La Russia resta nello Swift, le borse risalgono

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L’occidente e la Nato infliggono sanzioni importanti ma non definitive, Mosca non è stata esclusa dal sistema dei pagamenti che le garantisce il flusso di denaro generato dalle materie prime. Moncler: risultati molto forti.


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La risposta relativamente soft degli Stati Uniti e dell’Occidente all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, ha placato ieri Wall Street, grazie alla spettacolare rimonta dei tech, l’S&P500 ha chiuso in rialzo dell’1,5%. Il Nasdaq è passato dal -3% di inizio seduta al +3,3% del finale di giornata. “Credo davvero che il mercato azionario risalirà rapidamente” dice Jun Bei Liu, portfolio manager di Tribeca Investment Partners Pty in un'intervista a Bloomberg Television.

Stamattina la maggior parte delle borse dell’Asia Pacifico salgono, anche perché la banca centrale della Cina è intervenuta nel corso della notte con un’immissione di liquidità di ampia portata: la più grande operazione giornaliera dell’ultimo anno e mezzo.
Il petrolio Brent è poco sopra i cento dollari il barile, da 105 di ieri. L’oro è in rialzo dello 0,5% a 1.915 dollari. Si sgonfia il dollaro e rimbalzano le valute degli emergenti. Andamento dei future Europa, +1,5%

Ucraina

I russi hanno preso l’area intorno alla ex centrale di Chernobyl e stanno per accerchiare Kiev. Mezzi cingolati arrivati dalla Bielorussia sono a 30 chilometri dalla capitale ucraina. Pare che Mosca voglia rovesciare il governo. Il presidente Zelensky ha commemorato i più di cento soldati morti negli scontri di ieri ed ha fatto sapere che non scapperà. L’invasione è stata condannata da gran parte del mondo ma non dalla Cina («Comprendiamo i timori della Russia») né dall’Iran (che dà la colpa alla Nato). Il Vaticano, attraverso una dichiarazione del segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin, ha detto che “c’è ancora tempo per la buona volontà, c’è ancora spazio per il negoziato, c’è ancora posto per l’esercizio di una saggezza che impedisca il prevalere degli interessi di parte, tuteli le legittime aspirazioni di ognuno e risparmi il mondo dalla follia e dagli orrori della guerra. Noi credenti non perdiamo la speranza su un barlume di coscienza di coloro che hanno in mano i destini del mondo”.

Sanzioni senza swift

Ieri, dopo sei ore di Consiglio a Bruxelles i Ventisette dell’Ue si sono messi d’accordo sul pacchetto di provvedimento. Lo hanno fatto di concerto con Usa, Gran Bretagna, Canada, Australia, Giappone e con l’accordo di Zelenski. Nel mirino banche, oligarchi, hi-tech e anche la Bielorussia, complice di Putin. In serata c’è stato anche il discorso di Joe Biden. Nel pacchetto di misure anti Mosca manca quella più pesante. “ Swift e' sempre un'opzione, al momento non ci sono piani per usarlo”, ha detto Biden, riferendosi all'opzione paventata da piu' parti di espellere la Russia dal sistema di pagamenti internazionali Swift con gravi danni al sistema finanziario di Mosca. Il Financial Times ha scritto che i paesi occidentali sono divisi sull’argomento cruciale. Il premier britannico Boris Johnson starebbe “premendo fortemente" sulla misura mentre il cancelliere tedesco Scholz si sarebbe detto contrario, sottolineando che nemmeno la Ue prenderebbe una decisione simile. Con l'uscita da Swift, utilizzato da oltre 11mila banche in tutto il mondo, la Russia sarebbe tagliata fuori dalle transazioni internazionali e avrebbe difficolta' a ricevere i ricavi dalle vendite di gas e petrolio. Emily Weis, strategist macro di State Street ha detto ieri sera a Bloomberg che le sanzioni, “certamente non sono così gravi come avrebbero potuto esserlo”.

Russia

Nel corso degli ultimi anni, la Russia si è rafforzata in termini finanziari (calo del rapporto debito/Pil) ed è meno dipendente dall’estero per molti aspetti, ma non per quello tecnologico. Mosca ha aumentato le riserve aurifere, quindi, le tensioni geo strategiche come quella in corso, hanno anche una ricaduta positiva per i conti pubblici russi.

Globalizzazione e Frammentazione

Edward Glossop, Emerging Market Economist di abrdn, pensa che “la crisi potrebbe accelerare il decoupling - una riduzione dei legami economici e commerciali - tra la Russia e gli Stati Uniti”, si legge in una nota. Inoltre, “potrebbero esserci anche implicazioni sulla velocità del decoupling tra gli Stati Uniti e la Cina, dato che le relazioni tra Pechino e Mosca sembrano essere più strette che mai. Un mondo più frammentato sperimenterebbe, senza dubbio, più fiammate di tensioni geopolitiche, portando potenzialmente a una maggiore volatilità del mercato”.

Tra i titoli a Piazza Affari segnaliamo

Moncler. Moncler Spa ha reso noto giovedì sera i risultati preliminari per il 2021. Ricavi pari a EUR 2,04 miliardi da EUR 1,44 miliardi nel 2020, in crescita del 42%, meglio delle aspettative. L'Ebit ammonta a EUR 603,1 milioni, in crescita del 30% dall'anno prima, mentre l'utile netto vale EUR 411,4 milioni da EUR 300,4 milioni del 2020 e a EUR 358,7 milioni del 2019.

Leonardo. Airbus e l'organizzazione per la cooperazione in materia di armamenti (OCCAR) hanno firmato il contratto per la costruzione del drone militare europeo Euromale a cui partecipa Leonardo che conta di produrre alcuni dei componenti nello stabilimento di Grottaglie in Puglia

Inwit ha chiuso il 2021 con l'utile dell'esercizio in crescita a 191,4 milioni di euro, +22,2% rispetto allo stesso periodo 2020. L’Ebitda si attesta a 715 milioni di euro, in aumento del 18,4% rispetto all'esercizio 2020. In crescita del 4,7% a parità di perimetro. Gli investimenti industriali del periodo sono stati pari a 216,5 milioni di euro, in aumento di 88,2 milioni di euro rispetto all'esercizio 2020. L'Indebitamento finanziario netto è pari a 4,05 miliardi di euro. Il recurring free cash flow dell'esercizio 2021, è pari a 366,5 milioni di euro, in crescita del +34,9% rispetto allo stesso periodo del 2020 (+15,6% a parità di perimetro). Per quanto riguarda i principali risultati del quarto trimestre 2021, l'Ebitda ammonta a 185,1 milioni di euro con una crescita del +8% rispetto allo stesso periodo 2020. Per quanto riguarda il 2022 di Inwit, sono attesi ricavi nel range 850-860 milioni di euro, Ebitda nel range 775-785 milioni di euro.

DoValue ha comunicato di non essersi aggiudicata il nuovo contratto con Sareb, la bad bank spagnola creata nel 2012 per la gestione dei crediti deteriorati. La decisione "non ha un impatto materiale sugli obiettivi finanziari del piano industriale 2022-2024 e sulla direzione strategica complessiva del gruppo". Ma qualche ricaduta c’è, la società procederà con una riorganizzazione delle attività in Spagna per potere operare con una scala adeguata.


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