Lottomatica, fusione con Cirsa per creare il secondo colosso mondiale di scommesse

Lottomatica, fusione con Cirsa per creare il secondo colosso mondiale di scommesse

Dall’unione delle due società nascerà un soggetto con un Ebitda adjusted pro forma di circa 2 miliardi di euro e una generazione di sinergie di cassa ante imposte pari a 115 milioni.

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Lottomatica annuncia la fusione con Cirsa

Un nuovo soggetto nato dalla fusione con la spagnola Cirsa, uno dei maggiori gruppi mondiali nel settore del gioco d'azzardo legale, dei casinò e dell'intrattenimento. È questo l’annuncio fatto stamattina da Lottomatica, anche se la notizia ha spinto al ribasso le azioni della società italiana a Piazza Affari, in crollo del 10% nella prima ora di scambi, scendendo fino ai 21,92 euro.

L’operazione, realizzata mediante fusione transfrontaliera per incorporazione di Cirsa, creerà un’entità combinata che si posizionerà al secondo posto tra gli operatori mondiali nel settore del gioco d’azzardo e delle scommesse sportive, secondo quanto spiegato dalla nota congiunta delle due società, con un Ebitda adjusted pro forma di circa 2 miliardi di euro.

Il nuovo soggetto

La società risultante dalla fusione manterrà l’attuale denominazione di Lottomatica e vedrà nel ruolo di presidente e amministratore delegato Guglielmo Angelozzi, il quale ricopre già gli stessi ruoli nell’azienda italiana.

Il nuovo consiglio di amministrazione sarà composto dagli attuali 11 amministratori di Lottomatica più due nuovi amministratori nominati da Blackstone.
Cirsa sarà assorbita da Lottomatica e la sede centrale della società sarà a Roma, con una sede secondaria per gli spagnoli a Barcellona.

Il principale azionista del nuovo soggetto sarà Blackstone con circa il 24% del capitale sociale.

In base al piano presentato dalle due aziende, i titolari di titoli Cirsa riceveranno 0,668 nuove azioni Lottomatica per ogni azione della casa spagnola, portando gli azionisti della società italiana a detenere il 67,5% della 'combined company'.

Le previsioni diffuse stamattina indicano inoltre una generazione di sinergie di cassa ante imposte pari a 115 milioni di euro, "derivanti da risparmi sui costi operativi e sugli oneri finanziari, il cui conseguimento è atteso entro il terzo esercizio completo, successivo al perfezionamento dell’operazione".

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Il dividendo atteso

In tale quadro, la combined company manterrà una politica sui dividendi pro forma pari al 30% dell'utile netto rettificato, una politica finanziaria con un obiettivo di leva finanziaria netta compreso tra 2 e 2,5x su base normalizzata e proseguirà i programmi di buyback in linea con la prassi storicamente adottata da Lottomatica.

Le società prevedono che la base di utili e flussi di cassa ampliata della combined company fornirà una maggiore capacità di distribuire dividendi e di effettuare riacquisti di azioni proprie, con un ritorno sul capitale stimato fino a 4 miliardi nei prossimi tre anni, che sarà proposto dal consiglio di amministrazione di Lottomatica per l'approvazione da parte delle relative assemblee degli azionisti.

WebSim Intermonte positiva sull’operazione

Nonostante il crollo in borsa, gli analisti di WebSim Intermonte giudicano “positivamente l'operazione”, ritenendo l’accordo “ben strutturato dal punto di vista finanziario e coerente con la disciplina di capital allocation del track record di Lottomatica”.

Cirsa “viene incorporata a un multiplo inferiore a quello a cui tratta Lottomatica, rendendo l'operazione intrinsecamente accretiva su utile e cash flow per azione (come confermato dal management). Le sinergie attese sono pari a circa il 4% della base costi combinata: capitalizzando le sinergie, il multiplo ‘post-synergy’ scende ben sotto le 6 volte”, spiegano dalla sim.

“Un driver aggiuntivo potrebbe essere l'accelerazione dell'online di CIRSA (oggi solo circa il 13% del suo EBITDA) tramite la piattaforma omnichannel di Lottomatica. Il debito rimane sotto controllo e la shareholder remuneration generosa”, aggiungono gli esperti.

Per WebSim, però, ci sono alcuni elementi da monitorare. In particolare, la conoscenza risulta “ancora limitata di Cirsa e del mercato spagnolo da parte nostra”, a cui si aggiungono “un possibile rischio di overhang legato alla quota Blackstone (24%, primo azionista, con lock-up di soli 3 mesi)” e “il mix di Cirsa più esposto ai casinò fisici (53% del suo EBITDA) e ai mercati LatAm”. Infine, “le clearance regolatorie e l'esecuzione dell'integrazione, con closing atteso nel secondo trimestre 2027”.

“Nel complesso, prezzo d'ingresso, sinergie, diversificazione e disciplina finanziaria rendono l'operazione coerente con la nostra view positiva sul titolo” (tating outperform con target price a 31,20 euro), concludono da Websim.

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