Nvidia, stop al maxi investimento in OpenAI: “non era un impegno vincolante”

Jensen Huang chiarisce da Taipei: “valuteremo ogni fase passo dopo passo. Crediamo in OpenAI, ma investiremo con prudenza”.
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Stop da Nvidia a OpenAI
L’entusiasmo per il colossale investimento da 100 miliardi di dollari di Nvidia in OpenAI sembra raffreddarsi. L’amministratore delegato di Nvidia, Jensen Huang, ha infatti precisato che il piano annunciato lo scorso settembre “non è mai stato un impegno”, ma piuttosto una possibilità che l’azienda esaminerà “un passo alla volta”.
Intervenendo ai giornalisti a Taipei, Huang ha chiarito che Nvidia resta interessata a sostenere OpenAI, considerandola “una delle aziende più influenti del nostro tempo”, ma ha voluto anche ridimensionare le aspettative: “Ci hanno invitato a investire fino a 100 miliardi di dollari, e siamo onorati dell’invito, ma investiremo gradualmente”.
A Wall Street, intanto, le parole di Huang indeboliscono le azioni Nvidia, in calo del 2% nelle contrattazioni pre-market di oggi, in un contesto comunque negativo per i mercati finanziari.
La frenata
L’accordo iniziale, siglato con una lettera d’intenti a settembre, prevedeva un contributo fino a 100 miliardi di dollari per finanziare nuovi data center alimentati da chip Nvidia, capaci di sviluppare e distribuire modelli di intelligenza artificiale su larga scala, con una potenza complessiva di almeno 10 gigawatt — pari al picco di consumo elettrico di New York City.
Tuttavia, secondo il Wall Street Journal, l’intesa avrebbe subito una frenata dopo che alcuni dirigenti di Nvidia hanno espresso dubbi sul modello operativo di OpenAI e sui possibili conflitti di interesse legati alla “natura circolare” di certi accordi nel settore dell’IA, dove i produttori di chip finanziano aziende che poi acquistano i loro prodotti.
Huang ha definito “nonsense” le voci di malcontento personale verso OpenAI, ma ha ribadito che lo stanziamento effettivo non si avvicinerà ai 100 miliardi. L’investimento rimane comunque “enorme” e potenzialmente “il più grande mai realizzato” da Nvidia, ha aggiunto.
L’importanza dell’accordo
Gli analisti sottolineano l'importanza strategica della relazione tra Nvidia e OpenAI. "Queste partnership tra innovatori hardware e pionieri del software definiranno il prossimo decennio di progressi nell'IA", spiega la Dott.ssa Elena Rodriguez, direttrice della ricerca sull'IA presso la Stanford University, aggiungendo che "I requisiti computazionali per i modelli di nuova generazione stanno crescendo più rapidamente di quanto la Legge di Moore possa affrontare".
Alcuni esperti sottolineano anche l'insolita portata della partnership presa in considerazione. "Un investimento di 100 miliardi di dollari rappresenterebbe uno dei più grandi investimenti aziendali della storia", osserva Michael Chen, analista del settore tecnologico di Goldman Sachs, e "Riflette sia l'enorme potenziale dell'IA avanzata sia le ingenti risorse necessarie per svilupparla".
Sotto osservazione anche le complessità della negoziazione. "Entrambe le aziende apportano un valore enorme", osserva Sarah Johnson, consulente per la strategia di partnership, e "Nvidia fornisce un'infrastruttura essenziale, mentre OpenAI offre applicazioni innovative che dimostrano le capacità di tale infrastruttura. Trovare condizioni eque per tali risorse complementari richiede un'attenta negoziazione".
Investimento in CoreWeave
Nel frattempo, l’azienda californiana continua ad ampliare il suo ecosistema di partnership nel cloud computing: pochi giorni fa ha annunciato un nuovo investimento da 2 miliardi di dollari in CoreWeave, altro importante cliente dei suoi processori per intelligenza artificiale.
Con il mercato dell’IA in piena espansione, la prudenza di Huang sembra indicare una fase più selettiva per gli investimenti miliardari di Nvidia, decisa a mantenere il controllo su una crescita che rischia, per alcuni analisti, di apparire “autoalimentata”.
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