Mps, redditività in crescita nel 2025 con l’apporto di Mediobanca

Il dividendo dell’istituto senese resta tra i più elevati del settore e a fine febbraio verrà annunciato il piano industriale di integrazione con Piazzetta Cuccia.
Indice dei contenuti
I risultati di Mps nel 2025
Un 2025 di crescita per Banca Monte dei Paschi di Siena, a cui ha contribuito sensibilmente l’entra nel gruppo di Mediobanca.
La banca senese, infatti, ha chiuso lo scorso anno con un utile netto in crescita (+17,7%) rispetto al 2025 (1,95 miliardi), a 2,75 miliardi, mentre compresa Mediobanca (quarto trimestre), il risultato sale a 3,03 miliardi. La crescita di Mps nel quarto trimestre (utile netto a 1,35 miliardi) deriva dai crediti d’imposta di cui ha beneficiato per l’integrazione di Piazzetta Cuccia.
L'utile netto del quarto trimestre consolidato al netto del gruppo Mediobanca si è attestato a 1.384 milioni di euro, si legge in una nota. I ricavi complessivi del trimestre sono stati pari a 1.903 milioni, con un incremento del 2% rispetto al trimestre precedente. L'Ebitda è stato sostenuto da una crescita delle commissioni nette del 4,9% trimestre su trimestre.
Per quanto riguarda i coefficienti patrimoniali, al 31 dicembre 2025 il Common Equity Tier 1 Ratio si è attestato a 16,2% (rispetto al 17% del 30 settembre 2025 e al 18,3% del 31 dicembre 2024), e il Total Capital Ratio è risultato pari a 18,4% (rispetto al 19,4% del 30 settembre 2025 e al 20,6% del 31 dicembre 2024). Al 31 dicembre 2025 il CET1 non include gli utili di esercizio.
Il cda proporrà la distribuzione di un dividendo di 0,86 euro per azione per un totale di oltre 2,6 miliardi (poco più di 1 miliardo lo scorso anno), corrispondente ad un dividend yield del 10%, “che si conferma tra i più elevati del settore”, sottolinea la banca.
A Piazza Affari, però, l’accoglienza dei conti resta fredda: le azioni Mps aprono la seduta in negativo (-3%), scendendo fino a 8,707 euro.
Piano industriale
Mps ha annunciato che il piano industriale di integrazione con la banca di piazzetta Cuccia sarà presentato il prossimo 27 febbraio.
In linea con quanto già indicato nel contesto dell'offerta su Mediobanca e in coerenza con gli obiettivi dell'Opas, gli impegni assunti e le prescrizioni ricevute nell'ambito del procedimento autorizzativo con l'Autorità di Vigilanza, hanno registrato "un'accelerazione le attività finalizzate alla piena integrazione tra i due istituti bancari per il massimo sviluppo delle sinergie industriali annunciate con l'operazione".
In questo quadro, spiega il Monte, sarà definita la struttura del gruppo, "pienamente allineata al razionale industriale dell'offerta e orientata alla massimizzazione della creazione di valore", mediante la valorizzazione delle competenze distintive e delle risorse professionali in un modello operativo specializzato, con Mediobanca quale legal entity focalizzata sulle attività di corporate & investment banking e private banking di alta fascia. Le linee guida della riorganizzazione societaria verranno finalizzate nelle prossime settimane, con l'obiettivo di arrivare all'approvazione definitiva del piano di integrazione entro il 26 febbraio, in conformità alle prescrizioni regolamentari connesse all'autorizzazione della Bce nell'ambito dell'Opas.
Il piano di Mediobanca
Per quanto riguarda Mediobanca, le previsioni del Piano 2025-2028 verranno aggiornate, in coerenza con la revisione delle linee guida strategiche del gruppo Mps.
Per Mediobanca, “l'avvio del 2026 coincide con il cambio di esercizio sociale, che chiuderà il 31 dicembre”, viene spiegato dall’istituto, che evidenzia come “il primo trimestre dell'anno vede un andamento commerciale solido nel Consumer Finance, caratterizzato da livelli buoni di attività, con riflessi positivi sul margine di interesse”.
La seconda parte del 2025 è stata "una fase di trasformazione sostanziale a seguito del cambio di controllo della banca. I nostri risultati confermano la resilienza, la solidità e la coerenza strategica. Mediobanca ha continuato a fare affidamento su solide basi commerciali e competenze professionali distintive. Questa qualità ci consente di prepararci per un nuovo capitolo della nostra storia, forte di 8 anni di fiducia nel panorama finanziario italiano ed europeo", spiegava Alessandro Melzi d'Eril, AD di Mediobanca, in un videomessaggio di commento all'esercizio (di 6 mesi) al 31 dicembre 2025. A partire dal 1° gennaio 2026 la rendicontazione seguirà il calendario solare (1° gennaio - 31 dicembre), allineato alla capogruppo Mps.
"Iniziamo il 2026, il nostro primo anno solare completo all'interno del gruppo Mps, con trend commerciali solidi, che riflettono un solido andamento dei prestiti e del margine di interesse netto nel credito al consumo e un solido franchise e una solida pipeline nel settore CIB”, prosegue il manager, evidenziando che “nel wealth management, la transizione è attivamente e positivamente sotto controllo, facendo leva su impegno, brand e competenze".
"Aggiorneremo inoltre il piano industriale 2025-2028 in coordinamento con la visione strategica del gruppo Mps”, e, “in conclusione, Mediobanca ha affrontato un'importante transizione con disciplina e resilienza. Il nostro modello di business rimane solido. La nostra posizione patrimoniale è solida. Il nostro obiettivo, focalizzarci quotidianamente sui clienti, è chiaro. Continueremo a costruire su una lunga tradizione di fiducia, professionalità e crescita responsabile".
La Finestra sui Mercati
Tutte le mattine la newsletter con le idee di investimento!



