Mercati in risk-off, dazi di Trump e rischio escalation. Ecco tutti i possibili scenari

19/01/2026 16:15
Mercati in risk-off, dazi di Trump e rischio escalation. Ecco tutti i possibili scenari

La settimana inizia in modalitร  difensiva, con lโ€™azionario europeo sotto pressione e una rotazione verso i beni rifugio. Il ritorno improvviso del tema dazi Usa, intrecciato a un obiettivo geopolitico come la Groenlandia, alza il premio per il rischio e rende il quadro piรน instabile: piรน che lโ€™effetto diretto delle tariffe, i mercati stanno prezzando lโ€™incertezza su tempi, intensitร  e durata delle misure.

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Seduta difensiva e ritorno degli asset rifugio

La settimana si apre con unโ€™impostazione chiaramente risk-off: indici europei in calo di oltre un punto percentuale, maggiore selettivitร  settoriale e rotazione verso gli asset rifugio. Il report di Filippo Diodovich, Senior Market Strategist di IG Italia, mette in evidenza un mercato che torna a privilegiare la protezione mentre cresce lโ€™incertezza legata alle scelte dellโ€™amministrazione Trump.

Sul fronte valutario, si osserva un dollaro statunitense in arretramento e un rafforzamento del franco svizzero, indicato ora come principale valuta rifugio, segnale di un posizionamento piรน prudente degli investitori. Anche le commodity riflettono lo stesso movimento: lโ€™oro, considerato il bene rifugio per eccellenza, aggiorna i massimi storici con nuovi record in area 4690 dollari lโ€™oncia. Il driver dominante resta il ritorno improvviso del tema dazi Usa, ma con una componente aggiuntiva che aumenta il premio per il rischio: la misura viene legata a un obiettivo geopolitico, la Groenlandia, rendendo piรน alta lโ€™incertezza di regime.

Dazi Usa e Groenlandia, lโ€™incertezza cambia la lettura dei mercati

Il passaggio cruciale, secondo Diodovich, รจ che per i mercati non si tratta solo di โ€œtariffe uguale minore crescitaโ€. Il punto diventa soprattutto lโ€™incertezza sulla funzione di reazione: tempi, intensitร  e durata delle misure risultano piรน imprevedibili rispetto a un contenzioso commerciale tradizionale, perchรฉ lโ€™elemento tariffario viene associato a un obiettivo politico.

Donald Trump ha introdotto dazi del 10% dal 1ยฐ febbraio su Danimarca, Francia, Norvegia, Svezia, Regno Unito, Olanda, Germania e Finlandia, con un incremento al 25% dal 1ยฐ giugno, collegando lโ€™escalation commerciale allโ€™acquisto Usa della Groenlandia. Questa connessione, spiega Diodovich, contribuisce ad alzare il premio per il rischio perchรฉ rende meno lineare la dinamica negoziale e spinge il mercato a prezzare una fase piรน volatile.

Sul lato europeo, lo scenario piรน probabile viene descritto lungo due direttrici: una linea rossa sulla sovranitร , con sostegno politico a Danimarca e Groenlandia e condanna dei dazi come leva coercitiva, e un coordinamento dellโ€™Ue per una risposta comune. In parallelo, si parla di preparazione di strumenti di contrasto, con ritorsioni calibrate e contromisure mirate per massimizzare lโ€™impatto politico limitando i danni domestici. Il nodo, evidenzia Diodovich, รจ un trade-off delicato: una risposta troppo morbida aumenterebbe lโ€™azzardo morale, una risposta troppo dura amplificherebbe i costi economici.

Reazione dei mercati, scenari e settori piรน esposti

Le prime reazioni si concentrano sullโ€™azionario europeo, con vendite che colpiscono i comparti piรน ciclici e legati allโ€™export. La pressione si vede in particolare su industriali, auto e chimica, oltre alle storie โ€œglobaliโ€ con catene del valore esposte a dazi e ritorsioni. Il canale รจ duplice per Diodovich: da un lato il rischio sui margini, tra tariffe, prezzi e supply chain; dallโ€™altro il rischio sulla domanda, con scambi che potrebbero frenare e investimenti rinviati per lโ€™incertezza.

Sul forex, il segnale viene letto nella combinazione di USD in calo e CHF in rafforzamento, con il mercato che copre soprattutto rischio geopolitico e rischio di shock politico. Lโ€™oro, con il record a 4.690 dollari lโ€™oncia, si muove in linea con una domanda di protezione che cresce in un contesto di escalation commerciale e geopolitica.

Il dossier Groenlandia viene spiegato da Diodovich come strategico per diversi driver strutturali: posizionamento artico, rotte artiche con crescente rilevanza logistica nel medio periodo, risorse e supply chain legate ai minerali critici e allโ€™autonomia strategica, oltre alla competizione tra potenze con implicazioni su spesa difesa e posture Nato. รˆ questa centralitร  a rendere il tema piรน sensibile per i mercati, perchรฉ amplia lโ€™orizzonte del rischio oltre la dimensione commerciale.

Nel quadro delineato da Diodovich, lo scenario base, con probabilitร  medio-alta, รจ quello di una tensione controllata in cui i dazi restano una leva. In questa ipotesi i dazi del 10% verrebbero confermati, lโ€™Ue manterrebbe un posizionamento fermo sulla sovranitร  ma risponderebbe in modo coordinato e misurato, aprendo un negoziato ad alta volatilitร  comunicativa senza rottura immediata. Lโ€™impatto sarebbe negativo per lโ€™equity europeo, con forte dispersione settoriale: piรน fragili auto, industriali e chimica, piรน resilienti i difensivi. Il franco svizzero resterebbe sostenuto come copertura, lโ€™euro volatile, il dollaro potenzialmente debole se prevale il tema policy risk, e lโ€™oro potrebbe segnare nuovi record sopra 4.700 dollari.

Lo scenario escalation di IG Italia, con probabilitร  media, prevede ritorsioni e dazi in crescita: lโ€™Ue preparerebbe contromisure piรน incisive e mirate, con discussione su dazi per 93 miliardi di dollari di beni Usa, mentre gli Stati Uniti irrigidirebbero la posizione con la possibilitร  di anticipare lโ€™entrata in vigore dei dazi al 25%. In questo caso lโ€™equity europeo potrebbe subire ribassi molto forti con volatilitร  in aumento. Il CHF, e in parte lo JPY, risulterebbero piรน forti, lโ€™euro piรน fragile, mentre il dollaro oscillerebbe tra la dinamica tipica del risk-off e il rischio Usa legato alla policy. Lโ€™oro sarebbe ulteriormente supportato e candidato a nuovi record anche sopra 4.800 dollari.

Lo scenario de-escalation di IG Italia, con probabilitร  bassa, passa invece da un accordo politico o da un rinvio: i dazi verrebbero attenuati, rinviati o resi selettivi, e il dossier Groenlandia si sposterebbe su un tavolo piรน ampio senza legame diretto con le tariffe. Lโ€™effetto sarebbe un rimbalzo dei ciclici e dei titoli piรน esposti allโ€™export, un calo della domanda di CHF, un euro piรน stabile con possibile recupero e un raffreddamento dellโ€™oro, pur su livelli elevati se restasse il dubbio sulla stabilitร  della policy.

Sul fronte settoriale, si legge nel report di IG Italia, auto e industriali vengono indicati come ad alta sensibilitร  a tariffe, ritorsioni e domanda estera, con rischio piรน elevato in caso di escalation. Chimica e materiali risultano vulnerabili alla compressione dei margini e alla volatilitร  della domanda. I consumer globali e il lusso esprimono meno rischio โ€œtariffa puraโ€ e piรน rischio legato a fiducia e geopolitica. I difensivi, come utility, healthcare e telecomunicazioni, emergono come relativi vincitori nelle fasi risk-off, soprattutto nello scenario base e in quello di escalation. Metalli preziosi come oro e argento restano coperture naturali finchรฉ la probabilitร  di eventi estremi rimane molto elevata.

Tra gli elementi da monitorare, Diodovich indica le comunicazioni ufficiali dellโ€™Ue, per valutarne unitร  e tono su eventuali ritorsioni, e gli incontri a Davos, che potrebbero diventare un driver di escalation o de-escalation.

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