Nvidia, pausa tecnica dopo il balzo: il mercato scommette ancora sull’AI

Il rally innescato dai maxi investimenti in intelligenza artificiale convive con timori su valutazioni e concorrenza. Le stime su ricavi e utili restano eccezionali. Il target price medio è a 253 dollari, mentre l’attesa cresce per i conti del 25 febbraio. Alcuni analisti vedono spazio per un forte rerating nei prossimi mesi.
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Nvidia prende fiato dopo il rally
Dopo il balzo del +7,9% messo a segno venerdì scorso, Nvidia avvia la nuova settimana con un leggero arretramento. Nelle contrattazioni pre-market di oggi il titolo cede circa lo 0,5%, segnale che il mercato sta metabolizzando il forte rimbalzo che ha interrotto una sequenza negativa durata cinque sedute consecutive.
Alla base dello scatto di venerdì c’è il ritorno di entusiasmo sul tema degli investimenti in intelligenza artificiale. Le nuove indicazioni di spesa fornite dai grandi gruppi tecnologici statunitensi, in particolare Alphabet e Amazon, delineano per il 2026 capex complessivi superiori a 650 miliardi di dollari. Una quota rilevante di questi investimenti sarà destinata alle infrastrutture AI, un segmento nel quale Nvidia resta il principale fornitore globale di soluzioni hardware ad alte prestazioni.
I dubbi che continuano a pesare sul titolo
Nonostante il rimbalzo, Nvidia resta leggermente in calo da inizio anno. A frenare le quotazioni contribuiscono diversi fattori:
- la rotazione settoriale a sfavore dei tecnologici,
- i timori sulla sostenibilità della spesa in intelligenza artificiale da parte di OpenAI,
- la crescente diffusione di chip personalizzati sviluppati direttamente dagli hyperscaler,
- l’aumento dei costi di alcune componenti chiave, in particolare le memorie.
OpenAI possibile catalizzatore nel breve termine
Uno di questi elementi di incertezza potrebbe tuttavia ridimensionarsi nel breve periodo. Secondo gli analisti di D.A. Davidson, il piano di raccolta fondi di OpenAI – che potrebbe arrivare fino a 100 miliardi di dollari – è destinato a migliorare il sentiment sull’intero ecosistema dell’intelligenza artificiale. “Quando gli investitori torneranno a considerare OpenAI un vincitore, le società quotate che gravitano attorno ad essa potrebbero beneficiare di una significativa rivalutazione”, ha scritto l’analista Gil Luria, indicando Nvidia come il titolo con il maggiore potenziale di sovraperformance.
Consenso degli analisti quasi unanime
Al di là delle oscillazioni di breve periodo, il giudizio degli analisti su Nvidia resta straordinariamente compatto. Su 63 broker che coprono il titolo, ben 59 esprimono una raccomandazione di acquisto. Il target price medio è pari a 253 dollari, livello che implica un potenziale di rialzo di circa il 36% rispetto alle quotazioni correnti.
Valutazione compressa e scenario di raddoppio
C’è però chi guarda ancora più lontano. Keithen Drury, analista di The Motley Fool, sostiene che Nvidia possa addirittura raddoppiare nell’arco di un anno. La chiave è la valutazione: il titolo tratta oggi a circa 25 volte gli utili attesi, un multiplo simile a quello osservato nella primavera del 2025, dopo la caduta causata dall’annuncio dei dazi di Trump. Nei sei mesi successivi Nvidia mise a segno un rialzo superiore all’80%, tornando a scambiare sopra quota 40 volte gli utili forward.
Fondamentali ancora solidissimi
Secondo Drury, la traiettoria di crescita di Nvidia resta intatta. I suoi acceleratori AI continuano a rappresentare lo standard di riferimento del settore e i piani di investimento degli hyperscaler rimangono estremamente ambiziosi. Il management stima che entro il 2030 la spesa globale per data center possa raggiungere i 3-4 trilioni di dollari annui, uno scenario che rafforza la visibilità sui ricavi di lungo periodo.
Attesa per i conti di fine esercizio
Il prossimo appuntamento chiave è fissato per il 25 febbraio, quando Nvidia pubblicherà i risultati del quarto trimestre dell’esercizio 2025-2026, chiuso al 31 gennaio. Per l’intero anno fiscale il consensus prevede ricavi pari a 213 miliardi di dollari (+63%) e un utile netto di 112 miliardi, equivalente al 52% del fatturato e in crescita del 55% rispetto all’anno precedente. Anche per il 2026-2027 gli analisti stimano un ulteriore incremento degli utili a un ritmo simile, a fronte di una crescita dei ricavi leggermente più contenuta (+53%).
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