Mps, focus ancora sui tempi dell’aumento di capitale


Il Ceo della banca senese vorrebbe accelerare sui tempi dell’operazione per evitare pressioni politiche derivanti dal nuovo governo in carica dopo le elezioni del 25 settembre, anticipandone la conclusione a fine ottobre.


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Nuovo rialzo di Mps

Terzo giorno consecutivo in verde per Monte dei Paschi di Siena, nella settimana del consiglio di amministrazione di giovedì che vedrà l’aumento di capitale da 2,5 miliardi tra i punti all’ordine del giorno.

Ieri le azioni della banca senese avevano chiuso con un brillante +18,95% sulla scia della possibile partecipazione all’operazione di Anima Holding, mentre oggi l’apertura di Piazza Affari aveva visto il titolo entrare subito in volatilità quando guadagnava il 5,7%, per poi ripiegare leggermente (+2%) alla ripresa degli scambi.

Lovaglio accelera

Se dal fronte Telecom Italia si attendono le elezioni per decidere il futuro sulla rete unica, il Ceo di Mps, Luigi Lovaglio, starebbe lavorando in direzione opposta, accelerando sull’aumento di capitale ed evitare possibili condizionamenti derivanti dal risultato del 25 settembre.

Secondo quanto scrive Il Sole 24 Ore, infatti, Lovaglio vorrebbe concludere l’aucap per fine ottobre, andando contro anche la volontà di alcune banche del consorzio, propense ad attendere il nuovo esecutivo.

Posizione, questa, espressa nel fine settimana anche dal consigliere economico di Giorgia Meloni, Maurizio Leo, propenso a rinviare l’operazione alla nomina del futuro governo.

Anima e Axa

Il rally del titolo Mps dei giorni scorsi era stato sostenuto dalla disponibilità di Anima Holding, propensa a mettere sul tavolo fino a 250 milioni di euro, rendendo così l’aumento di capitale più realizzabile.

L’interesse di Anima risiederebbe nell’estensione degli accordi in essere a fronte dei quali ci sarebbe da parte dei partner commerciali una somma che andrebbe a coprire la necessità di una porzione del fabbisogno di capitale di Mps.

Alcuni analisti ritengono che Anima potrebbe contribuire fino a una quota del 5% dell’aumento di capitale e potrebbe riservarsi un extra cash in base agli accordi commerciali che verranno presi.

Lo scorso 6 settembre, però, il tavolo tra Anima e Mps per discutere dell’aucap non è stato aperto.

Resta ancora la disponibilità di Axa, storico partner della banca senese, mentre sembra non voler partecipare Generali dopo la discesa sotto il 3% del capitale che potrebbe aprire la strada all’uscita completa.

Secondo gli analisti di Intermonte, “la situazione resta complessa ma l’eventuale partecipazione dei due partner industriali Anima ed Axa potrebbe ridurre l'overhang risk”.


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