Le grandi aziende tecnologiche sono diventate troppo grandi?

31/03/2021 08:00
Le grandi aziende tecnologiche sono diventate troppo grandi?

L'ascesa delle Big Tech: รจ possibile avere troppo successo, diventare troppo influenti o essere semplicemente troppo grandi?

A cura di: Mark Casey , Brad Barrett & Tracy Li, Capital Ideas

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Tirare le briglie delle Big Tech

รˆ possibile avere troppo successo, diventare troppo influenti o essere semplicemente troppo grandi? Lo scopriremo nei mesi e negli anni a venire, quando le maggiori societร  tecnologiche e della tecnologia di consumo al mondo dovranno confrontarsi con una regolamentazione e un controllo antitrust sempre piรน severi.

Da anni i governi stanno tentando di โ€œtirare le briglieโ€ delle Big Tech, ma il 2021 fungerร  probabilmente da spartiacque a causa di una serie di pressioni crescenti. Le forze politiche, sociali e di mercato si stanno unendo per passare al setaccio realtร  come Alphabet, Amazon, Apple, Facebook, Microsoft e molte altre.

โ€œViste le loro enormi dimensioni, queste aziende finiranno nel mirino di molti stakeholder della societร , inclusi gli enti governativi e le autoritร  di regolamentazioneโ€, ha spiegato Mark Casey, responsabile di portafoglio in Capital Group e da oltre 20 anni esperto del settore tecnologico.

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โ€œAlcune di queste societร  hanno svolto un ruolo chiave anche nelle ultime due elezioni presidenziali americaneโ€, ha continuato Casey.ย โ€œSe si considerano anche gli interessi politici, รจ facile capire perchรฉ le discussioni sul controllo normativo hanno assunto proprio ora una tale importanza.โ€

Inoltre, la pandemia di Covid-19 ha accelerato la crescita di molte realtร  tecnologiche, aumentandone il potere e lโ€™influenza durante una grave crisi economica globale. Delle 10 aziende statunitensi piรน importanti per capitalizzazione di mercato, cinque sono tecnologiche o digitali e il loro valore totale di mercato supera i 7.000 miliardi di dollari โ€“ un dato cresciuto del 54% solo nellโ€™ultimo anno.

Un contenzioso storico in corso

Queste circostanze pongono un enorme rischio a livello normativo e di legislazione antimonopolistica:

  • A ottobre, il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha avviato una causa antitrust contro Google, accusando il gigante dei motori di ricerca di ostacolare la concorrenza. Si tratta del piรน grande caso antitrust da quando il governo aveva preso di mira Microsoft nel 1998.
  • A dicembre, la Federal Trade Commission ha citato in giudizio Facebook per motivi simili: pare infatti che il social media abbia adottato pratiche anticoncorrenziali durante le operazioni di acquisizione di Instagram e WhatsApp.
  • Molti Stati americani si sono uniti a questi contenziosi storici e innumerevoli sono anche sforzi legislativi in corso a livello statale e federale.
  • Un disegno di legge proposto di recente al Senato americano potrebbe complicare la vita alle grandi aziende intenzionate ad acquistare realtร  concorrenti. In Florida, i legislatori stanno valutando la possibilitร  di adottare una normativa per multare le societร  di social media che cancellano contenuti, pagine o profili di candidati politici.

โ€œA rendere questo processo cosรฌ complicato,โ€ ha osservato Casey, โ€œรจ in parte il fatto che i Democratici hanno numerose questioni aperte con queste aziende โ€“ per lo piรน relative ad antitrust, privacy e discorsi dโ€™odio โ€“ mentre i Repubblicani le additano in particolare per una presunta censura delle opinioni conservative. La situazione per queste societร  non รจ per niente facile: non basterร  apportare qualche piccola modifica, sperando di fare tutti contenti.โ€

Ad accelerare ulteriormente il percorso di inasprimento normativo รจ stato il recente episodio che ha coinvolto un gruppo di investitori retail che si sono organizzati su una chat board su Internet per spingere al rialzo i prezzi delle azioni di GameStop, AMC Entertainment e altre societร  in difficoltร . Quando le societร  di brokeraggio e le app di trading hanno imposto dei limiti di negoziazione, alcuni di questi investitori retail hanno subito drastiche perdite. In una rara mossa bipartisan, Repubblicani e Democratici hanno richiesto una serie di udienze al Congresso, che dovrebbero iniziare presto.

Lโ€™influsso dellโ€™Europa

Nei loro tentativi di limitare il potere delle Big Tech, i politici e le autoritร  di regolamentazione statunitensi possono prendere spunto dallโ€™Europa. Le autoritร  europee, infatti, hanno adottato disposizioni normative molto piรน aggressive, compresa la minaccia di ingenti multe in caso di violazione della tutela dei dati o di comportamenti anticoncorrenziali.

Lโ€™Unione Europea รจ stata la prima ad emanare importanti leggi sulla privacy online con il Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) adottato nel 2018. Da allora, i funzionari dellโ€™UE hanno continuato a proporre una serie di normative per bloccare alcune acquisizioni, frenare i discorsi dโ€™odio e fornire ai consumatori maggiori informazioni sullโ€™utilizzo dei loro dati a scopo di pubblicitร  mirata.

โ€œMolte di queste disposizioni sono giร  state implementate dalle piattaforme Internet statunitensi proprio in virtรน delle normative europeeโ€, ha affermato Brad Barrett, analista di Capital Group che si occupa di societร  Internet ad-supported. โ€œLโ€™Europa non ospita molti campioni nazionali nel settore dei social media, motivo per cui รจ forse piรน facile per lโ€™UE adottare provvedimenti piรน restrittivi in questโ€™ambito e per gli Stati Uniti seguirne eventualmente lโ€™esempio.โ€

Finora, secondo Barrett, le regole dellโ€™UE non hanno esercitato un grande impatto sulle aziende tecnologiche a livello di profitti o entrate.

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Strada in salita per le autoritร  di regolamentazione

Come spiega Barrett, valutare i rischi normativi a cui sono esposte le grandi societร  tecnologiche รจ un compito complesso, visto che queste realtร  operano in segmenti diversi con profili concorrenziali altrettanto differenti โ€“ dal retail alla pubblicitร  alla televisione. Detto questo, Barrett รจ del parere che le cause antitrust intentate contro Google e Facebook non siano cosรฌ gravi e difficilmente comporteranno delle rotture forzate.

Per vincere queste cause, il governo dovrร  affrontare una โ€œlunga strada in salitaโ€, come giร  dimostrano le pressioni di alcuni membri del Congresso per modificare la legge antitrust.

โ€œQuesta รจ di per sรฉ unโ€™ammissione di quanto sia difficile individuare possibili violazioni antitrust basandosi su una giurisprudenza che risale ai 20-30 anni faโ€, ha aggiunto Barrett.

Per non parlare del fatto che molti dei prodotti forniti da Google e Facebook sono gratuiti, il che indebolisce le classiche argomentazioni antitrust, che valutano proprio il potere di determinazione dei prezzi per stabilire lo status di monopolio.

Il rischio normativo รจ giร  โ€œscontatoโ€?

Come dovrebbero valutare gli investitori le prospettive per le Big Tech, in vista dei possibili interventi dei governi nei prossimi anni? Ma la domanda piรน importante รจ: le valutazioni aziendali riflettono questo rischio? In altre parole, lo โ€œscontanoโ€ giร  nelle loro quotazioni azionarie?

Se si considerano le azioni dei FAANG come un indicatore del rischio normativo, le due aziende attualmente al centro di controversie legali di alto profilo, Facebook e Alphabet, scambiano a un rapporto prezzo-utili di gran lunga inferiore rispetto, ad esempio, ad Amazon e Netflix. In realtร , la quotazione di Facebook supera di poco il rapporto P/E medio dellโ€™Indice Standard & Poorโ€™s 500 Composite, nonostante il suo rapido tasso di crescita e lโ€™ingente flusso di cassa libero.

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Nelle ultime trimestrali Facebook ha riferito un utile del quarto trimestre di 11,2 miliardi di dollari, in ascesa del 52% rispetto allo stesso periodo di un anno fa. Da parte sua Alphabet โ€“ che scambia a un P/E leggermente piรน alto di Facebook โ€“ ha riportato un utile trimestrale di 15,7 miliardi di dollari, in aumento del 40% rispetto allo scorso anno.

โ€œQueste aziende operano in mercati enormi e in crescita, hanno uno storico pluriennale di aumento del fatturato e sono molto redditizieโ€, ha spiegato Tracy Li, analista di Capital Group esperto di societร  Internet. โ€œSe non ci fossero i rischi normativi, scambierebbero a multipli ancora piรน elevati.โ€

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Rischio di rottura: le parti potrebbero rivelarsi piรน forti dellโ€™insieme

Nellโ€™improbabile eventualitร  che una o piรน di queste societร  finiscano per crollare, non รจ assurdo pensare che alcune delle spin-off potrebbero addirittura valere di piรน da sole che allโ€™interno del gruppo. A volte, infatti, le singole parti valgono piรน dellโ€™insieme.

Un esempio รจ WhatsApp: acquisito da Facebook nel 2014, al momento non sta guadagnando. Ma come azienda indipendente godrebbe probabilmente di una valutazione elevata, considerata la sua base utenti di oltre 2 miliardi di persone in 180 paesi e lโ€™opportunitร  di monetizzare il servizio in futuro. Lo stesso si potrebbe dire per Instagram e Facebook Messenger.

โ€œIl fatto che tutte queste aziende appartengano a uno stesso gruppo tende a oscurarne il valore individualeโ€, ha sottolineato Li. โ€œCome giร  dimostrato da precedenti cause antitrust, ad esempio con la dissoluzione di AT&T o Standard Oil, queste circostanze offrono agli azionisti di lungo termine opportunitร  piuttosto interessantiโ€.

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