Meta pronta a tagliare 15.000 posti per finanziare la corsa all’AI

Secondo indiscrezioni, il gruppo potrebbe ridurre oltre il 20% della forza lavoro per sostenere gli enormi investimenti nell’AI. Intanto firma un contratto da 27 miliardi con Nebius per potenziare la capacità di calcolo. Il titolo sale nel preborsa e gli analisti vedono ancora forte crescita
Indice dei contenuti
Il più grande piano di riduzione del personale nella storia della società
Meta potrebbe avviare uno dei più grandi piani di riduzione del personale della sua storia. Secondo indiscrezioni riportate da CNBC e Reuters, il gruppo guidato da Mark Zuckerberg starebbe valutando tagli superiori al 20% della forza lavoro, pari a oltre 15.000 dipendenti.
La società non ha confermato ufficialmente il piano, ma neppure lo ha smentito. Un portavoce ha definito le indiscrezioni “speculative”, mentre fonti interne riferiscono che ai dirigenti è stato chiesto di preparare scenari di riduzione dell’organico.
I mercati sembrano apprezzare la prospettiva di un ulteriore intervento sui costi: nel preborsa di oggi il titolo Meta sale del 2,7% a 630,5 dollari.
Licenziamenti per finanziare l’AI
Il possibile piano di riduzione del personale va letto alla luce della strategia che Meta sta perseguendo negli ultimi due anni: spostare enormi risorse finanziarie nello sviluppo dell’intelligenza artificiale.
Nel 2026 il gruppo prevede infatti investimenti in AI compresi tra 115 e 135 miliardi di dollari, circa il doppio rispetto al 2025.
Meta fa parte di quello che a Wall Street viene definito il gruppo degli “hyperscaler”, ovvero i giganti tecnologici capaci di investire su scala globale in infrastrutture digitali come cloud e data center. Secondo le stime di Bloomberg, i principali hyperscaler — Meta, Amazon, Alphabet e Microsoft — spenderanno complessivamente circa 650-700 miliardi di dollari nel 2026 per sviluppare data center e capacità di calcolo dedicate all’intelligenza artificiale.
L’IMPENNATA DEGLI INVESTIMENTI DEI COLOSSI DELL’AI
(I dati del 2026 sono una media fra le indicazioni delle società e le stime degli analisti)
Questo enorme aumento della spesa ha iniziato a preoccupare alcuni investitori, che temono un divario temporaneo tra investimenti e ricavi generati dall’AI. Ridurre il personale potrebbe quindi essere uno dei modi con cui Meta intende difendere la redditività mentre accelera sugli investimenti tecnologici.
Il maxi-contratto da 27 miliardi con Nebius
La strategia di espansione nell’AI è stata confermata anche da un’altra notizia arrivata negli ultimi giorni. Meta ha firmato un accordo con Nebius Group, società olandese specializzata in infrastrutture cloud per l’intelligenza artificiale, per un valore complessivo fino a 27 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni.
Il contratto prevede che Nebius fornisca a Meta 12 miliardi di dollari di capacità di calcolo dedicata a partire dal 2027, con un ulteriore impegno fino a 15 miliardi di dollari per infrastrutture aggiuntive.
Si tratta di uno dei più grandi accordi mai siglati da Meta per infrastrutture tecnologiche e testimonia la volontà del gruppo di rafforzare rapidamente la potenza di calcolo necessaria per sviluppare nuovi modelli di intelligenza artificiale.
Nebius è una delle cosiddette “neocloud”, nuove società che costruiscono data center specializzati per addestrare modelli di AI. Il gruppo collabora strettamente con Nvidia, che recentemente ha annunciato un investimento di 2 miliardi di dollari nella società.
Meta, un titolo che gli analisti giudicano sottovalutato
Nonostante la forte spesa per l’intelligenza artificiale, gli analisti restano ottimisti sulle prospettive finanziarie di Meta. Dall’inizio del 2026 il titolo ha perso circa il 7%, mentre su base annua la performance è quasi invariata (+1% negli ultimi dodici mesi).
Il consenso degli analisti prevede tuttavia una forte crescita dei risultati nei prossimi anni. Per il 2026 le stime indicano ricavi per 251 miliardi di dollari e utile netto di 75,8 miliardi: entrambi i valori implicano una crescita del 25% rispetto al 2025.
Sulla base di queste previsioni il titolo tratta a circa 20 volte gli utili, una valutazione che molti analisti considerano contenuta per una società con queste prospettive di crescita. La media dei target price è infatti pari a 862 dollari, livello che implica un potenziale rialzo di circa il 40% rispetto alle quotazioni attuali.
La Finestra sui Mercati
Tutte le mattine la newsletter con le idee di investimento!


