Le borse rialzano la testa e guardano alla Fed

L’indice MSCI All Counties guadagna lo 0,3%, verso la terza seduta consecutiva di rialzo. Le borse dell’Europa dovrebbero aprire in rialzo, future del Dax di Francoforte +0,4%.
In disaccordo con la guerra all’Iran, lascia l’incarico il direttore del Centro nazionale antiterrorismo degli Stati Uniti. Petrolio WTI in calo del 3%. L'Iraq ha concordato con il Kurdistan la ripresa delle esportazioni di petrolio attraverso un oleodotto che arriva nel Mediterraneo, in Turchia.
Indice dei contenuti
La guerra va avanti, il petrolio Brent è leggermente arretrato ma resta sopra quota cento dollari il barile, l’azionario però dà segni di ripresa e mette a segno un po’ in tutto il mondo una serie di due sedute in positivo, non accadeva dalla fine di febbraio, dall’inizio dell’attaccato di Israele e Statu Uniti all’Iran.
L’indice MSCI All Countries guadagna lo 0,3%, verso la terza seduta consecutiva di rialzo. Le borse dell’Europa dovrebbero aprire in rialzo, future del Dax di Francoforte +0,4%.
In Asia Pacifico, Nikkei di Tokyo +2,8%, Kospi di Seul
IRAN
I media di Teheran hanno confermato ieri sera la morte di Ali Larijani, il capo del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale diventato nei fatti la guida politica iraniana dopo l’uccisione della Guida Suprema Ali Khamenei. Nello stesso raid è stato ucciso anche il generale Gholamreza Soleimani, a capo di una potentissima forza paramilitare affiliata alle Guardie della Rivoluzione.
In disaccordo con la guerra all’Iran, Joe Kent si è dimesso da direttore del Centro nazionale antiterrorismo. “Non posso, in coscienza, sostenere la guerra in corso in Iran", scrive nella lettera di dimissioni l’ex berretto verde. "L'Iran non rappresentava una minaccia imminente per la nostra nazione, ed e' evidente che abbiamo iniziato questa guerra a causa delle pressioni esercitate da Israele e dalla sua potente lobby americana.
Le ripercussioni della guerra in Medio Oriente si faranno sentire a livello globale: "L'ondata di ripercussioni globali e’ appena iniziata e colpira' tutti - indipendentemente da ricchezza, fede o razza". Lo ha scritto su X il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, allegando una copia dell'annuncio di dimissioni di Kent.
PETROLIO
Greggio tipo Brent in ribasso del 2,3% a 101 dollari il barile, +38% da inizio mese. WTI in calo del 3,3% a 93 dollari.
L'Iraq ha concordato con il Kurdistan la ripresa delle esportazioni di petrolio attraverso un oleodotto attraversante la regione semiautonoma del paese. Le spedizioni riprenderanno stamattina, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa curda Rudaw, che cita il ministro iracheno del Petrolio Hayyan Abdul-Ghani. Il governo del Kurdistan ha confermato.
L'oleodotto trasporta le esportazioni dai giacimenti del Kurdistan e di Kirkuk al porto turco di Ceyhan sul Mediterraneo, lontano dal Golfo Persico teatro di conflitti. Le spedizioni attraverso la rete di oleodotti erano state interrotte all'inizio di questo mese nel quadro di una serie di misure precauzionali.
L'Iraq ha la capacità di spedire almeno 150.000-200.000 barili al giorno da Kirkuk, oltre ai 210.000 barili al giorno dal Kurdistan, attraverso l'oleodotto settentrionale, ha affermato in precedenza Abdul-Ghani. Attualmente, l'Iraq produce da 1,3 a 1,4 milioni di barili al giorno, in calo rispetto ai 4,3 milioni prima della chiusura dello Stretto di Hormuz, secondo il ministro.
LA GUERRA SARA’ LUNGA: ORSO IN ARRIVO
La direzione dei mercati continuerà nel breve termine ad essere guidata principalmente dalle notizie relative al conflitto in Iran e già oggi l’andamento dei tassi incorpora un nuovo impulso inflazionistico e una immediata risposta delle banche centrali. Secondo Diego Franzin, Head of Portfolio Strategies Plenisfer Investments SGR, chi ha in mano la politica monetaria è sensibile all’errore commesso nel 2022, quando, al rialzare la testa dell’inflazione, i tempi del rialzo tasso furono troppo lunghi.
Oggi siamo in un contesto molto diverso, rispetto a quattro anni fa: il momentum della crescita è più debole, la capacità fiscale è significativamente più limitata nella maggior parte delle economie sviluppate e i livelli iniziali di tassi e inflazione sono differenti.
“Gli asset rischiosi, al contrario, sembrano ancora prezzare uno scenario relativamente benigno, al margine. La narrativa dominante tra gli investitori azionari rimane quella di un conflitto di breve durata e con ricadute economiche limitate. Ma, nostro avviso, le potenziali ricadute sull’economia globale si innestano su un contesto caratterizzato da alcune fragilità, in particolare nel credito privato, aumentando il rischio di uno scenario stagflazionistico”.
Il tasso di rendimento del Treasury Note a dieci anni è in calo a 4,17%, da 4,27% di venerdì. Euro dollaro a 1,153, in apprezzamento per il terzo giorno consecutivo. BTP decennale al 3,65%, 13 punti base in meno della chiusura di venerdì.
Nel primo pomeriggio il Bureau of Labor Statistics pubblicherà i dati ritardati dell'indice dei prezzi alla produzione di febbraio. Si tratta di un dato da tenere d'occhio negli ultimi mesi, dato il potenziale aumento della pressione tariffaria.
L’attenzione potrebbe concentrarsi sulla Federal Reserve e sulla tante banche centrali che nelle prossime ore comunicano le loro decisioni di politica monetaria.
FEDERAL RESERVE
Il Comitato federale per il mercato aperto (FOMC) rende nota la sua ultima decisione sui tassi alle 19. Il consensus è per un tasso sui fondi federali invariato tra il 3,5% e il 3,75%.
E’ probabile che i membri stiano discutendo in queste ore sugli effetti che la guerra in Medio Oriente potrebbe avere sui due aspetti del loro mandato: occupazione e inflazione. Diane Swonk, capo economista di KPMG dice a Bloomberg che la Fed non può permettersi, come altre banche centrali, di limitarsi a ignorare l’ inflazione, dato che siamo a cinque anni dall'inizio dell’aumento dei prezzi e i rischi che essa diventi più radicata aumentano di giorno in giorno.
Secondo MFS, Powell dovrebbe ribadire nuovamente che il Comitato continuerà a basarsi sui dati e a mantenere una posizione di politica monetaria neutrale. “È probabile che la Fed continui a sottolineare la necessità di una “maggiore fiducia” circa il ritorno a un livello sostenibile dell’inflazione prima di avviare il ciclo di allentamento”.
Qualora venisse interrogato sull’impatto dello shock petrolifero sulla politica monetaria, Powell potrebbe ribadire che il FOMC rimane pronto a reagire all’evoluzione del contesto geopolitico per garantire la stabilità dei prezzi. “La maggior parte dei modelli, compresi quelli della Fed, suggeriscono un impatto limitato dei prezzi del petrolio sull’inflazione core. Allo stesso tempo, un’inflazione complessiva superiore all'obiettivo e in aumento limiterà la capacità della Fed di rispondere a qualsiasi effetto nocivo della crisi petrolifera sulla crescita, a causa del rischio di alimentare aspettative di inflazione più elevate. Detto questo, sarà interessante vedere se il presidente Powell si lascerà coinvolgere in una discussione sull'esistenza di un punto di svolta in cui le preoccupazioni relative alle prospettive di crescita più deboli prevalgano su quelle relative alle maggiori pressioni inflazionistiche a breve termine.
DAL VIRTUALE AL REALE
Dopo oltre un decennio dominato dai giganti della tecnologia e dagli asset intangibili, nei mercati azionari sta emergendo un crescente interesse verso asset reali, legati a energia, infrastrutture e materiali. Il fenomeno, già in atto, è stato ''accelerato dalla guerra in Iran'', che ha scosso i mercati e spinto i prezzi dell’energia a livelli record.
Owen Dweyer, Deputy CIO di Fineco Asset Management, osserva: ''I governi stanno investendo massicciamente in settori tangibili, creando opportunità che vanno oltre la tecnologia''. La scarsità di investimenti storici e la riorganizzazione geopolitica delle filiere, sempre più regionali, spingono gli investitori a rivalutare le strategie. ''Produzioni strategiche come semiconduttori e farmaceutica non possono più essere date per scontate'', aggiunge.
Anche i tassi più alti favoriscono aziende con flussi di cassa concreti, riducendo il premio per le società basate su previsioni lontane. Molti portafogli, storicamente sovraesposti alle azioni intangibili, stanno così riequilibrandosi verso asset reali, più resilienti all’inflazione e alle incertezze geopolitiche. Per Dweyer, ''rivedere l’allocazione e puntare su asset concreti può migliorare diversificazione e resilienza’’.
TITOLI
A2A -ERG. A oggi non c'è nessun accordo aperto per una integrazione fra la multiutility di Milano e Brescia ed Erg anche perché i soci pubblici che controllano la multiutility, i comuni azionisti, non hanno intenzione di scendere sotto il 51% del capitale. E' quanto ha detto l'AD, Renato Mazzoncini, in una call con la stampa sui risultati 2025.
Amplifon. S&P conferma rating BB+, con outlook stabile, dopo accordo per acquisire Gn Hearing.
Acea. E' in corso una accelerated bookbuilding offer su 8,5 milioni di azioni, pari al 3,9% del capitale della utility di Roma. A vendere è il socio francese Suez che scenderebbe da poco più del 23% al 19% del capitale.
Industrie De Nora, leader globale negli elettrodi industriali, ha detto di attendersi margini di Ebitda adjusted nel range 15%-19% l’anno nei prossimi 3-5 anni.
"Ci stiamo preparando ad affrontare un anno impegnativo, segnato da nuove e complesse sfide", ha dichiarato l’amministratore delegato Paolo Dellachà in una nota, aggiungendo che la strategia di medio termine punterà ad aprire nuovi mercati tramite tecnologie elettrochimiche e per il trattamento delle acque.
I ricavi del "core business" dalle divisioni Electrode e Water Techs sono visti crescere del 2%-4% annuo nei prossimi 3-5 anni. È stato proposto un dividendo di 0,103 euro per azione.
La società ha riportato per il 2025 un utile netto adjusted di 89,5 milioni di euro, in aumento dello 0,8% su anno.
I dati preliminari su ricavi ed Ebitda adjusted dell’intero esercizio sono stati confermati.
De Nora ha ribadito la guidance 2026, che indica un margine Ebitda adjusted tra il 15% e il 18%.
La Finestra sui Mercati
Tutte le mattine la newsletter con le idee di investimento!
