Netflix, delude la guidance 2026 dopo ennesimo trimestre in rallentamento

La società di streaming ha diffuso una previsione di ricavi inferiore alle previsioni degli analisti nonostante un aumento del numero di abbonati, dei prezzi e dei ricavi pubblicitari.
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Netflix riduce la guidance 2026
Il prossimo sarà il quarto trimestre consecutivo di rallentamento della crescita. È questa la previsione del management di Netflix, diffusa ieri a mercato chiuso, caratterizzatasi anche per un aumento delle vendite più lento degli ultimi tre anni.
Per il prossimo periodo, la società si attende ricavi pari a 13,4 miliardi di dollari, inferiori alle stime degli analisti nonostante la crescita del 12% su base annua ottenuta dall’aumento del numero di abbonati, dall’aumento dei prezzi e dai ricavi pubblicitari.
Positive, invece, le stime di margine operativo trimestrale: la società si attende un 26% rispetto al 24,5% registrato nello stesso trimestre dell’anno precedente.
Per l'intero 2026, Netflix si attende un fatturato di 51,1 miliardi, pari a una crescita del 13% (+12% al netto dell'effetto cambi), risultato inferiore dello 0,2% rispetto al valore centrale del precedente intervallo di previsione per il 2026.
L’azienda si attende poi un margine operativo del 31,5% (31,4% calcolato sulla base dei tassi di cambio in vigore al 1° gennaio 2026), rispetto al 29,5% del 2025.
Ridotte anche le previsioni relative alla pubblicità per il 2026, a circa 2,7 miliardi e in calo rispetto ai circa 3 miliardi indicati in precedenza.
“So che potremmo fare di meglio”, ammetteva Ted Sarandos, co-amministratore delegato, durante la conference call con gli analisti svoltasi dopo la pubblicazione dei risultati, spiegando che l’azienda intende concentrarsi sul proprio core business, ovvero la produzione di serie TV e film di qualità, per rendere Netflix un servizio indispensabile, e che il recente rimpasto ai vertici rappresenta un passo in questa direzione.
A Wall Street, intanto, la nuova guidance è stata accolta tra le vendite per le azioni Netflix: -6% nelle contrattazioni pre market USA, a 64,45 dollari.
Trimestrale in linea con le attese
La delusione per la nuova guidance arriva nonostante l’aumento dei ricavi del terzo trimestre, cresciuti dell’11,8% a 12,87 miliardi, in linea con le previsioni di Wall Street, ma con il tasso di crescita più basso degli ultimi tre anni.
L’utile per azione del periodo si è attestato a 87 centesimi, superando la previsione media di 82 centesimi degli analisti intervistati da LSEG e gli 0,59 dollari dello stesso trimestre dell’anno precedente.
La crescita è stata trainata principalmente dall'aumento del numero di abbonati e dagli adeguamenti dei prezzi – dalla crescita dei ricavi pubblicitari e da un impatto favorevole dei tassi di cambio, al netto delle operazioni di copertura.
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