Mps, confermato lo shortfall per 500 milioni e tempi del piano ancora incerti

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La banca senese ha visto calare il proprio utile nel primo trimestre dell’anno, mentre il nuovo piano verrà comunicato nel corso del mese di giugno ma non avrà ancora l’approvazione finale da parte dell'autorità.


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La trimestrale di Mps

Utile in calo per Monte dei Paschi di Siena nei primi tre mesi del 2022. La crescita nel periodo della banca senese, infatti, si ferma a 10 milioni di euro, a fronte dei 119 milioni conseguiti nello stesso periodo del 2021 e di una perdita di 79 milioni del trimestre precedente.

Flessione che “risente di un maggior contributo dalla cessione di titoli registrato nel primo trimestre 2021, nonché di minori accantonamenti ed inferiori oneri di sistema”, spiegavano da Mps.

In calo anche i ricavi complessivi, scesi del 4,6% a 783 milioni di euro, a causa “soprattutto della diminuzione degli altri ricavi della gestione finanziaria, che nel primo trimestre 2021 avevano beneficiato di maggiori utili derivanti dalla cessione dei titoli”.

Aumentato il margine di interesse, salito del 15,6% a/a a 323 milioni, mentre le commissioni nette al 31 marzo sono state pari a 369 milioni, in leggero calo (-0,8%) rispetto allo stesso periodo 2021.

Per quanto riguarda i coefficienti patrimoniali, il Common Equity Tier 1 Ratio è risultato dell’11,6% rispetto al 12,5% di fine 2021 e al 12,2% del 31 marzo 2021 e il Total Capital Ratio è sceso al 15,3%, quando a fine 2021 era del 16,1%.

Aumenta la percentuale di copertura dei crediti deteriorati, passando dal 47,9% di fine 2021 all’attuale 50,8%, per effetto dell’incremento della percentuale di copertura delle sofferenze (che passa dal 63,7% al 65,6%), delle inadempienze probabili (che passa dal 36,7% al 39,5%) e dei finanziamenti scaduti deteriorati (che passa dal 22,7% al 23,5%).

Le nubi all’orizzonte

L’orizzonte della banca più antica al mondo in attività, inoltre, resta ancora pieno di nubi, in quanto lo stesso board ha avvisato che “al 31 marzo 2023 potrebbe emergere uno shortfall di circa 500 milioni di euro, in linea con l’ammontare comunicato in sede di approvazione del bilancio 2021”.

L’ammanco è previsto “considerando la riduzione programmata di capitale collegata al phase-in IFRS9 e assumendo il pieno recepimento degli effetti inflattivi sui risk weighted assets connessi alle evoluzioni sui modelli di misurazione del rischio di credito per effetto delle EBA Guidelines, sull'aggregato patrimoniale Tier 1”, spiegavano dall’istituto.

Shortfall che dovrebbe essere superato “attraverso la realizzazione di un’operazione di rafforzamento patrimoniale su base stand alone” fino a 2,5 miliardi di euro, dunque confermato dal vertice di Mps.

A Piazza Affari, intanto, il titolo accelera al ribasso dopo circa due ore di contrattazioni e cede oltre il 4%, scendendo a 0,72 euro per azione dopo essere stato sospeso.

Incertezze sul piano industriale

Per il piano industriale di Mps bisognerà attendere il prossimo 23 giugno ed è attualmente in corso di revisione con il fine di “definire in dettaglio le direttrici e le azioni sottostanti”, anche alla luce “dell’evoluzione del mutato scenario economico” di “recepire quanto derivante dal confronto con BCE e Dg Comp”.

Nella conference call con gli analisti, l’ad Luigi Lovaglio ha avvisato che il piano non sarà già stato approvato “in toto” dalla BCE, anche se “la nuova roadmap rifletterà le aspettative del regolare e si muoverà lungo cinque priorità qualitative”.

“Abbiamo in corso un dialogo che definirei costruttivo con la Banca centrale europea: il piano sembra già in linea con le aspettative” dell'ex Eurotower, aggiungeva Lovaglio, mostrandosi ottimista sulla possibilità che il piano “venga percepito correttamente dalla BCE”.

Per il momento, però, Lovaglio non si sbilanciava sui tempi del piano, in quanto attualmente non vi è una stima precisa dei tempi necessari alle Autorità competenti per portare a termine i rispettivi processi approvativi.

In particolare, DG Comp e BCE dovranno valutare l’intervento dello Stato sulla base della viability stand alone della banca alla luce del piano 2022-2026 e non si può escludere l’emergere di circostanze ed elementi non prevedibili attualmente che potrebbero incidere sull’iter autorizzativo, compreso il rafforzamento patrimoniale.

L’analisi di Equita Sim

Gli analisti di Equita Sim sottolineano come l’utile netto comunicato oggi sia migliore delle attese grazie agli utili da trading, mostrando anche un Cet1 Fl al 10,8%.

Secondo questi esperti, “l’andamento dei ricavi core è complessivamente in linea con le nostre stime sia in termini di NII che di commissioni (369 milioni, ie -1% QoQ, meglio dei 362 milioni stimati)”.

La “principale sorpresa rispetto alle nostre stime è costituita dai ricavi da negoziazione (79 milioni, rispetto ai 15 milioni attesi), mentre il CoR a 57bps (vs 56bps) è allineato alle stime”, aggiungono.

Inoltre, riguardo all’asset quality “l’NPE ratio sale di 10 bps a 4,8%, con un aumento del coverage di 290 punti base al 50,8%. Dal punto di vista del capitale, il CET1 Fully loaded è in calo di 20 punti base al 10,8% (200 punti base di buffer rispetto al requisito SREP)”.

In conclusione, dalla sim sottolineano la conferma delle “stime di shortfall di capitale Tier 1 comunicate nel quarto trimestre del 2021, per l’appunto lo shortfall da 500 milioni a fine 2022”, mentre in attesa della “presentazione del piano industriale il prossimo 23 giugno, l’entità dell’aumento di capitale è attualmente stimata in 2,5 miliardi ma è soggetta a revisione”.


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