Mps-Ue: possibile accordo sul derisking per fine gennaio

Lโaccordo รจ indispensabile allโuscita del Ministero del Tesoro, attualmente detentore del 68% del capitale di Monte dei Paschi di Siena
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Rumors di un accordo vicino
Proseguono le trattative tra Monte dei Paschi di Siena e lโUnione Europea sul tema del derisking della banca senese, operazione indispensabile allโuscita del Ministero del Tesoro dal capitale, attualmente al 68%.
Il Ministero dellโEconomia e la Commissione sarebbero vicini ad un accordo che potrebbe essere firmato tra la fine di gennaio e lโinizio di febbraio, secondo quanto scrive il quotidiano finanziario MF.
Le trattative puntano alla riduzione del multiplo npl ratio nella zona a una singola percentuale alta, vicina al 10%, comportando la cessione fino a 14 miliardi lordi di crediti deteriorati.
Lโoperazione comprenderebbe la creazione di una bad bank che accoglierebbe e gestirebbe i crediti deteriorati rimasti in bilancio, da affiancare ad una good bank che sarebbe messa sul mercato immediatamente.
Il collocamento di obbligazioni per 400 milioni
Intanto, procedono le mosse di Mps a seguito degli accordi raggiunti con lโUnione europea per il risanamento della banca. Lโistituto senese, infatti, ha comunicato il collocamento di unโobbligazione per 400 milioni di euro e il completamento del programma di emissioni Tier 2.
Secondo la nota diffusa dalla banca, รจ stato portato a termine il โcollocamento di unโemissione obbligazionaria di tipo Subordinato Tier 2 a tasso fisso, con scadenza 10 anni (rimborsabile anticipatamente dopo 5 anni dallโemissione, ad opzione dellโemittente, previa approvazione del regolatore), destinata ad investitori istituzionali, per un ammontare pari a 400 milioni di euro, ad un rendimento annuale dellโ8%โ.
Lโoperazione ha โottenuto un ottimo riscontro da parte del mercatoโ, spiega la nota, โcon ordini finali per oltre 900 milioni di euro da parte di oltre 100 investitoriโ.
Il titolo รจ stato distribuito a investitori finanziari, quali Asset Managers (86%), Banche/Private Banks (11%), Fondi Hedge (2%) e altri (1%), aventi una ripartizione geografica divisa tra Regno Unito e Irlanda (55%), Italia (28%), Svizzera (7%), Francia (5%) e altri paesi (5%).
A curarne il collocamento sono stati diversi istituti, tra cui Banca IMI, Barclays, BofA Securities, Goldman Sachs, MPS Capital Services e Natwest Markets.
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