Le borse accelerano prima della pausa


Volumi fiacchi nelle ultime ore, ma il trend positivo non cambia. Il soft landing si fa sempre più probabile.
Salgono i tech cinesi, Alibaba +3,5%. Mercato di Tokyo chiuso. Tumulti e scontri in uno degli stabilimenti di Foxconn in Cina. Rialzo record dei tassi da parte della banca centrale della Nuova Zelanda. Enel, per Citi è da vendere.


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L’avvicinamento al giorno del Ringraziamento si fa sentire sui volumi ma non sulla rotta che i mercati finanziaria stanno percorrendo in queste ultime settimane. Ieri l’S&P500 ha chiuso in rialzo dell’1,4%, stessa variazione positiva per il Nasdaq. Stamattina il future della borsa di Francoforte è in rialzo dello 0,4%. Complessivamente sono state scambiate a Wall Street 9,5 miliardi di azioni, circa due miliardi in meno della media delle ultime trenta sedute, due miliardi e trecento milioni in meno della media da inizio anno. Secondo Jason Draho, head of asset allocation for the Americas at UBS Global Wealth Management le ipotesi di un passaggio morbido dall’alta inflazione alla bassa crescita sono sempre più alte: "Il soft-landing, ritenuto poco probabile solo un mese fa, è un po’ più plausibile”, ha detto a Dow Jones.
Un’indicazione importante sulle condizioni dell’economia potrebbe essere fornita oggi dagli indici PMI di S&P Global, sia il manifatturiero che il non manifatturiero.

ASIA PACIFICO

La borsa di Shanghai è in lieve rialzo. Sale di più quella di Hong Kong grazie alla spinta dei tech. Kuaishou, nome di rilievo della social media economy cinese e prima rivale della Bytedance di TikTok, sale del 7% dopo la presentazione dei dati del trimestre. Alibaba +3% per effetto delle ipotesi sul possibile riavvio del piano di quotazione di Ant Group. Mercati del Giappone e dell’Australia chiusi. Bloomberg segnala stamattina lo scoppio di una rivolta nella più grande fabbrica di Foxconn, colosso dell’assemblaggio di dispositivi elettronici che ha come principale cliente Apple. Pare che gli operai si siano scontrati con la polizia a causa della decisione dell’azienda di far proseguire l’attività nonostante l’aumento degli infetti in uno dei dormitori.

OCEANIA

Stanotte la banca centrale della Nuova Zelanda ha portato il tasso di riferimento a 4,75%, l’incremento di 75 punti base annunciato stanotte è il più elevato della sua storia. L’Official Cash Rate è previsto dall’istituto centrale a 5,5% intorno alla prossima estate. L’OCR “deve raggiungere un livello più alto, e deve raggiungerlo più velocemente, di quanto comunicato in precedenza”, si legge nella nota. Stanotte il governatore della banca centrale dell’Australia, Philip Lowe ha avvisato il mercato che l’impegno sull’inflazione deve essere ancora massimo. Bisogna agire con energia e velocemente perché “ridurre nuovamente l'inflazione dopo che si è radicata nelle aspettative delle persone è molto costoso e quasi certamente comporta una recessione”. Lowe ha ricordato che la discesa del carovita è stata sempre in passato associata ad una “profonda recessione e ad un aumento del tasso di disoccupazione di almeno 5 punti percentuali. L'elevata disoccupazione è poi persistita per anni e ha lasciato profonde cicatrici nel mercato del lavoro e danneggiato le nostre comunità”.

HP

La società attiva nell’hardware informatico (personal computer e stampanti) ha presentato ieri sera i risultati dell’esercizio fiscale: i ricavi sono scesi dello 0,8% anno su anno, a circa 68 miliardi di dollari, leggermente meno di quel che si aspettava il consensus. Le previsioni sul primo trimestre, compreso tra novembre e gennaio, sono state deludenti, ma non troppo sorprendenti, perché la vendita dei pc in tutto il mondo non dà segno di volersi riprendere, dopo il boom dei mesi della pandemia. Per far fronte alla domanda la società ha deciso di tagliare seimila persone. Il titolo ha guadagnato il 2%.

PETROLIO

Il Brent tratta a 88 dollari il barile. Bloomberg Intelligence scrive che la discesa degli ultimi giorni è per buona parte dovuta all’indebolimento della domanda, in un contesto di scarsità dell’offerta. All’origine di tutto quel che si è visto sui mercati c’è il contagio in Cina.

Oggi i delegati dei 27 paesi dell’Unione Europea si incontreranno per votare la proposta di tetto al prezzo del petrolio russo, il Wall Street Journal riferisce che gli Stati Uniti ed i suoi alleati propongono sia settanta dollari al barile. Nel caso l’Europa voti all’unanimità, il price cap dovrebbe entrare in vigore il 5 dicembre.

TITOLI A PIAZZA AFFARI

Enel. Citi taglia a Sell.

A2A ha comunicato ieri sera i target del piano industriale al 2030. L’Ebitda dovrebbe raggiungere quota 2,6 miliardi di euro, con investimenti per 16 miliardi di euro nel decennio in corso, di questi, 3,5 miliardi sono stati già investiti.

Terna. Entro la fine del 2022 rilascerà la soluzione tecnica di connessione a tutti i nuovi impianti di eolico offshore che hanno richiesto, entro il 31 ottobre, l’allaccio alla rete di trasmissione nazionale, per una potenza complessiva di circa 95 GW, dice una nota.

Snam. Il Sole24Ore riporta un’intervista all’amministratore delegato Stefano Venier. Il manager parla soprattutto di nuovi stoccaggi. “Abbiamo già presentato al ministero un progetto per nuovo stoccaggio nel sito di Alfonsine, in provincia di Ravenna, che può avere una capacità di 1,8 miliardi di metri cubi. Era un progetto che avevamo già presentato qualche anno fa e adesso lo stiamo ridiscutendo con il Mase che ne condivide importanza e strategicità per il Paese”.


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