MPS, il CdA rimuove il CEO Lovaglio: crollo del titolo e futuro incerto sull'OPA Mediobanca

Il consiglio di amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena ha defenestrato il CEO Luigi Lovaglio il 5 marzo 2026, a sorpresa e senza preavviso, dopo quattro anni alla guida della banca senese. La notizia ha innescato una doppia ondata di vendite: il titolo BMPS ha ceduto -4,19% a 7,366€, mentre Mediobanca (obiettivo dell'OPA ostile lanciata da MPS) è scivolata del -4,55% a 16,065€. Il futuro dell'operazione di consolidamento bancario più discussa d'Italia torna a essere avvolto nell'incertezza.
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La rimozione di Lovaglio: uno shock per il mercato
Il consiglio di amministrazione di Monte dei Paschi di Siena ha deliberato la rimozione di Luigi Lovaglio dalla carica di amministratore delegato nella seduta del 5 marzo 2026, una mossa che ha colto di sorpresa l'intero mercato finanziario italiano. Lovaglio era alla guida della banca dal gennaio 2022, quando era stato chiamato a gestire uno dei risanamenti più complessi della storia bancaria europea. In quattro anni, aveva traghettato MPS dal baratro — con lo Stato italiano azionista di maggioranza dopo il salvataggio pubblico — verso la redditività, la restituzione dei dividendi e, infine, il lancio di una OPA ostile su Mediobanca annunciata nel 2025. La destituzione arriva a pochi giorni dalla presentazione del nuovo piano industriale (27 febbraio), nel quale la banca aveva promesso distribuzioni agli azionisti per circa 16 miliardi di euro nei prossimi cinque anni, ipotizzando un'integrazione di successo con Mediobanca. I mercati hanno reagito con vendite immediate e decise.
Il crollo in Borsa: MPS e Mediobanca nel mirino
La reazione di Piazza Affari è stata immediata e pesante. Il titolo BMPS ha chiuso la seduta del 5 marzo a 7,366€, con una perdita giornaliera del -4,19% su volumi elevati (quasi 48 milioni di azioni scambiate). In una prospettiva più ampia, il titolo ha perso oltre il -21% rispetto ai massimi di inizio anno — il 2 gennaio quotava 9,35€ — riflettendo settimane di crescente incertezza sull'operazione Mediobanca. Anche il titolo di Mediobanca (MB.MI) ha subito un pesante contraccolpo, cedendo il -4,55% a 16,065€, dai 18,08€ del 2 marzo. Il sentiment degli analisti su entrambi i titoli risulta negativo (indice normalizzato a -0,13), segnale che la fiducia del mercato sull'esito dell'operazione si è significativamente deteriorata. Anche il resto del settore bancario italiano ha risentito del clima di incertezza:
- UniCredit (UCG.MI): -2,70% a 66,93€
- Intesa Sanpaolo (ISP.MI): -1,97% a 5,315€
L'OPA su Mediobanca: operazione a rischio?
La rimozione di Lovaglio mette in discussione il futuro dell'OPA ostile su Mediobanca, che rappresentava il pilastro strategico del piano di crescita di MPS. L'operazione — accolta con forte resistenza dal management di Mediobanca e dai mercati — puntava a creare un grande polo bancario e finanziario italiano, con Mediobanca che avrebbe portato in dote la partecipazione in Generali e la controllata di asset management Kairos. Con la scomparsa del principale artefice dell'operazione, si apre ora una fase di profonda incertezza su:
- La continuità della strategia di acquisizione
- La nomina di un nuovo CEO e la sua visione industriale
- Il posizionamento del Ministero dell'Economia (MEF), ancora azionista rilevante di MPS
- Le tempistiche dell'OPA e l'eventuale revisione dei termini dell'offerta Gli analisti si interrogano se il CdA abbia agito per frenare l'operazione o, al contrario, per accelerarla con una guida più aggressiva.
Il contesto: quattro anni di risanamento e ambizioni di crescita
Luigi Lovaglio aveva ereditato una banca in condizioni critiche, frutto di anni di cattiva gestione, scandali e aumenti di capitale ripetuti sostenuti dallo Stato italiano. In quattro anni aveva:
- Riportato MPS alla profittabilità, con utili netti in costante crescita
- Ridotto drasticamente i crediti deteriorati (NPL)
- Avviato un piano di restituzione di dividendi agli azionisti
- Lanciato l'OPA su Mediobanca, operazione da circa 6,3 miliardi di euro Il 27 febbraio, appena una settimana prima della sua rimozione, aveva presentato un piano quinquennale che prevedeva distribuzioni cumulate agli azionisti per 16 miliardi di euro e una crescita significativa dei ricavi grazie all'integrazione con Mediobanca. La notizia del piano aveva però già deluso i mercati, con il titolo in calo nonostante le promesse di generosi ritorni.
Cosa osservare nelle prossime ore e implicazioni per gli investitori
Per gli investitori, le prossime ore saranno decisive per capire la direzione che prenderà MPS. I principali elementi da monitorare:
- Nomina del nuovo CEO: chi guiderà la banca e quale sarà la sua posizione sull'OPA Mediobanca
- Comunicazioni del MEF: il Ministero dell'Economia, azionista di riferimento, potrebbe fornire indicazioni sulla strategia futura
- Andamento del titolo BMPS nelle prossime sedute: la tenuta di area 7€ sarà un test tecnico cruciale
- Premio dell'OPA su Mediobanca: con il titolo MB in calo, il rapporto di concambio potrebbe essere rinegoziato Per gli investitori retail, la situazione è ad alto rischio e alta volatilità: chi detiene posizioni su MPS o Mediobanca dovrebbe monitorare attentamente gli sviluppi nelle prossime 24-48 ore, evitando mosse affrettate in assenza di chiarezza sulla governance e sulla strategia industriale della banca senese.
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