Mercati in risk-off, dazi di Trump e rischio escalation. Ecco tutti i possibili scenari

La settimana inizia in modalitร difensiva, con lโazionario europeo sotto pressione e una rotazione verso i beni rifugio. Il ritorno improvviso del tema dazi Usa, intrecciato a un obiettivo geopolitico come la Groenlandia, alza il premio per il rischio e rende il quadro piรน instabile: piรน che lโeffetto diretto delle tariffe, i mercati stanno prezzando lโincertezza su tempi, intensitร e durata delle misure.
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Seduta difensiva e ritorno degli asset rifugio
La settimana si apre con unโimpostazione chiaramente risk-off: indici europei in calo di oltre un punto percentuale, maggiore selettivitร settoriale e rotazione verso gli asset rifugio. Il report di Filippo Diodovich, Senior Market Strategist di IG Italia, mette in evidenza un mercato che torna a privilegiare la protezione mentre cresce lโincertezza legata alle scelte dellโamministrazione Trump.
Sul fronte valutario, si osserva un dollaro statunitense in arretramento e un rafforzamento del franco svizzero, indicato ora come principale valuta rifugio, segnale di un posizionamento piรน prudente degli investitori. Anche le commodity riflettono lo stesso movimento: lโoro, considerato il bene rifugio per eccellenza, aggiorna i massimi storici con nuovi record in area 4690 dollari lโoncia. Il driver dominante resta il ritorno improvviso del tema dazi Usa, ma con una componente aggiuntiva che aumenta il premio per il rischio: la misura viene legata a un obiettivo geopolitico, la Groenlandia, rendendo piรน alta lโincertezza di regime.
Dazi Usa e Groenlandia, lโincertezza cambia la lettura dei mercati
Il passaggio cruciale, secondo Diodovich, รจ che per i mercati non si tratta solo di โtariffe uguale minore crescitaโ. Il punto diventa soprattutto lโincertezza sulla funzione di reazione: tempi, intensitร e durata delle misure risultano piรน imprevedibili rispetto a un contenzioso commerciale tradizionale, perchรฉ lโelemento tariffario viene associato a un obiettivo politico.
Donald Trump ha introdotto dazi del 10% dal 1ยฐ febbraio su Danimarca, Francia, Norvegia, Svezia, Regno Unito, Olanda, Germania e Finlandia, con un incremento al 25% dal 1ยฐ giugno, collegando lโescalation commerciale allโacquisto Usa della Groenlandia. Questa connessione, spiega Diodovich, contribuisce ad alzare il premio per il rischio perchรฉ rende meno lineare la dinamica negoziale e spinge il mercato a prezzare una fase piรน volatile.
Sul lato europeo, lo scenario piรน probabile viene descritto lungo due direttrici: una linea rossa sulla sovranitร , con sostegno politico a Danimarca e Groenlandia e condanna dei dazi come leva coercitiva, e un coordinamento dellโUe per una risposta comune. In parallelo, si parla di preparazione di strumenti di contrasto, con ritorsioni calibrate e contromisure mirate per massimizzare lโimpatto politico limitando i danni domestici. Il nodo, evidenzia Diodovich, รจ un trade-off delicato: una risposta troppo morbida aumenterebbe lโazzardo morale, una risposta troppo dura amplificherebbe i costi economici.
Reazione dei mercati, scenari e settori piรน esposti
Le prime reazioni si concentrano sullโazionario europeo, con vendite che colpiscono i comparti piรน ciclici e legati allโexport. La pressione si vede in particolare su industriali, auto e chimica, oltre alle storie โglobaliโ con catene del valore esposte a dazi e ritorsioni. Il canale รจ duplice per Diodovich: da un lato il rischio sui margini, tra tariffe, prezzi e supply chain; dallโaltro il rischio sulla domanda, con scambi che potrebbero frenare e investimenti rinviati per lโincertezza.
Sul forex, il segnale viene letto nella combinazione di USD in calo e CHF in rafforzamento, con il mercato che copre soprattutto rischio geopolitico e rischio di shock politico. Lโoro, con il record a 4.690 dollari lโoncia, si muove in linea con una domanda di protezione che cresce in un contesto di escalation commerciale e geopolitica.
Il dossier Groenlandia viene spiegato da Diodovich come strategico per diversi driver strutturali: posizionamento artico, rotte artiche con crescente rilevanza logistica nel medio periodo, risorse e supply chain legate ai minerali critici e allโautonomia strategica, oltre alla competizione tra potenze con implicazioni su spesa difesa e posture Nato. ร questa centralitร a rendere il tema piรน sensibile per i mercati, perchรฉ amplia lโorizzonte del rischio oltre la dimensione commerciale.
Nel quadro delineato da Diodovich, lo scenario base, con probabilitร medio-alta, รจ quello di una tensione controllata in cui i dazi restano una leva. In questa ipotesi i dazi del 10% verrebbero confermati, lโUe manterrebbe un posizionamento fermo sulla sovranitร ma risponderebbe in modo coordinato e misurato, aprendo un negoziato ad alta volatilitร comunicativa senza rottura immediata. Lโimpatto sarebbe negativo per lโequity europeo, con forte dispersione settoriale: piรน fragili auto, industriali e chimica, piรน resilienti i difensivi. Il franco svizzero resterebbe sostenuto come copertura, lโeuro volatile, il dollaro potenzialmente debole se prevale il tema policy risk, e lโoro potrebbe segnare nuovi record sopra 4.700 dollari.
Lo scenario escalation di IG Italia, con probabilitร media, prevede ritorsioni e dazi in crescita: lโUe preparerebbe contromisure piรน incisive e mirate, con discussione su dazi per 93 miliardi di dollari di beni Usa, mentre gli Stati Uniti irrigidirebbero la posizione con la possibilitร di anticipare lโentrata in vigore dei dazi al 25%. In questo caso lโequity europeo potrebbe subire ribassi molto forti con volatilitร in aumento. Il CHF, e in parte lo JPY, risulterebbero piรน forti, lโeuro piรน fragile, mentre il dollaro oscillerebbe tra la dinamica tipica del risk-off e il rischio Usa legato alla policy. Lโoro sarebbe ulteriormente supportato e candidato a nuovi record anche sopra 4.800 dollari.
Lo scenario de-escalation di IG Italia, con probabilitร bassa, passa invece da un accordo politico o da un rinvio: i dazi verrebbero attenuati, rinviati o resi selettivi, e il dossier Groenlandia si sposterebbe su un tavolo piรน ampio senza legame diretto con le tariffe. Lโeffetto sarebbe un rimbalzo dei ciclici e dei titoli piรน esposti allโexport, un calo della domanda di CHF, un euro piรน stabile con possibile recupero e un raffreddamento dellโoro, pur su livelli elevati se restasse il dubbio sulla stabilitร della policy.
Sul fronte settoriale, si legge nel report di IG Italia, auto e industriali vengono indicati come ad alta sensibilitร a tariffe, ritorsioni e domanda estera, con rischio piรน elevato in caso di escalation. Chimica e materiali risultano vulnerabili alla compressione dei margini e alla volatilitร della domanda. I consumer globali e il lusso esprimono meno rischio โtariffa puraโ e piรน rischio legato a fiducia e geopolitica. I difensivi, come utility, healthcare e telecomunicazioni, emergono come relativi vincitori nelle fasi risk-off, soprattutto nello scenario base e in quello di escalation. Metalli preziosi come oro e argento restano coperture naturali finchรฉ la probabilitร di eventi estremi rimane molto elevata.
Tra gli elementi da monitorare, Diodovich indica le comunicazioni ufficiali dellโUe, per valutarne unitร e tono su eventuali ritorsioni, e gli incontri a Davos, che potrebbero diventare un driver di escalation o de-escalation.
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