Mercati fermi: la parola alle banche centrali

Ieri l’S&P500 di Wall Street ha chiuso in rialzo dello 0,1%, quasi nulla ma abbastanza per segnare un altro massimo storico, il quarto consecutivo. Si è fermata la corsa dei titoli delle società dei semiconduttori, indice SOX -1%, prima variazione giornaliera negativa dopo diciotto positive.
La banca centrale giapponese ha mantenuto invariato il tasso di interesse principale, ma ha rivisto al rialzo le previsioni sull’inflazione al 2,8% da +1,9%. La Federal Reserve dovrebbe lasciare fermi i tassi domani. Pictet si aspetta due riduzioni del costo del denaro a settembre e dicembre.
Indice dei contenuti
I tech e le borse rallentano, ma non si fermano del tutto, alla vigilia dell’arrivo delle comunicazioni di politica monetaria della Federal Reserve e delle trimestrali di alcune delle più rilevanti società del Nasdaq in termini di capitalizzazione.
Ieri l’S&P500 ha chiuso in rialzo dello 0,1%, quasi nulla ma abbastanza per segnare un altro massimo storico, il quarto consecutivo. Si è fermata la corsa dei titoli delle società dei semiconduttori, indice SOX -1%, prima variazione giornaliera negativa dopo diciotto positive.
Il dollaro non si è quasi mosso nei confronti delle valute di riferimento, euro a 1,171, più o meno gli stessi livelli di venerdì.
Lo yen si muove relativamente poco e resta in prossimità dei minimi di lungo periodo nei confronti del dollaro.
GIAPPONE
Il Nikkei di Tokyo perde l’1% all’indomani della seduta del record: da inizio anno il rialzo è del 19%.
La banca centrale giapponese ha mantenuto invariato il tasso di interesse principale, ma ha rivisto al rialzo le previsioni sull'inflazione dopo che la guerra con l'Iran ha fatto impennare i prezzi del petrolio.
Il tasso di riferimento rimarra’ allo 0,75%, l'inflazione per l’anno fiscale in corso è ora vista al 2,8%, rispetto alla precedente stima dell’1,9%. "Confrontando le proiezioni con quelle presentate nel precedente outlook, il tasso di crescita annuo previsto dell'indice dei prezzi al consumo (tutti i beni esclusi i prodotti alimentari freschi) per l'anno fiscale 2026 e' significativamente piu' alto, e anche quello per l’anno fiscale 2027 e' leggermente superiore, a causa dell'aumento dei prezzi del petrolio", si legge nella nota. La BoJ ha anche rivisto al ribasso le sue previsioni di crescita per l’anno fiscale 2026, portandole dall'1,0% allo 0,5%, e per l'anno fiscale 2027 prevede ora un'espansione dello 0,7%, rispetto alla precedente stima dello 0,8%.
Poco mosso il tasso di rendimento del bond governativo a dieci anni, al 2,45%.
FEDERAL RESERVE: PORTA SOCCHIUSA AI TAGLI
La banca centrale degli Stati Uniti lascerà domani il tasso di policy invariato al 3,5-3,75%, il comunicato probabilmente sottolineerà come le implicazioni siano incerte e ci siano rischi in entrambi i lati del suo mandato. Xiao Cui, Senior Economist di Pictet Wealth Management scrive in un report che la domanda chiave per questa riunione, è la seguente: la Fed sta ancora considerando possibili tagli dei tassi o ha già adottato una posizione di "no cuts" per il 2026?
“Il presidente Jerome Powell dovrebbe mantenere un tono cauto su eventuali cambiamenti nel breve termine, ribadendo le condizioni che potrebbero giustificare futuri tagli, ma chiarendo che rialzi non fanno parte dello scenario di base. "Il principale rischio hawkish è che il presidente si mostri apertamente scettico sulla necessità di tagli nel 2026 o che il comunicato elimini il riferimento a ulteriori aggiustamenti dei tassi", si legge nel report.
Pictet si aspetta che il Fomc mantenga i tassi invariati prima di procedere con due riduzione a settembre e dicembre, ma i rischi sono orientati verso una pausa più prolungata, alla luce di un'inflazione ancora elevata e di dati economici solidi.
BANCA CENTRALE EUROPEA
La riunione del 30 aprile dovrebbe concludersi con tassi invariati, secondo Market 360 di BNP Paribas, la banca centrale conserverà “piena opzionalità per le riunioni successive”.
Gli autori della nota segnalano che l’orientamento del Consiglio direttivo è diventato meno restrittivo rispetto a marzo, anche grazie al cessate il fuoco fragile, ma finora reggente, tra USA e Iran, oltre che al conseguente calo dei prezzi energetici dai picchi di metà marzo.
“Da marzo la BCE ha visto un solo dato sull’inflazione, che riflette gli effetti immediati dei prezzi energetici ma offre scarse evidenze di effetti di secondo impatto: troppo poco per giustificare un’azione immediata”, si legge.
Lo scenario base di BNP Paribas prevede un rialzo di 25 punti base a giugno, quando la BCE disporrà di nuove proiezioni dello staff, di un’ulteriore lettura dell’inflazione e di maggiori evidenze sui salari. “È probabile che Lagarde eviti di sbilanciarsi e ribadisca che la BCE è in una posizione solida per attendere nuovi dati e valutare con calma, in linea con un approccio guidato dai dati e deciso riunione per riunione”.
BOND: MEGLIO EVITARE QUELLI TEDESCHI
Il Bund tedesco a dieci anni tratta a 3,03% di tasso di rendimento, il BTP sulla stessa scadenza è al 3,82%: spread poco mosso a 81 punti base.
Siamo in un mondo con rischi di inflazione orientati al rialzo ma secondo Capital Group non c’è da mettere in conto una ripetizione integrale dello shock inflazionistico del 2022. “L’Europa dispone ora di una catena di approvvigionamento energetico molto più diversificata e, sebbene in miglioramento, le condizioni economiche non sono così solide come lo erano allora”, scrive Flavio Carpenzano, Asset Class Lead Fixed Income, Europe e Asia della società.
Capital Group si aspetta che la BCE aumenti i tassi una o due volte quest’anno, “ma la tempistica degli aumenti potrebbe slittare al secondo trimestre” e va messo in conto anche la possibilità di un allentamento fiscale “per proteggere le famiglie e l’industria dagli elevati prezzi dell’energia”.
Passando dalle considerazioni di scenario a quelle di mercato, Capital Group prevede “curve europee più ripide e rendimenti più elevati. In linea con questa visione, “manteniamo posizioni corte sui Bund tedeschi insieme a un orientamento strutturale verso un irripidimento della curva, poiché le implicazioni a lungo termine dei conflitti geopolitici indicano un maggiore rischio di inflazione e premi di termine fiscali elevati, che dovrebbero riflettersi sempre più nei rendimenti e lungo la curva”.
L’aumento degli spread rispetto ai Bund tedeschi, secondo Carpenzano, è “una reazione a breve termine alle notizie macroeconomiche e al timore che la crescita possa arrestarsi nel breve periodo. Nel complesso, tuttavia, continuiamo a prevedere stabilità negli spread europei, poiché la disciplina fiscale rimane sulla buona strada”.
PETROLIO
Greggio tipo Brent alla settima seduta consecutiva di rialzo, +1% a 109 dollari il barile.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e’ "scettico" riguardo alla proposta dell'Iran di un accordo che prevede la riapertura dello Stretto di Hormuz ma anche il rinvio delle discussioni sul programma nucleare. Lo riporta il Wall Street Journal, citando fonti dell'amministrazione americana.
Trump ha discusso della proposta con i suoi consiglieri e, pur non avendola respinta in modo netto, sostiene il Wsj, ha espresso il dubbio che l'Iran non stia agendo in buona fede o non sia disposto a soddisfare la sua richiesta principale: porre fine all’arricchimento dell'uranio e impegnarsi a non sviluppare un'arma nucleare.
BORSA DI SEUL
Indice Kospi +0,8%. Oggi la borsa della Corea del Sud supera quella del Regno Unito, diventando l'ottavo mercato azionario più grande al mondo, grazie a una forte crescita dei titoli tecnologici legati all'intelligenza artificiale. La capitalizzazione di mercato totale delle società quotate in Corea è aumentata di oltre il 45% quest'anno, raggiungendo i 4.040 miliardi di dollari, mentre quella del Regno Unito è cresciuta di circa il 3%, arrivando a 3.990 miliardi di dollari, secondo i dati raccolti da Bloomberg. Le dimensioni del mercato britannico erano circa il doppio di quelle della Corea fino alla fine del 2024.
"La rapida ascesa di Corea e Taiwan riflette un riequilibrio strutturale nei mercati azionari globali, guidato dal loro dominio nell'hardware per l'IA piuttosto che da un'allocazione tattica degli asset", ha affermato Francesco Chan, specialista in investimenti nei mercati emergenti e nell'Asia-Pacifico presso JPMorgan Asset Management a Hong Kong. “In quanto spina dorsale della catena di fornitura dell'IA, con un vantaggio di ‘super-ciclo’ nelle fonderie di fascia alta e nelle memorie, queste economie attraggono flussi di capitali strutturali e sostenuti.”
TITOLI
Banca Monte Paschi, Generali. Gli otto eredi di Leonardo Del Vecchio hanno approvato a maggioranza la proposta di trasferimento delle quote della holding di famiglia Delfin in mano ai fratelli Luca e Paola a favore di Leonardo Maria attraverso il veicolo Lmdv Fin. In base all'accordo, quest'ultimo salirà così al 37,5% di Delfin diventando il primo singolo azionista della holding che controlla EssilorLuxottica con il 32,4%, oltre a detenere il 10% di Generali e il 17,5% di Mps.
La Finestra sui Mercati
Tutte le mattine la newsletter con le idee di investimento!
