La scommessa di Goldman Sachs sui petroliferi, Eni fra i favoriti

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La banca d’affari Usa ha confermato il giudizio Buy sul gruppo italiano, su Total e su Royal Dutch Shell. Possibile una quotazione del greggio a 80 dollari questa estate. La IEA prevede che i consumi di idrocarburi torneranno ai livelli pre-Covid entro il 2022, anche se gli aerei consumeranno meno.


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Previsto un rapido riequilibrio del mercato attraverso l’assorbimento delle scorte.

La transizione ecologia è una scelta irreversibile, ma intanto il mondo ha bisogno di petrolio e Goldman Sachs conferma la sua scommessa sui titoli petroliferi. In un nuovo report pubblicato oggi, Michele Della Vigna, co-head dell’European equity research della banca americana, ha confermato il giudizio Buy su Eni e il target price a 13,50 euro (upside del 27%), il Buy su Total con target a 50 euro (upside del 25%) e il Buy sulle azioni Royal Dutch Shell A con target price a 2.100 pence (upside del 50%).

Con le economie principali del pianeta in uscita dalla pandemia grazie alle vaccinazioni, Goldman Sachs si aspetta un rapido riequilibrio del mercato petrolifero. Lo scorso marzo il mercato evidenziava un deficit di 2,5 milioni di barili al giorno e da allora la situazione non è cambiata molto, contribuendo al riassorbimento delle scorte in eccesso. I Paesi produttori che si ritrovano nel cartello Opec+, fra i quali anche la Russia, si dimostrano molto disciplinati nel rispettare le quote massime di produzione per sostenere le quotazioni.

A marzo Goldman Sachs prevedeva che questa estate il prezzo del petrolio sarebbe salito a 80 dollari al barile, grazie alla ripresa della domanda globale incoraggiata dal rilancio dell’economia.

Le previsioni dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA).

L’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) ha pubblicato oggi le sue ultime previsioni in cui stima che la domanda globale di petrolio tornerà ai livelli pre-pandemia entro il 2022, anche se non sarà una crescita regolare perché risentirà delle possibili nuove esplosioni di contagi del Covid in alcune aree del Pianeta e della diffusione non omogenea delle vaccinazioni. Tutto questo influenzerà i comportamenti e i consumi delle persone.

I consumi di idrocarburi, si legge nel report, saranno frenati dal gran numero di persone che continuerà a lavorare in remoto, dal maggior numero di veicoli elettrici e dalla maggiore efficienza dei nuovi modelli di auto con motore termico. Inoltre, resteranno ancora sottodimensionati i consumi di carburante per aerei: la previsione è che a fine 2022 saranno l’11% in meno rispetto ai livelli di pre-pandemia.

IEA stima che quest’anno la domanda globale di greggio si assesterà a 96,4 milioni di barili al giorno, per poi salire l’anno prossimo a 100,6 milioni.

L’offerta globale di greggio crescerà più rapidamente nel 2022, dato che la produzione tornerà a salire negli Stati Uniti dopo due anni consecutivi di declino. La IEA prevede che nel 2022 i Paesi non Opec+ aumenteranno la produzione di 1,6 milioni di barili al giorno, lasciando ai Paesi Opec+ il compito di fornire gli addizionali 1,4 milioni di barile al giorno necessari per soddisfare la maggiore domanda.

A Piazza Affari l’azione Eni sale dello 0,5% a 10,56 euro. MarketScreener riporta che su 27 analisti che coprono il titolo la metà (13) consiglia di comprare le azioni, 10 analisti hanno un giudizio neutrale e quattro raccomandano di vendere. La media dei target price è 11,48 dollari.


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