Mps, voci di un interesse di UniCredit per la quota Delfin

Indiscrezioni di stampa ipotizzano una vendita da parte della holding della famiglia Del Vecchio che potrebbe far diventare Piazza Gae Aulenti il primo socio della banca senese.
Indice dei contenuti
UniCredit e Mps
Il risiko bancario italiano subito protagonista in questo 2026, con le prime voci dell’anno che ipotizzano una possibile mossa di UniCredit nel capitale di Banca Monte dei Paschi di Siena.
Le indiscrezioni sono state diffuse in queste ore da Il Giornale, il quale ipotizza una possibile cessione da parte di Delfin della propria quota di partecipazione nel capitale senese, pari al 17,5%. L’obiettivo sarebbe quello di ridurre l’esposizione della holding al settore finanziario, semplificando la gestione dell’eredità tra gli eredi Del Vecchio e confermando l’assenza di accordi con Caltagirone finalizzati al controllo di Mps e di Generali, rispondendo così alle accuse emerse in questi ultimi tempi.
Con la quota di Delfin sul mercato, un potenziale acquirente sarebbe UniCredit, sempre secondo il quotidiano, con Piazza Gae Aulenti che diventerebbe il primo azionista di Mps dopo aver acquisito un pacchetto dal valore di poco inferiore ai 5 miliardi visti i prezzi di mercato correnti.
Lo stesso Ceo della banca milanese, Andrea Orcel, si era già mostrato interessato a Mps, anche in coabitazione con il Tesoro, proprietario ancora del 4,8%, nonostante il ruolo del Governo nel fallimento dell’operazione Banco Bpm, oltre che con il gruppo Caltagirone (10,2%).
Per Orcel l'operazione è in perfetta sintonia con le sue ambizioni: mettere le mani su quel pacchetto strategico vuol dire rafforzare la propria centralità nel sistema oltre a essere partecipi di una partita che va ben oltre Siena.
L’impatto su Piazza Gae Aulenti
In caso di acquisizione interamente in cassa, gli analisti di Equita stimano per UniCredit “un impatto negativo sul CET1 pari a circa -160bps, con un CET1 pro-forma che si attesterebbe in area 13%”.
Dal punto di vista strategico, invece, per Pizza Gae Aulenti “l’operazione potrebbe, in linea teorica, rappresentare un eventuale primo passo verso una futura acquisizione integrale di Mps (eventualmente finanziabile in parte anche attraverso cessione di altre partecipazioni) e al tempo stesso potrebbe essere utilizzata come leva per esplorare potenziali sinergie e spazi di collaborazione con Generali, sia nel comparto assicurativo sia nell’asset management”, sottolineano dalla sim, ritenendo che “la notizia possa sostenere l’appeal speculativo di Mps e Generali”.
“Chiaramente l'operazione avrebbe un peso politico rilevante e rimarrebbe da valutare la posizione del Governo, ancora azionista di Mps con una quota del 4,9%”, concludono dalla sim.
Salgono le quotazioni
A Piazza Affari, infatti, la prima seduta del 2026 vede le azioni UniCredit guadagnare circa l’1%, salendo a 71,52 euro, mentre il titolo Mps guadagna oltre il 3%, portandosi così 9,447 euro.
“Mps tratta con un 2027E P/E in area 11,5 volte contro una media di settore di 10 volte”, calcolano da Equita, mantenendo la raccomandazione hold sul titolo dell’istituto di Siena e un target price di 8,60 euro.
La Finestra sui Mercati
Tutte le mattine la newsletter con le idee di investimento!

