Mps in rosso nel 2020. Unicredit impegnata nella ricerca del nuovo Ceo

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Occhi puntati sul deal Unicredit-Mps. Mentre l’istituto di Piazza Gae Aulenti è impegnato nella ricerca del successore di Mustier, Mps si prepara a chiudere l’anno in perdita con una previsione di ritorno all’utile soltanto a partire dal prossimo anno. Alle 12 i titoli degli istituti in negativo a Piazza Affari in linea con l’andamento del settore.


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Cresce l’attenzione sulle future decisioni di Gae Aulenti

Si rincorrono le indiscrezioni in casa Banca Mps, dove emerge il rosso sui conti 2020 in attesa di uno spiraglio verso il “sì” alle nozze con Unicredit. Quest’ultima, però ha espresso chiaramente le sue intenzioni nel breve periodo: prima il consigliere delegato, la lista per il consiglio e poi un’eventuale decisione su Mps. Lo ha detto il presidente, Cesare Bisoni, in un’intervista al Sole 24Ore.

Bisoni: a buon punto sulla selezione del nuovo ad

Sulla selezione del nuovo ceo «siamo a buon punto», ha dichiarato Bisoni. Il cacciatore di teste Spencer Stuart sta valutando i potenziali candidati, internamente ed esternamente, con l’obiettivo di individuare «nel minor tempo possibile» una lista. «Siamo l’unica Global Sifi in Italia – ha detto il presidente – e serve quindi un profilo di caratura coerente con l’importanza del ruolo». In merito alla posizione da prendere su Mps, invece, evita commenti. «Ribadisco solo che il consiglio non accetterà mai alcuna operazione che non sia nell'interesse esclusivo del Gruppo e dei suoi azionisti».

Per il nuovo Ceo è probabile un’investitura a metà febbraio, dopo l’approvazione dei risultati finanziari (il cda per l’approvazione del bilancio 2020 è calendarizzato per il 10 febbraio 2021). Oggi, intanto, il Cda si riunirà per discutere il lavoro del Comitato nomine di Unicredit, presieduto da Stefano Micossi, incaricato di individuare la figura che sostituirà Jean Pierre Mustier e imprimerà una nuova strategia al gruppo. Tra i nomi circolati nelle scorse settimane, riporta MF, resistono quelli di Andrea Orcel (ex Ubs) e di Alberto Nagel (attuale Ad di Mediobanca) mentre sembrano perdere consistenza le ipotesi di Marco Morelli e forse anche di Flavio Valeri (ex Deutsche Bank), gradito però agli azionisti tedeschi e, parrebbe, anche alla Bce.

Mps, chiusura 2020 in perdita per oltre 500 milioni

Intanto, secondo quanto riporta questa mattina il quotidiano la Repubblica, l’istituto senese chiuderà l’anno in perdita di circa 562 milioni di euro, mentre nel 2021 si tornerà all’utile. L’indiscrezione emerge dal piano industriale al 2025 approvato dal Cda della banca lo scorso 17 dicembre. Nel piano sarebbe previsto un rafforzamento patrimoniale da 2 miliardi di euro, e il rosso sul 2020 dovuto a nuove rettifiche su crediti e 500 milioni legati a oneri di ristrutturazione.

La strategia della banca dovrebbe prevedere una rapida focalizzazione regionale concentrata sulle Pmi, una stretta sui costi con 2.670 uscite (900 a Siena) e la chiusura di 100 filiali, rispettando i requisiti di capitale. Nel 2022 l’uscita dal tunnel, con un ritorno all’utile per 41 milioni di euro. Nei piano è prevista anche la semplificazione della governance della controllata Widiba mentre  Mps Capital Services e Mps Leasing & Factoring potrebbero essere aggregate.

Nel piano Mps punta anche a rafforzare il bilancio con un “cuscinetto patrimoniale da 13 miliardi in autofinanziamento” a partire dal 2023 e cessione di attivi per 400 milioni di euro. Per quanto riguarda i crediti deteriorati, dopo essere scesi a 4,1 miliardi dopo la scissione di 8,1 miliardi a favore di Amco, torneranno a salire a 5,8 miliardi nel 2021 e a 6,8 miliardi nel 2025.Dopo il cda del prossimo 28 gennaio si avrà una visione più chiara intanto l’attuale capital plan sarà essere inviato alla Bce entro fine mese.

Alle 12 a Piazza Affari il titolo Mps cede l’1,34% a 1,106 euro, mentre l’indice di settore lascia sul terreno l’1,15%. Anche Unicredit in negativo dello 0,92% scambiato a 7,95 euro.


Certificate
Isin: CH0584953050
Possibile Maxicedola del 10% e rendimento annuo del 4% su Deutsche Bank, Unicredit e Bnp Paribas
Isin CH0584953050 - Certificate su Deutsche Bank, Unicredit e Bnp Paribas
Sottostanti:
Deutsche BankUniCreditBNP Paribas
Rendimento annuo:
4%
Cedole trimestrali:
1%
ISIN:
CH0584953050
Emissione:
18 dicembre 2020
Scadenza:
22 dicembre 2025
Barriera Maxicedola:
35%
Barriera a Premi Trimestrali:
70%
Barriera Ritiro Anticipato:
100%
Barriera sul Capitale:
70%
Emittente:
Leonteq
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