Nvidia straccia le attese, Wall Street sbadiglia

26/02/2026 07:30
Nvidia straccia le attese, Wall Street sbadiglia

Il Nasdaq è salito dell’1,3%, S&P500 +0,8%. L’indice dei tech è in rialzo dell’1,2% dalla chiusura di venerdì sera. Ieri sono tornate a dominare i trading di momentum, quelli basati sull’high tech, sulle criptovalute, sui titoli meme e su tutto quel che era sceso nelle ultime settimane.

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Lunedì la borsa degli Stati Uniti è stata presa dal panico dopo aver letto il report di Citrini sugli effetti dell’intelligenza artificiale, il giorno dopo lo ha letto con più attenzione ed ha realizzato che si tratta di un’ipotesi di scenario, come per altro gli stessi autori scrivevano in modo chiaro, mercoledì il report è stato buttato nel cestino della spazzatura ed il rimbalzo di tutto quanto prospera quando la propensione al rischio risale, ha preso ancora più forza.

Il Nasdaq è salito dell’1,3%, S&P500 +0,8%. L’indice dei tech è in rialzo dell’1,2% dalla chiusura di venerdì sera.

Ieri sono tornate a dominare i trading di momentum, quelli basati sull’high tech, sulle criptovalute, sui titoli meme e su tutto quel che era sceso nelle ultime settimane. Le vendite sono arrivate sulle azioni delle società con solidi patrimoni tangibili, business noiosi ma poco attaccabile dall’intelligenza artificiale.

WALL STREET RISPONDE A CITRINI

Dalle grandi menti di Wall Street è arrivata la risposta agli scenari dispotici proposti nel report di Citrini.

Frank Flight, macro strategist di Citadel Securities ha commentato così. “Affinché l'intelligenza artificiale produca uno shock negativo prolungato sulla domanda, l'economia deve registrare un'accelerazione significativa nell'adozione di questa tecnologia, un'esperienza di sostituzione quasi totale della manodopera, nessuna risposta fiscale, un assorbimento degli investimenti trascurabile e un aumento illimitato della potenza di calcolo. Vale anche la pena ricordare che nel corso dell'ultimo secolo le successive ondate di cambiamento tecnologico non hanno prodotto una crescita esponenziale incontrollata, né hanno reso obsoleta la manodopera.

Al contrario, sono state appena sufficienti a mantenere la crescita tendenziale a lungo termine nelle economie avanzate vicina al 2%. Le forze secolari odierne dell'invecchiamento della popolazione, dei cambiamenti climatici e della deglobalizzazione esercitano una pressione al ribasso sulla crescita potenziale e sulla produttività, e forse l'intelligenza artificiale è appena sufficiente a compensare questi venti contrari. La macroeconomia rimane governata dall'elasticità della sostituzione, dalla risposta istituzionale e dalla persistente elasticità dei desideri umani.

Non sono comunque mancati avvertimenti sulle potenzialità distruttive dell’intelligenza artificiale

CREDITO PRIVATO

UBS mette in guardia che in questo ambito, fiorito negli ultimi anni per effetto dei grandiosi finanziamenti a sostegno della realizzazione dell’infrastruttura informatica per l’intelligenza artificiale, i tassi di insolvenza potrebbero salire fino al 15%, due punti percentuali in più rispetto alla previsioni di fine gennaio. Secondo gli strategist, parlano di un “aggressiva” perturbazione provocata dall’adozione dell’intelligenza artificiale.

I prestatori diretti, gli stessi che hanno assunto un ruolo di primo piano nel finanziamento delle società del software negli ultimi anni, sembrano ora pericolosamente esposti all'impatto dell'intelligenza artificiale, suscitando paragoni con la crisi finanziaria del 2008. Alcune stime suggeriscono che le società hanno il 40% di tutti i prestiti garantiti da sponsor vincolati al settore del software.

Nel dopo borsa, in una seduta priva di spunti macroeconomici e senza grandi temi di geopolitica da seguire, sono arrivate le comunicazioni del trimestre di Nvidia. La reazione iniziale è stata di giubilo, poi l’entusiasmo è diventato uno sbadiglio: titolo +0,3% stanotte nell’after hour.

NVIDIA

Fatturato record nel trimestre a 68,1 miliardi di dollari, +73% rispetto all'anno precedente e ben al di sopra dei 65,7 miliardi di dollari previsti dagli analisti. L'anno fiscale 2026 si è chiuso con un utile di 120,067 miliardi di dollari, il 65% in piu' rispetto al precedente. Ricavi cumulativi di 215,938 miliardi di dollari, in aumento del 65% su base annua, con i data center come motore.

Il CEO Jensen Huang è come al solito entusiasta. “La domanda di computing sta crescendo in modo esponenziale”, ha affermato nel comunicato. “L'adozione di agenti da parte delle aziende sta aumentando vertiginosamente. I nostri clienti stanno correndo a investire nel computing AI, le fabbriche che alimentano la rivoluzione industriale dell'IA e la loro crescita futura”.

Durante la conference call sui risultati finanziari dell'azienda, Huang ha anche lasciato intendere che la carenza di chip di memoria non intaccherà il margine di profitto lordo dell'azienda, che si attesta intorno al 75%.

SOFTWARE

Salesforce Inc. ha fornito una previsione poco entusiasmante per la crescita delle vendite nel nuovo anno fiscale, alimentando i timori degli investitori che il gigante del software possa perdere terreno rispetto ai nuovi concorrenti nell’era dell'intelligenza artificiale. Il fatturato sarà di circa 46 miliardi di dollari nell'anno fiscale che terminerà a gennaio 2027. La previsione era in linea con le stime degli analisti, ma non è riuscita a impressionare gli investitori.

Salesforce, leader nella produzione di software per la gestione dei clienti, è diventata il simbolo delle preoccupazioni di Wall Street riguardo all'impatto dell'intelligenza artificiale sui fornitori affermati. Le azioni della società sono scese di circa il 37% negli ultimi 12 mesi, poiché gli investitori temono che l'intelligenza artificiale renderà più facile realizzare prodotti concorrenti e ridurrà il potere di determinazione dei prezzi di Salesforce.

Le borse dell’Europa dovrebbero aprire in lieve ribasso. Future del Dax di Francoforte -0,2%. Ieri il Ftse Mib di Milano è salito dell’1,1% a 47.170 punti, nuovi massimi dell’ultimo quarto di secolo. Record per altre piazze azionarie dell’Europa.

ARMI

La spesa per la difesa in Europa è in forte aumento e nel 2025 rappresenta oltre il 21% del totale globale (contro il 17% nel 2022), secondo il rapporto Military Balance dell’International Institute for Strategic Studies (IISS). Nel 2024 la spesa europea è cresciuta di quasi il 13% in termini reali e la Germania ha contribuito per un quarto dell’aumento, diventando il quarto Paese al mondo per spesa militare. A livello globale, la spesa per la difesa è salita da 2.480 a 2.630 miliardi di dollari tra 2024 e 2025. L’incremento europeo è legato alla risposta all’aggressione russa e al minore impegno degli Stati Uniti nella sicurezza regionale.

Nel 2025 Berlino ha superato i 100 miliardi di dollari (107 miliardi, contro 86 nel 2024). I Paesi europei della NATO hanno speso in media il 2,16% del PIL per la difesa. Tuttavia, non tutti riusciranno a raggiungere il nuovo obiettivo del 3,5% del PIL per le capacità militari entro il 2035, mentre la Germania punta a centrarlo già nel 2029.

BORSE DELLA CINA

L’indice CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzhen si avvia a chiudere in calo dello 0,9%, +2% da inizio anno. L’indice viene da due anni di performance positive, +23% nel 2025 e +11,5% nel 2024.

“La Cina non è più solo una piattaforma manifatturiera a basso costo, è centro di innovazione hardware e, al tempo stesso, mercato finale con una domanda interna di servizi digitali in espansione – afferma Carlo Benetti, Market Specialist di GAM in un report sulle prospettive dell’azionario - il 2026 si sta prefigurando come anno di transizione, con i grandi operatori cloud impegnati in una svolta verso gli ASIC (Application-Specific Integrated Circuit), progettati per ottimizzare i carichi di lavoro dei chip e ridurre i costi, soprattutto quelli energetici che rappresentano il principale collo di bottiglia dei data center.

Per gli investitori, l'attenzione si sposta dal “se” al “chi”: la domanda non è più se le tendenze del settore perdureranno ma chi saranno i player capaci di produrre sistemi complessi su scala globale. La trasformazione delle economie emergenti viene da lontano e continuerà nel tempo, un fenomeno che l’investitore disciplinato valuta nei suoi risvolti finanziari”.

In Asia Pacifico prosegue la corsa della borsa della Corea del Sud, indice Kospi +3,7%, +49% da inizio anno.

TITOLI

Poste italiane ha chiuso il 2025 con ricavi record e una crescita del 10% dell'utile netto, confermando la traiettoria di crescita per il 2026. La guidance dell'Ebit adjusted è indicata a 3,3 miliardi con utile netto visto a 2,3 miliardi al netto della partecipazione di Tim.

Prysmian ha riportato un aumento del 20% dell'Ebitda rettificato nel quarto trimestre, leggermente al di sotto delle aspettative di mercato. Il gruppo ha previsto per il 2026 un Ebitda rettificato compreso tra 2,63 e 2,78 miliardi di euro.

Eni archivia il quarto trimestre con un utile operativo proforma adjusted di 2,87 miliardi di euro, in crescita del 6% nonostante il calo del petrolio e l'apprezzamento dell'euro verso il dollaro. L'utile netto adjusted è salito del 35% a 1,20 miliardi, si legge in una nota, battendo il consensus di 960 milioni compilato dalla società.

Il consiglio di amministrazione ha approvato la terza tranche del dividendo 2025 pari a 0,26 euro per azione.

Stellantis ha registrato una perdita netta di 20,1 miliardi di euro nella seconda metà del 2025 dopo aver precedentemente annunciato oneri straordinari per 22,2 miliardi per il ridimensionamento delle sue ambizioni nel settore dei veicoli elettrici.

Pirelli chiude l'esercizio 2025 con un miglioramento dell'utile e dei ricavi, oltre a un calo della leva finanziaria che consente il pagamento di un dividendo straordinario.

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