Mps preferita da BofA: “occasione d’acquisto”

Mps preferita da BofA: “occasione d’acquisto”

La banca statunitense prevede un quarto trimestre solido per gli istituti italiani, prevedendo un NII sui depositi in crescita e un aumento degli Assets Under Management.

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Il report di Bank of America sulle banche italiane

Banca Monte dei Paschi sotto le luci dei riflettori degli analisti in questa giornata mentre Bank of America ha realizzato un report sulle banche italiane.

Per la banca statunitense, gli istituti tricolore comunicheranno un quarto trimestre “solido”, con un margine di interesse (NII) resiliente su depositi in crescita, influenzato positivamente anche dalla stagionalità.

Gli Assets Under Management (AUM) sono aumentati dell'1% su base trimestrale a novembre (Assogestioni), sebbene con un leggero calo dei Net New Money (NNM).

Le commissioni dovrebbero comunque essere supportate da saldi medi degli AUM e commissioni di performance più elevati. La crescita dei prestiti continua la sua ripresa ed è ora in territorio positivo.

Mps opportunità d’acquisto

Per BofA, Mps rappresenta un importante opportunità d’acquisto (buy), mantenendo il titolo senese tra le ‘top pick’ con target price a 11,50 euro dopo averlo alzato dagli 11 euro precedenti lo scorso 9 gennaio rispetto ai 9,715 euro di oggi (+0,20%).

La nuova Mps “offre un franchising interessante", spiegano gli analisti della banca, in quanto “mantiene ampie disponibilità finanziarie con circa il 70% di depositi sticky e a bassa remunerazione. Mediobanca apporta prodotti chiave nei settori del credito al consumo, CIB, WM e una partecipazione di circa il 13% in Generali. Ma tutto questo ha avuto un costo e l'incertezza sulla strategia è stata in balia del flusso di notizie”.

Il piano industriale in arrivo “è quindi un catalizzatore chiave per tracciare una linea di demarcazione e mettere a tacere le preoccupazioni sulla governance. Viene stimato un ROTE di circa il 16% e un DPS in crescita dagli 86 centesimi di euro del 2025”, concludono da BofA.

Luci su UniCredit

Anche UniCredit rappresenta un’opportunità di acquisto per BofA che fa notare che non esiste una formula magica per il successo delle acquisizioni, ma una strategia "attenta e attendista" può essere preziosa quando le partecipazioni consentono un consolidamento azionario.

Tuttavia, sottolinea anche che UniCredit ha convertito la sua partecipazione in derivati in Alpha, generando circa 80 punti base di consumo di CET1, il che è significativo e rende convincente un'acquisizione. Questo, insieme alla crescita organica, offre una solida crescita degli utili, con UniCredit sulla buona strada per raggiungere circa 12 miliardi di euro entro il 2027, ovvero circa 13,5 miliardi di euro pro forma per Alpha, ben al di sopra del consensus.

Sulle azioni UniCredit, il target price resta a 85 euro, anche in questo caso dopo il rialzo del 9 gennaio (da 80 euro precedenti), mentre oggi trattano a 72,43 euro (+0,90%).

Momento strategico per Intesa Sanpaolo

Intesa Sanpaolo si trova in un momento strategico chiave con il nuovo piano industriale in arrivo. "Definiamo "cash cow" le aziende che hanno raggiunto lo status di leader di mercato, generano un flusso di reddito costante e un ritorno sugli asset superiore al tasso di crescita del mercato”, scrivono da Bofa (neutral), e Intesa rientra in questa definizione: è il campione nazionale in Italia, con circa il 90% dei suoi utili realizzati a livello nazionale. Questo è un punto di forza, ma anche un limite.

“Con una generazione organica di capitale di oltre 330 punti base all'anno e DTA di circa 100 punti base, Intesa potrebbe aumentare ulteriormente i dividendi al 75% e oltre. Ma poi? A nostro avviso, la sfida principale di Intesa nel medio termine rimane quella di esportare il suo successo al di fuori dell'Italia".

Tp alzato su Poste Italiane

Tra gli altri titoli italiani, Bofa è neutral su Banco Bpm e underform su Poste Italiane, con il target price di quest’ultima alzato da 20,5 a 21,50 euro.

Su Poste Italiane, viene aumentata la stima sull'utile per azione (EPS) di circa il 9% nel 2026, incrementando le aspettative di fatturato nelle divisioni chiave, tra cui servizi finanziari (con l'irripidimento della curva), assicurazioni e corrispondenza e pacchi.

BofA prevede ora un EBIT per il 2026 di 3,3 miliardi di euro. Le stime aumentano del 3% nel 2027 e rimangono invariate per il 2028. Integra inoltre le ultime stime di consenso per Telecom Italia e ipotizza che il dividendo pagato venga aggiunto al dividendo di Poste solo a partire dal 2027-28.

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