Nuova ipotesi M&A per Unicredit. È la volta di Bper

Secondo rumor di stampa la banca di piazza Gae Aulenti sarebbe in corsa per una potenziale fusione con Bper. La combined entity sarebbe accompagnata da un nucleo di soci italiani (al 10%). A beneficiare del merger anche Unipol, candidata a subentrare ad Aviva come partner nel bancassurance. Dubbi degli analisti sull’aggregazione.
Ancora una mossa a sorpresa nel risiko bancario
Nuovi rumor darebbero Unicredit in corsa per una potenziale fusione con Bper. Le indiscrezioni hanno fatto scattare i due titoli a piazza affari dove, a pochi minuti dall’apertura le azioni della banca di piazza Gae Aulenti si sono portate in guadagno del 2,9% e fino al 4,2% quelle di Bper. Alle 12 i titoli dei due istituti proseguono il rally con Unicredit in guadagno del 2,60% scambiata a 8,12 euro e Bper, in lieve flessione rispetto ai massimi di apertura al 3,19%, passa di mano a 1,52 euro, mentre l’indice di settore si assesta all’1,39%.
A riferire del potenziale merger tra i due istituti il Sole 24Ore di oggi, secondo cui il deal sarebbe allo studio di una banca d’affari insieme ad alcuni ex manager della stessa Unicredit. La potenziale combined entity nata dall’unione UniCredit-Bper, potrebbe essere accompagnata da un nucleo stabile di soci italiani vicini al 10%, tra cui Unipol, Fondazione Sardegna, Fondazione Crt, Fondazione Cariverona, e altre entità minori.
Unipol in rialzo sulla scia dei rumor
A beneficiare di una possibile aggregazione sarebbe soprattutto Unipol, primo azionista di Bper (di cui detiene il 18,9%). La compagnia di assicurazione sarebbe infatti candidata a subentrare ad Aviva, principale partner di bancassurance di Unicredit in una joint venture ormai in scadenza. Il titolo Unipol alle 12 sale del 2,16% a 3,98 euro. Secondo gli analisti di Intesa Sanpaolo (rating buy e Tp a 4,9 euro confermati) il gruppo Unipol può beneficiare indirettamente del potenziale processo di consolidamento bancario.
La mossa non era inattesa per gli analisti e sembrerebbe un tentativo di spostare l’attenzione su un potenziale merger nel perimetro bancario italiano dalle sorti di Mps. Nonostante l’insistenza dai piani alti del governo Unicredit, al di là delle decisioni dell’ad uscente, Jean Pierre Mustier, non sarebbe così intenzionata a farsi carico dell’asset (e delle sue grane legali) ora nelle mani del Mef.
Per Equita l’accordo è “difficilmente ipotizzabile”
Per gli analisti di Equita Sim, l’indiscrezione «sull’improbabile ipotesi di M&A che prevede l’acquisizione di Bper da parte di Unicredit» rappresenterebbe «un progetto teorico e difficilmente ipotizzabile in quanto non sarebbe stata nemmeno analizzata come alternativa strategica da parte del management delle parti interessate». Gli esperti tornano sulla possibilità maggiore legata a un merger con Banco Bpm (+1,37%) con un conseguente aumento del “peso” di Unicredit nel territorio lombardo e, in generale, nel Nord Italia.
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