoxx 50 che arretra dello 0,6%.

Materie prime in calo

Prosegue il calo delle materie prime che prezzano un rallentamento economico, il Bcom, l’indice Bloomberg che aggrega l’andamento di 22 delle maggiori materie prime mondiali ieri ha ceduto l’1,66% e stamattina è indicato in calo dello 0,78%.

Sul fronte oil, il WTI perde lo 0,7% a 93,3 dollari il barile. Brent -0,8% a 99,2 dollari al barile. Secondo il Dipartimento dell'Energia lunedì, le scorte di greggio di emergenza degli Stati Uniti sono diminuite di 4,6 milioni di barili la scorsa settimana al livello più basso dal maggio 1985. Il greggio detenuto nella Strategic Petroleum Reserve (SPR) è sceso a 469,9 milioni di barili nella settimana terminata il 29 luglio, secondo i dati del DOE, nel più piccolo prelievo settimanale da maggio.

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden a marzo ha stabilito un piano per rilasciare 1 milione di barili al giorno (bpd) in sei mesi dall'SPR per affrontare i prezzi elevati del carburante che contribuiscono all'aumento dell'inflazione.

L'SPR ha detenuto circa 618 milioni di barili lo scorso settembre e le sue azioni sono diminuite a causa delle vendite di mandati del Congresso e dell'iniziativa sui prezzi di Biden. I prezzi della benzina negli Stati Uniti sono circa 40 centesimi al gallone in meno rispetto a quanto sarebbero stati senza le vendite, ha affermato la Casa Bianca la scorsa settimana.

In calo i future delle derrate agricolo trattate a Chicago, dopo che il primo cargo con il mais ucraino è salpato dal porto di Odessa: le Nazioni Unite hanno informato che il Razoni raggiungerà il porto di Beirut. Altri sedici navi cariche di cereali dovrebbero partire nelle prossime ore dai porti del Mar Nero.

Goldman vede oil a 130 dollari al barile

Secondo l'esperto di Goldman Sachs, Jeff Currie, i prezzi dei prodotti alimentari e dell'energia aumenteranno ancora nei prossimi mesi perché i mercati hanno sovrastimato il rallentamento dell'economia.

"I mercati finanziari stanno valutando qualcosa di molto diverso". Secondo Currie, la recente flessione dei prezzi delle commodities, sia alimentari che combustibili, è stata causata dalla paura di una recessione. Tuttavia, l'attività sul mercato spot delle materie prime indica un rallentamento della domanda, ma non una vera e propria contrazione. Osservando da vicino l'andamento dei listini del petrolio, l'analista ha stimato che il Brent, ora scambiato a meno di 100 dollari al barile, potrebbe raggiungere i 130 dollari. Secondo Currie dietro il rally del greggio si nascondono le difficoltà sulle catene dei approvvigionamento e "l'unica soluzione a lungo termine - per rallentare l’impennata dei prezzi - è l'investimento nell'offerta, ma non lo stiamo vedendo".

Infine, Currie ha notato come i titoli del settore petrolifero sono scambiati a sconto rispetto a quelli di altre società che generano livelli di cash flow comparabili, come ad esempio Microsoft. Secondo l'esperto, il mercato non ha ancora compreso la portata dei big oil.

L'inversione della curva dei rendimenti Usa

Sul fronte obbligazioni non è tanto il calo dei rendimenti dei decennali a fissare l’attenzione dei marcati quanto, invece, l’inversione della curva dei rendimenti, ovvero vedere in Usa il Treasury a due anni rendere 30 punti base di più del decennale. Per trovare una curva così invertita bisogna andare al 2000. I tassi reali sono quasi a zero, sui dieci anni siamo a +5 punti base.

Questa situazione in passato ha anticipato per circa l’80% delle volte una recessione in arrivo fra 15-18 mesi. Stavolta la recessione tecnica in usa c’è già.

Il rendimento del Btp a 10 anni è sceso sotto il 3%.


L’euro si apprezza leggermente a 1,027 su dollaro. Il cross è sui massimi delle ultime tre settimane.

Tra i singoli titoli a Piazza Affari

Nei primi sei mesi del 2022 Generali ha segnato un utile netto a 1.402 milioni (contro i 1.540 milioni dello stesso semestre dell'anno scorso). Senza le svalutazioni sugli investimenti russi, l'utile netto si attesterebbe a 1.541 milioni.

Il risultato operativo è invece in ulteriore crescita a 3,1 miliardi (+4,8%), grazie allo sviluppo positivo dei segmenti Vita, Danni e Holding e altre attività. I premi lordi sono in aumento a 41,9 miliardi (+2,4%), grazie allo sviluppo significativo del Danni (+8,5%), in particolare nel non auto; premi quasi stabili nel Vita (-0,5%) e profittabilità migliorata in entrambi i segmenti.

"Nonostante uno scenario macro-economico in evoluzione, grazie alle azioni di business intraprese per recuperare e mantenere la redditività e alle iniziative strategiche avviate, il Gruppo conferma il proprio impegno a perseguire una crescita sostenibile, migliorare il profilo degli utili e guidare l'innovazione in modo da realizzare un tasso annuo composto di crescita dell'utile per azione nel periodo 2021-2024 tra il 6% e l'8%, generare flussi di cassa netti disponibili a livello della Capogruppo nel periodo 2022-2024 superiori a 8,5 miliardi di euro e distribuire agli azionisti dividendi cumulati nel periodo 2022-2024 per un ammontare compreso tra 5,2 e 5,6 miliardi, con ratchet policy sul dividendo per azione". Lo si legge nella nota sulla semestrale.

A luglio le immatricolazioni del gruppo Stellantis in Italia sono scese del 3,61%, con una quota di mercato al 35,03%.

L'attività statunitense di Fiat Chrysler Automobiles è stata condannata lunedì dopo essersi dichiarata colpevole a giugno di cospirazione criminale e pagherà quasi 300 milioni di dollari per risolvere un'indagine pluriennale per frode sulle emissioni diesel del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti.

Stellantis ha detto in precedenza di aver accumulato 266 milioni di euro per rendere conto dell'accordo. FCA si è fusa con il produttore francese Peugeot PSA nel 2021 per formare Stellantis. Il patteggiamento arriva cinque anni dopo che la Volkswagen si è dichiarata colpevole di accuse penali per risolvere la propria crisi delle emissioni che ha colpito quasi 600.000 veicoli statunitensi in uno scandalo che è diventato noto come "Dieselgate". VW ha pagato più di $ 30 miliardi in connessione con lo scandalo.

La controllata statunitense Leonardo DRS ha perfezionato la vendita del business Global Enterprise Solutions a Ses per un importo pari a 450 milioni di dollari

Alla data del 29 luglio, dall'avvio del programma di buyback, Intesa SanPaolo ha acquistato complessivamente 322.814.884 azioni, pari a circa l'1,62% del capitale sociale, a un prezzo medio di acquisto per azione pari a 1,6865 euro, per un controvalore totale di 544,4 milioni.

Banca Carige non darà i risultati semestrali oggi a seguito del decreto del 25 luglio scorso, con il quale il Tribunale di Genova ha disposto la sospensione dell'esecuzione della delibera dell'assemblea degli azionisti del 15 giugno sulla nomina del Cda.

La società di telecomunicazioni brasiliana TIM ha registrato un calo del 54,1% dell'utile netto del secondo trimestre, poiché l'aumento dei costi ha compensato la solida crescita dei ricavi, ha affermato lunedì la società. TIM Brazil, controllata da Telecom Italia ha riportato che l'utile netto è sceso a 313 milioni di reais dai 681 milioni di reais dell'anno precedente.

I ricavi netti sono cresciuti del 21,8% nel periodo a 5,37 miliardi di reais, sostenuti principalmente da un'espansione del 23% dei ricavi dai servizi di telefonia mobile. Nel trimestre TIM ha incorporato 16 milioni di clienti provenienti dall'unità mobile del provider di telecomunicazioni fallito Oi, oltre ad aumentare i prezzi per i propri clienti mobili. D'altra parte, i costi sono aumentati del 26,4% a 2,93 miliardi di reais, in quanto la società aveva maggiori spese non ricorrenti legate all'acquisizione degli asset mobili di Oi e al noleggio della rete in fibra ottica di I-systems.

Saipem si è aggiudicata un contratto E&C offshore da Enimed, società del gruppo ENI , per il trasporto e l'installazione di una gas pipeline che connetterà i quattro pozzi dei campi di Argo e Cassiopea alla costa siciliana, per un valore di circa 300 milioni di euro. Con una lunghezza di 60 km e una profondità massima di 660 metri, la gas pipeline di 14" sarà posata dal Castorone e dal Castoro 10, navi riconosciute come top di gamma nel panorama mondiale per la posa dei tubi. Inoltre, la Saipem 3000 installerà degli umbilicali che connetteranno i pozzi del giacimento alla piattaforma "Prezioso".


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