Le borse salgono, sono già nel dopo guerra

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Dopo i segnali distensivi arrivati da Kiev, anche da Mosca (Lavrov) giungono dichiarazioni che lasciano presagire un accordo in arrivo.
I dati di oggi mostrano che l’inflazione corre un po’ meno. Alle 19 ora italiana la FED. Starbucks: torna Howard Schultz, l’artefice del successo del brand.


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La borsa degli Stati Uniti dovrebbe aprire in rialzo. Il future dell’indice Nasdaq sale dell’1,5% dopo la pubblicazione dei dati sui consumi.

Le vendite al dettaglio sono salite in febbraio solo dello 0,3%, rispetto al +4,9% di gennaio. Il consensus si aspettava un incremento dello 0,4%. Al netto di auto e carburante, in febbraio si registra un calo dello 0,4%, molto peggio del +0,4% del consensus.

Secondo segnale di perdita di spinta dell’inflazione, dopo quello di ieri giunto dai prezzi alla produzione. E’ appena sotto le aspettative l’indice dei prezzi delle merci importate: +1,4% in febbraio, da +1,9% di gennaio.

I mercati scommettono sulla fine della guerra. Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha dichiarato oggi che alcune formulazioni di accordi con l'Ucraina sono prossime a essere raggiunte, con uno status neutrale per Kiev in "seria" considerazione. Tuttavia, ha detto al notiziario Rbc, ci sono anche altre questioni importanti sul tavolo, tra cui l'uso della lingua russa in Ucraina e la liberta' di espressione. Lavrov ha aggiunto che i colloqui di pace con l'Ucraina "non sono facili", ma "c'e' una speranza di un compromesso. Sono guidato dalle valutazioni fornite dai nostri negoziatori. Dicono che i negoziati non sono facili per ovvii motivi. Tuttavia, c'e' qualche speranza di raggiungere un compromesso", ha detto Lavrov sempre durante la sua intervista con la testata giornalistica Rbc

Fed

L’evento del giorno è stasera alle 19. Al termine della riunione di due giorni del Federal Open Market Committee esce il comunicato. Mezz’ora dopo inizia la conferenza stampa di Jerome Powell. CME afferma che i future danno quasi per certo un rialzo dei tassi di 25 punti base.
“C’è voluto troppo tempo per arrivare a questa decisione”, si lamenta in una nota di ieri Stephen Stanley, capo economista di Amherst Pierpont Securities. "E l'inflazione è dovuta arrivare al 7,9% per realizzarla!” Anche altri economisti allarmati dall’andamento dei prezzi al consumo, hanno scritto che la Fed ha aspettato troppo per avviare la stretta monetaria.
Gli elementi da tenere in considerazione stasera sono i seguenti. L’unanimità della decisione ed eventualmente la rilevanza numerica di quelli che avrebbero voluto alzare di 0,5%. Il percorso che i membri Fed hanno in mente per il futuro rialzo dei tassi (la cosiddetta nuvola dei Dots): al momento, il mercato si aspetta, di essere a fine anno a 1,75%, per cui, se la nuvola fosse sopra questo livello ci sarebbe un avvertimento forte (hawkish) ai mercati. Importanti anche le indicazioni sul piano di riduzione del bilancio, non solo sulla tempistica ma anche sull’entità del ritmo.
Ancora Stanley, afferma che la Fed “ha un disperato bisogno di cercare di convincere i mercati finanziari che intende fare sul serio nel ridurre l’inflazione”.

Valute

Il dollaro, accumulato a piene mani come bene rifugio, si indebolisce nei confronti delle controparti di riferimento. Si apprezzano soprattutto la corona svedese (+1,5%) e norvegese (+1%). Real del Brasile +0,7% nel giorno della decisione sui tassi della banca centrale: gli analisti si aspettano un incremento del Selic Rate di un punto percentuale a 11,75%. In rialzo lo yuan, sceso nelle ultime quattro sedute. Gli ultimi dati SWIFT mostrano che lo yuan è la quarta valuta più utilizzata al mondo (dietro solo a dollaro, euro e sterlina) con un utilizzo del 3,2% a gennaio, la percentuale più alta di sempre.

Materie prime

L’indice Bloomberg Commodity è poco mosso dopo due giorni di ribassi superiori al punto e mezzo percentuale. Invariato l’oro, a 1.918 dollari.
Gas di riferimento per l’Europa a 109 megawatt/ora, in calo del 5%. Il Brent del Mare del Nord è intorno ai cento dollari il barile, in lieve rialzo. L’agenzia Dow Jones ha riferito che l’Arabia Saudita, contrariata dall’atteggiamento degli Stati Uniti sullo Yemen e sull’Iran, starebbe cercando prendere le distanze da Washington. I vertici del regno starebbero riflettendo sulla possibilità di accettare che il petrolio sia pagato in renminbi. La prima transazione sul greggio non un petrolio sarebbe un evento epocale, perché da dopo la seconda guerra mondiale, il mercato dell’energia è a valuta unica, il dollaro.

Tra i titoli segnaliamo

Starbucks +5% Il ceo Kevin Johnson va in pensione a cinque anni dall’insediamento sulla carica. Al suo posto, almeno o provvisoriamente, torna Howard Schultz, in passato, per lunghi anni, numero uno della società. JP Morgan alza il giudizio a Overweight da Neutral. L’analista John Ivankoe alza il target price a 101 dollari. Ieri sera la società ha detto che intende gradualmente eliminare le tazzine di plastica e carta mono uso, in modo da ridurre la quantità di rifiuti prodotti.

Tech Cina. Rialzi superiori al 10%, ma in alcuni casi anche al 20%, per le azioni delle società dell’high tech cinese. Bloomberg ha detto che le autorità di Pechino hanno deciso di non ostacolare le aziende che cercano di espandersi all’estero e vogliono potersi quotare anche su altri mercati azionari. 

Nvidia +2%. Wells Fargo l’ha inserita nella lista dei preferiti.

Pfizer +0,5%, ha chiesto alle autorità sanitarie di approvare la seconda dose booster del suo vaccino.

Spotify +3%, sarà lo sponsor principale del Barcellona Calcio, sulle maglie ed in tutta la comunicazione pubblicitaria nello stadio.

Lennar. Il costruttore di case prefabbricate presenta a mercato chiuso i dati del trimestre. Gli analisti si aspettano 6,17 miliardi di dollari di ricavi, con un utile per azione di 2,60 dollari.


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