Mediobanca: la vera posta in gioco sono le Generali

Se lโofferta di acquisto lanciata dal MontePaschi andrร in porto, la coppia Del Vecchio - Caltagirone potrร finalmente conquistare la guida del gruppo delle assicurazioni, dopo la sconfitta nellโassemblea del 2022. Il pieno sostegno del governo allโoperazione. Nasce un formidabile blocco di potere politico-finanziario
Indice dei contenuti
- 1. Cuccia si rivolta nella tomba
- 2. Generali in calo a Piazza Affari, societร meno contendibile
- 3. Il Ddl Capitali e la rivincita di Caltagirone e Delfin
- 4. La scelta del MontePaschi per andare allโattacco di Mediobanca
- 5. Il patto di consultazione di Mediobanca, un residuato di altri tempi
- 6. Gara fra Nagel Lovaglio per sedurre gli investitori istituzionali
- 7. Quasi certo lo stop allโalleanza fra Generali e Natixis
Cuccia si rivolta nella tomba
Come minimo Enrico Cuccia si starร rivoltando nella tomba. Per il fondatore del cosiddetto salotto buono del capitalismo italiano, per 55 anni alfiere (almeno di facciata) del liberismo, sarebbe stato uno shock solo immaginare che la sua creatura sarebbe finita sotto il controllo del Monte dei Paschi di Siena, storicamente una delle banche piรน condizionate dalla politica, con la fattiva collaborazione del governo.
Se lโoperazione andrร in porto, sarร frutto di un sapiente mix fra un capolavoro di ingegneria finanziaria e inedite alleanze economico-politiche. Porterร a un totale riassetto del potere finanziario italiano, considerato che la vera posta in gioco della partita sono le Assicurazioni Generali.
Generali in calo a Piazza Affari, societร meno contendibile
Oggi a Piazza Affari Generali segna un lieve rialzo dellโ1% a 29,8 euro. Il titolo รจ giร sopra il target price del consensus degli analisti, pari a 27,7 euro e questa operazione difficilmente aiuterร unโulteriore crescita delle quotazioni, perchรฉ la societร diventerร meno contendibile.
Protagonisti dellโoperazione sono la famiglia Del Vecchio, ovvero gli eredi del fondatore di Luxottica, Leonardo Del Vecchio, e il gruppo Caltagirone. Da anni hanno investito svariati miliardi di euro per acquistare peso nelle Generali. Nel 2022 tentarono di assumerne la guida, ma al momento del voto in assemblea gli azionisti, soprattutto i grandi fondi di investimento internazionali, preferirono appoggiare la lista del consiglio di amministrazione uscente, che aveva il sostegno di Mediobanca.
Il Ddl Capitali e la rivincita di Caltagirone e Delfin
Dal 2022 a oggi i rapporti di forza nella compagine azionaria delle oni Generali non sono cambiati: il primo azionista รจ Mediobanca con il 13%, seguito da Delfin, la cassaforte dei Del Vecchio con il 9,9%, e da Caltagirone con il 6,9%. Quarto importante azionista รจ la famiglia Benetton con il 4,8%.
La rivincita della coppia Del Vecchio-Caltagirone รจ partita da lontano. La prima tappa รจ stata la costruzione di una solida alleanza con la maggioranza parlamentare che sostiene il governo di Giorgia Meloni. Approvato in via definitiva in Parlamento nel febbraio scorso, il Ddl Capitali modifica, fra le altre cose, le modalitร con cui vengono presentate le liste dei candidati ai consigli di amministrazione delle societร . La principale di queste modifiche รจ la costruzione di un assurdo e bizantino percorso a ostacoli che rende molto difficile, se non impossibile, che il consiglio di amministrazione uscente proponga una sua lista, come avviene in quasi tutti i Paesi del capitalismo avanzato. Chiamata dagli addetti ai lavori โemendamento Caltagironeโ, questa normativa รจ stata ampiamente criticata dagli investitori internazionali. Ma intanto รจ operativa e crea un ostacolo alla conferma dellโattuale Ceo di Generali, Philippe Donnet, allโassemblea che si terrร fra pochi mesi.
La scelta del MontePaschi per andare allโattacco di Mediobanca
Poi รจ stato scelto il cavallo con cui andare allโattacco di Mediobanca, ovvero lโex disastrata MontePaschi, che grazie allโottimo lavoro del Ceo Luigi Lovaglio รจ tornata a produrre utili. Tutti lo sanno, per decenni il MontePaschi, governato dagli enti locali di Siena (Comune e Provincia), รจ stata la banca del Pd. Ha rischiato il fallimento, evitato solo perchรฉ รจ intervenuto lo Stato con potenti iniezioni di liquiditร .
Oggi il governo di Giorgia Meloni ha quasi completato la privatizzazione, anche se il Ministero dellโEconomia e delle Finanze (MEF) resta il primo azionista con lโ11%. La sorpresa รจ stata pochi mesi fa vedere la coppia Delfin-Caltagirone correre a comprare le azioni di Mps: Delfin oggi รจ il secondo azionista con il 9,8%, Caltagirone segue con 5% e poi cโรจ un altro 9% (5% diretto piรน 4% di Anima) del Banco BPM.
Al prezzo di oggi (6,40 euro, -7,7%), MontePaschi capitalizza 8,1 miliardi di euro. La quota di Delfin vale 810 milioni di euro, quella di Caltagirone 405 milioni. Investimenti modesti per lanciare lโattacco a Mediobanca, che capitalizza 12,7 miliardi di euro.
Il patto di consultazione di Mediobanca, un residuato di altri tempi
Ma dentro Mediobanca i principali azionisti sono sempre loro: Delfin e Caltagirone. I Del Vecchio hanno il 19,9%, il costruttore romano il 7,8%. Poi cโรจ il residuato di altri tempi, il Patto di consultazione, erede per modo di dire del patto di sindacato che con Cuccia imperante governava la banca, anche se poi era Cuccia stesso a governare i suoi azionisti. Nel patto di consultazione di oggi ci sono importanti famiglie imprenditoriali, ma non piรน gli Agnelli, i Pirelli, gli Orlando degli Anni โ70 e โ80 del secolo scorso, quelli che sostenevano Cuccia perchรฉ Cuccia a sua volta sosteneva loro.
Oggi il patto di consultazione รจ un variegato insieme che va da Mediolanum alla famiglia Monge (cibo per animali), mettendo insieme i Gavio, i Ferrero, i Lucchini, i Pecci, nonchรฉ la famiglia Seragnoli e altri soci ancora, tutti con quote da โzero virgolaโ, per un totale dellโ11,4%.
Quindi, essendo lโoperazione proposta dal MontePaschi uno scambio di azioni, non ci saranno soldi che corrono da una parte allโaltra. I soci dovranno decidere se passare da una Mediobanca del Ceo Alberto Nagel, erede della tradizione di Cuccia, a una Mediobanca-Mps, guidata da Lovaglio, con alle spalle il governo di Giorgia Meloni, i Del Vecchio e Caltagirone.
Gara fra Nagel Lovaglio per sedurre gli investitori istituzionali
Eโ probabile che Nagel si attiverร per cercare sostegni anche al di fuori del suo azionariato, ma รจ da escludere che trovi lโappoggio dei due big della finanza italiana, Unicredit e Intesa Sanpaolo. Nessuno dei due vorrร mettersi contro il governo, senza contare che Unicredit รจ in altre cose affaccendata e Intesa ha detto che il suo interesse non รจ per acquisizioni bancarie, ma al massimo per soggetti del wealth management.
Nagel potrร contare su aiuti dallโestero? Difficile immaginare banche straniere che si mettono a fare lo sgambetto a unโoperazione che ha fra i protagonisti il governo.
Bisognerร vedere se gli investitori istituzionali, proprietari di poco meno del 60% di Mediobanca, accettano lo scambio. E qui entrerร in gioco la bravura di Lovaglio a convincerli che il suo รจ un progetto interessante per fare crescere il gruppo che si verrร a creare.
Quasi certo lo stop allโalleanza fra Generali e Natixis
Dietro di lui, la coppia Delfin Calgirone aspetterร la conclusione per prendere le redini di Generali.ย In caso di successo dellโofferta di scambio su Piazzetta Cuccia, lโazionariato del nuovo gruppo che si verrร a costituire vedrebbe Delfin (famiglia Del Vecchio) confermarsi come primo socio con il 16% circa, Caltagirone posizionarsi intorno allโ8% e il ministero del Tesoro scendere di poco sotto il 5%
Nel frattempo Delfin e Caltagirone stanno cercando di bloccare lโaccordo che il Ceo Donnet ha fatto con la francese Natixis per fare nascere la principale piattaforma europea del risparmio gestito. E se non riusciranno a bloccarlo loro in quanto azionisti,รจ facile prevedere che ci penserร il governo con il โgolden powerโ.
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