Leonardo: ordini record, margini in crescita e il mercato premia la svolta industriale

Una trimestrale che rafforza la trasformazione di Leonardo: ordini in forte crescita, redditivitร in miglioramento e un backlog che supera i 56 miliardi di euro confermano il pieno inserimento nel superciclo globale della difesa. Dallโelettronica avanzata al cyber, passando per aeronautica e programmi NATO, Leonardo saluta Cingolani con una struttura sempre piรน integrata e ad alto valore aggiunto. Ma dietro i numeri record si apre anche una partita strategica decisiva: trasformare lโenorme portafoglio ordini in produzione, margini e cassa in un contesto geopolitico sempre piรน complesso.
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I numeri del trimestre e i vari business
Leonardo archivia il primo trimestre 2026 con numeri che confermano una trasformazione ormai evidente: il gruppo non รจ piรน percepito soltanto come un conglomerato industriale della difesa, ma come una piattaforma integrata capace di operare lungo tutta la catena della sicurezza, dallโelettronica ai sistemi terrestri, fino a cyber, spazio e piattaforme multi-dominio.
Come si legge nel commento di Gabriel Debach, market analyst di eToro, i numeri sono solidi e, soprattutto, qualitativamente convincenti. Gli ordini salgono del 31% a โฌ9 miliardi, con un book-to-bill di circa 2x. In pratica, per ogni euro fatturato Leonardo acquisisce due euro di nuovo business. In un settore come quello della difesa, dove il backlog rappresenta visibilitร industriale e stabilitร futura, spiega Debach, รจ probabilmente il dato piรน importante dellโintera trimestrale. Il portafoglio ordini supera infatti โฌ56,8 miliardi, oltre due anni e mezzo di copertura produttiva.
Buona anche la qualitร della crescita. LโEBITA sale del 33% a โฌ281 milioni, molto piรน rapidamente dei ricavi (+6,9%). ร il segnale piรน evidente della leva operativa che il gruppo sta iniziando a esprimere. Come si legge nella nota di eToro, Leonardo non sta semplicemente beneficiando dellโaumento della domanda globale di difesa, sta migliorando il proprio mix industriale e la propria redditivitร . Il ROS sale dal 5,1% al 6,3%, con unโespansione di 120 basis point che conferma un progressivo spostamento verso business piรน profittevoli.
A guidare il miglioramento resta soprattutto lโElettronica per la Difesa, cuore industriale del gruppo. Il segmento registra un ROS dellโ11,6%, sostenuto da radar AESA, sensoristica avanzata, guerra elettronica, difesa missilistica e sistemi integrati. Non solo crescita quantitativa, evidenzia Debach, ma anche crescita ad alto valore aggiunto, in aree dove tecnologia, interoperabilitร e software contano sempre di piรน.
Anche lโAeronauticaย mostra perรฒ segnali che fino a poco tempo fa sembravano difficili da immaginare. Per anni Aerostrutture รจ stata uno dei principali punti deboli del gruppo, schiacciata dalla crisi del civile e dalle difficoltร della supply chain globale. Oggi il management parla apertamente di โparziali recuperiโ, โmaggiore saturazione dei siti produttiviโ e โripresa del mercato civileโ. Il dato simbolico per Debach รจ il ritorno dellโEBITA in territorio positivo: da -โฌ3 milioni nel primo trimestre 2025 a +โฌ20 milioni nel 2026. Il ROS resta basso, al 2,1%, ma il cambio di direzione รจ evidente. Boeing, ATR e la filiera civile stanno lentamente tornando a normalizzarsi.
Il compartoย Velivoliย vive un vero superciclo. Gli ordini crescono del 148%, trainati da Eurofighter, M-346, C-27J e GCAP. Programmi che, osserva Debach, confermano il posizionamento di Leonardo allโinterno del riarmo europeo e della crescente domanda NATO.
Anche il Cyber continua a crescere con logiche molto diverse rispetto ai business tradizionali della difesa. EBITA +36%, ROS al 7,5%, ordini +31%. ร qui che, secondo Debach, emerge la volontร del gruppo di costruire un secondo motore strutturale, meno capital intensive e piรน legato a software, AI, cloud e sicurezza digitale.
La reazione del mercato e il futuro dopo Cingolani
La risposta del mercato รจ positiva (titolo a +2% circa a Piazza Affari), nonostante un approccio volutamente prudente che ieri aveva invece affossato Ferrari.
Come si legge nella nota di eToro, lโupside rispetto alla guidance potrebbe tuttavia arrivare da IDV, dove i numeri non sono piccoli: +โฌ1,1 miliardi ricavi, +โฌ120 milioni EBITA, +โฌ220 milioni FOCF in nove mesi.
Eppure,ย dietro la forza dei comunicati, emergono anche interrogativi strategici molto piรน profondi. Perchรฉ la vera discussione attorno a Leonardo oggi non riguarda tanto la qualitร dei risultati trimestrali, quanto la direzione industriale che il gruppo dovrร prendere nei prossimi anni.
Oggi รจ l'ultimo giorno di Roberto Cingolani come ceo del gruppo, da domani prenderร il suo posto Lorenzo Mariani. Cingolani lascia infatti unโazienda con risultati record, backlog ai massimi storici, margini in miglioramento e una capitalizzazione di mercato cresciuta di oltre il 400% dalla sua nomina del maggio 2023, da circa 5 miliardi di euro agli attuali 30 miliardi. ร difficile leggere il possibile cambio di vertice come una bocciatura industriale o finanziaria. Piuttosto, spiega Debach, sembra il riflesso di un cambio di prioritร imposto dal contesto geopolitico.
Intanto, nonostante le turbolenze interne alla governace del gruppo italiano, dal 27 febbraio, con il riaccendersi delle tensioni in Medio Oriente, Leonardo perde circa il 3,5%, ma la correzione appare decisamente piรน contenuta rispetto ai peer europei della difesa: Rheinmetall e Kongsberg cedonoe circa il 14%, Indra e Fincantieri quasi il 17%.
Il superciclo della difesa oggi aiuta tutti i player europei. Come conclude Debach, la vera differenza, nei prossimi anni, la farร la capacitร di trasformare backlog in produzione, margini e soprattutto cassa. Execution industriale, integrazione IDV, gestione della supply chain e conversione del capitale circolante restano probabilmente le variabili piรน importanti da monitorare.
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