La trimestrale di Gucci affossa il settore del lusso: Kering sbanda

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Nonostante i numeri positivi della trimestrale di Kering, i dati deludenti del suo marchio più importante, Gucci, hanno attirato le vendite su tutto il settore del lusso.


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Le vendite sul settore del lusso

Giornata difficile per il lusso, con le società del settore in difficoltà sui mercati europei. Kering, infatti, arriva a cedere oltre il 5% a Parigi dopo la diffusione dei dati trimestrali del suo brand di punta, Gucci.

A Piazza Affari, a farne le spese sono Tod’s, Ferragamo e Moncler, la cui performance resta peggiore di quella del Ftse Mib, ancora in verde dopo circa due ore di contrattazioni.

Tra gli altri titoli europei del lusso, le vendite colpiscono anche Hugo Boss, Swatch, Richemont, EssilorLuxottica e Louis Vuitton.

Le trimestrali di Gucci e Kering

La trimestrale di Kering ha visto risultati migliori delle previsioni, grazie soprattutto alle performance nel Nord America e in Europa.

Ad attirare le vendite sulle azioni Kering sono stati i numeri di Gucci, tra i marchi più importanti del gruppo francese con circa la metà del suo fatturato.

In particolare, i ricavi di Gucci sono aumentati del 3,8%, mentre le attese arrivavano ad un +9%, con una minore crescita dovuta alle restrizioni decise sui mercati asiatici come Nuova Zelanda e Australia, dove è presente anche Moncler e altre società del settore.

Nel quarto trimestre, Gucci punterà al rilancio grazie alla collezione Aria, secondo quanto annunciato dal Presidente e ad Francois-Henri Pinault.

La trimestrale di Kering

Migliori i numeri del trimestre degli altri marchi di Kering come Saint Laurent, Bottega Veneta e Kering Eyewear, mentre il gruppo è tornato ai livelli del 2019, segnando un “solido terzo trimestre a livello di gruppo, in rialzo a doppia cifra”.

Le vendite di Kering sono arrivate a 4,187 miliardi di euro, in aumento del 12,6% rispetto al 2020 o del 12,2% su basi comparabili.

La crescita delle vendite si è confermata anche rispetto ai livelli del 2019, risultata pari al 10% su basi comparabili.

Nei primi nove mesi del 2021, Kering ha aumentato il proprio fatturato su basi comparabili del 36,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e del 9% rispetto al 2019.

Il terzo trimestre ha visto, inoltre, ricavi derivanti dai negozi e dall’online in crescita del 12% su basi comparabili rispetto al 2020 e dell’11% sul 2019, grazie al positivo trend nel Nord America, mentre in Europa occidentale e in Giappone “continuano a migliorare”, spiegava la società, nonostante “l’assenza dei turisti”.

In un “mercato del lusso in continua evoluzione”, sottolineava Pinault, “il gruppo ha rafforzato le posizioni di tutti i brand, fornendo loro tutte le risorse necessarie per essere prossimi ai clienti”.

“La sostenibilità è centrale nella nostra strategia con l’aggiunta di pietre miliari nelle ultime settimane”, concludeva Pinault, aggiungendo che la società sta investendo “per sostenere la traiettoria della crescita profittevole nel lungo periodo e per proseguire il viaggio di successo”.

Il quarto trimestre è previsto in accelerazione per Kering, secondo il Cfo Jean-Marck Duplais, il quale si attende “una chiusura d'anno molto intensa”, aggiungendo che il gruppo punta a sostenere il marchio con investimenti in eventi, comunicazione e negozi.

La view di Bankinter

Gli analisti di Bankinter mantengono una posizione ‘Buy’ sul titolo, con un target price di 800 euro. Secondo questi esperti, “le vendite di Gucci, marchio più emblematico del gruppo, continuano ad essere influenzate dalla transizione strategica che punta al passaggio dalla vendita all'ingrosso a quella diretta ai consumatori, oltre al calo del turismo dovuto alla variante delta in Asia durante il trimestre, anche se gli altri marchi mostrano un solido recupero”.

Le vendite all'ingrosso di Gucci sono scese del 19,1% nel trimestre in una mossa strategica per aumentare l'esclusività e il controllo sulla rete di negozi. "Questa iniziativa, che rappresenta una buona mossa a medio/lungo termine, a breve termine porta vendite più basse e spese che erodono temporaneamente i margini”, sottolineano questi esperti.

Inoltre, prevedono, Gucci continuerà a recuperare le sue vendite “in un contesto di ripresa del turismo globale, che continuerà a guidare la crescita del gruppo nel futuro dopo un trimestre di transizione”.


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