Merger Unicredit-Mps, si fa strada l’ipotesi mini-banca

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La banca controllata dal Tesoro starebbe lavorando alla fusione con UniCredit tramite lo spin-off, per un periodo fino a tre anni, di una Banca Mps “ridotta” e radicata in Toscana, per preservare sia il marchio, sia alcuni business regionali verso cui le autorità locali sarebbero molto “sensibili”.


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Ipotesi spin-off di una Mps “ridotta”

Acquisti sul titolo Mps dopo le indiscrezioni di stampa sul futuro dell’istituto. Secondo quanto riportato dal Messaggero di oggi, la banca controllata dal Tesoro (per il 64%) starebbe lavorando alla fusione con UniCredit tramite lo spin-off, per un periodo fino a tre anni, di una Banca Mps “ridotta” e radicata in Toscana, per preservare sia il marchio, sia alcuni business regionali verso cui le autorità locali sarebbero molto “sensibili”. Un passaggio controverso che però ha visto il favore dei mercati: il titolo alle 12 guadagna il 2,32% a 1, 058 euro, mentre quello del “pesce grosso” Unicredit cede lo 0,62% a 7,538 euro.

Il progetto sarebbe subordinato al disco verde dell’acquirente, e comprenderebbe circa 300 sportelli fisicamente radicati ma mantenuti sotto un'entità giuridica separata per i primi anni.

Compromesso che divide

Il compromesso sarebbe visto di buon occhio dal potere politico regionale, come presidente della Regione, Eugenio Giani (Pd), ma dovrebbe far fronte alla possibile opposizione della Vigilanza. La proposta, inoltre, si scontra con le richieste della Bce e delle autorità nazionali di un consolidamento del settore, verso la creazione di pochi campioni nazionali, mentre la mossa di Mps va in direzione di un’ulteriore balcanizzazione del panorama bancario italiano.

Il “piano Mps” sarebbe indirizzato a mantenere l’occupazione (in un momento di forte crisi) e a mantenere anche un “vessillo”: quello del più antico istituto al mondo, che verrebbe cannibalizzato in una fusione con un partner delle proporzioni di Unicredit.

Unicredit ancora impegnata nella ricerca del sostituto di Mustier

Come anticipato il mercato ha visto di buon occhio l’ipotesi mini spin-off e il titolo si è collocato a fine mattinata nella parte alta del Ftse Mib di Milano. Fiacca Unicredit, impegnata anche nell’iter per individuare il successore del Ceo uscente Jean Pierre Mustier. L’intenzione sarebbe quella di individuare un candidato nella seconda metà di gennaio e, comunque, prima della presentazione dei conti 2020, fissata per prossimo il 10 febbraio.

Questa mattina l’istituto ha anche annunciato la vendita di Sia Unicredit Leasing, la sua controllata attiva nei Paesi Baltici a seguito della sottoscrizione dell’accordo di compravendita del dicembre 2019 e delle autorizzazioni da parte delle autorità competenti. La transazione – si legge in una nota – avrà un impatto positivo marginale sul Cet1 ratio consolidato nel primo trimestre 2021. L’esposizione debitoria intragruppo è stata interamente rimborsata al completamento della transazione.


Certificate
Isin: CH0584953050
Possibile Maxicedola del 10% e rendimento annuo del 4% su Deutsche Bank, Unicredit e Bnp Paribas
Isin CH0584953050 - Certificate su Deutsche Bank, Unicredit e Bnp Paribas
Sottostanti:
Deutsche BankUniCreditBNP Paribas
Rendimento annuo:
4%
Cedole trimestrali:
1%
ISIN:
CH0584953050
Emissione:
18 dicembre 2020
Scadenza:
22 dicembre 2025
Barriera Maxicedola:
35%
Barriera a Premi Trimestrali:
70%
Barriera Ritiro Anticipato:
100%
Barriera sul Capitale:
70%
Emittente:
Leonteq
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I titoli citati nell'Articolo

Titolo:
Codice: UCG.MI
Isin: IT0005239360
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Codice: BMPS
Isin: IT0005218752
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