Mps: le condizioni poste da Unicredit al Tesoro

Gli ultimi rumor fissano la data del 27 ottobre come limite massimo per il raggiungimento dellโaccordo tra Unicredit e il Ministero del Tesoro, altrimenti la banca guidata da Orcel potrebbe tirarsi indietro nellโacquisizione di Mps. Tra le condizioni imposte ci sarebbe un aumento di capitale da sette miliardi di euro, cifra maggiore di quanto finora emerso dalle precedenti indiscrezioni.
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I tempi dellโoperazione Unicredit-Mps
Passano i giorni e le trattative tra Unicredit e il Ministero del Tesoro per lโoperazione di acquisizione di Monte dei Paschi di Siena diventano sempre piรน serrate.
Il Mef dovrร presentare alle autoritร europee un piano di privatizzazione della banca senese entro fine anno, in modo da poter uscire dal suo capitale al massimo entro i tempi accordati con Bruxelles, ovvero metร 2022.
Gli ultimi rumor raccontano di una specie di aut aut che il Ceo della banca milanese avrebbe posto al Mef, in particolare sui tempi. Secondo fonti vicine al dossier e diffuse da Il Messaggero, Andrea Orcel avrebbe imposto il raggiungimento di un accordo tra le parti โentro il 27 ottobreโ.
Il giorno successivo, infatti, รจ prevista la riunione del consiglio di amministrazione della banca con allโordine del giorno lโapprovazione della trimestrale e Orcel punterebbe a comunicare anche i dettagli dellโaccordo con il governo.
Il quotidiano romano aggiunge che, in caso di mancato raggiungimento di un accordo entro quella data, Unicredit potrebbe rinunciare allโoperazione.
"Siamo alle battute conclusive, bisogna verificare se ci sono le condizioni idonee per chiudere", spiega allโagenzia Reuters una fonte di via XX Settembre.
Lโaumento di capitale
Unโaltra condizione posta da Unicredit al Tesoro riguarda la necessitร di una ricapitalizzazione di Mps per ben oltre sette miliardi di euro.
Fonti di La Repubblica spiegano che Orcel avrebbe richiesto al Mef cinque miliardi di euro per lโacquisizione e 2,3 miliardi di euro di benefici fiscali. Nel caso venisse confermata, questa cifra sarebbe piรน che doppia rispetto ai 3 miliardi di euro stimati finora.
In un documento confidenziale esaminato dallโagenzia Reuters, inoltre, si specifica che lโoperazione prevede un aumento in opzione ai soci con offerta a terzi dellโinoptato, da offrire agli investitori di mercato per rispettare la disciplina europea sugli aiuti di stato.
La banca milanese finanzierebbe lโacquisizione del compendio con lโemissione di nuove azioni, rendendo il Tesoro, oltre a eventuali nuovi azionisti di Mps, detentori di titoli Unicredit.
La parte residua di Mps che comprende i rischi legali e parte degli immobili storici di Siena potrebbe andare a Fintecna, societร controllata da Cassa depositi e prestiti.
Altre richieste di Unicredit
Da Piazza Gae Aulenti avrebbero aggiunto altre condizioni per lโacquisizione e non sarebbero intenzionati a fare nessun passo indietro rispetto alle sue richieste.
Giร a luglio, Unicredit aveva accettato di trattare col Ministero a condizione che lโoperazione non avesse alcun impatto sui coefficienti di capitale e assicuri una crescita dellโutile per azione pari almeno al 10%.
Secondo le ultime indiscrezioni, Unicredit sarebbe disponibile allโacquisizione di Mps, ma senza le sue quattro partecipate e senza i suoi Non performing loans (Npl) e i Unlikely To Pay (Utp).
Inoltre, la banca chiede anche โun adeguamento della copertura sui crediti, esuberi, Dta e 300 filiali in meno, quindi circa il 65% dellโattuale gruppoโ.
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