Occupazione USA oltre le attese, Wall Street cerca il rimbalzo dopo il crollo dell’IA

Occupazione USA oltre le attese, Wall Street cerca il rimbalzo dopo il crollo dell’IA

Il report batte le stime di oltre 100 mila unità e la disoccupazione scende al 4,1%. Dopo il tonfo di giovedì (S&P 500 -4,4%, Nasdaq Composite -5,5%) i future provano a risalire, con i chip in recupero.

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Un forte rapporto sul lavoro negli USA

Il rapporto del Dipartimento del Lavoro sull’occupazione di ottobre ha sorpreso al rialzo.

Le buste paga non agricole (NFP) sono aumentate di 165.000 unità, oltre il doppio delle attese degli economisti (65.000) e contro le 60.000 del dato precedente. Il tasso di disoccupazione è sceso al 4,1%, sotto le stime e il 4,2% di settembre. Nel settore privato sono stati creati 159.000 posti (attese 64.000, precedente 78.000), mentre il manifatturiero ha aggiunto 19.000 unità (attese 5.000).

Sul fronte salari, le retribuzioni orarie medie crescono dello 0,4% su base mensile (attese +0,3%) e del 3,1% su base annua (attese +2,9%, precedente 3,2%). Il tasso di partecipazione sale al 61,9% dal 61,8%, mentre il tasso di disoccupazione U6 passa al 7,9% dal 7,6%. Le ore lavorate settimanali restano a 34,4.

Un quadro di mercato del lavoro più robusto del previsto, che alimenta le attese di un rialzo dei tassi della Fed a dicembre, già prezzato dal mercato con una probabilità superiore al 65% secondo il CME FedWatch Tool prima del dato.

Petrolio sotto i 100 dollari

Il Brent si muove poco sotto la soglia dei 100 dollari (circa 98,30 dollari al barile), mentre il greggio WTI è a 90 dollari.

Il petrolio ha rimbalzato ieri sui timori di inflazione, ma resta in forte calo settimanale. L’indice energetico dell’S&P 500 è in corsa per una flessione superiore all’11% nella settimana.

Gli operatori continuano a seguire il conflitto in Medio Oriente e il rischio di una nuova escalation.

IA sotto pressione, ma i chip rimbalzano

Il tema dominante resta l’intelligenza artificiale. Il crollo di ieri, che ha bruciato quasi 3 mila miliardi di dollari di capitalizzazione dell’S&P 500, è stato innescato dai timori che il controllo democratico del Congresso porti a una regolamentazione più severa dei data center e a un rallentamento della spesa per l’IA. Il settore dei semiconduttori ha pagato il prezzo più alto: un indicatore chiave dei chip USA ha perso il 16% da lunedì.

Nel pre market arrivano i recuperi. Nvidia guadagna il 4,5%, mentre AMD, Intel, Broadcom e Micron salgono tra il 4,6% e l’8,2%. Recuperano anche i gestori di data center e le “neocloud” (IREN, Applied Digital, CoreWeave, Nebius) e i fornitori di energia legati all’IA (GE Vernova, Constellation Energy). Restano invece sotto pressione i colossi tecnologici come Microsoft e Apple.

Il contraccolpo si è sentito su tutti i mercati: le borse asiatiche sono scese di quasi il 4% e lo Stoxx 600 europeo cede l’1,8%.

Gli strategist invitano alla cautela. Jane Gibbons di Jefferies parla di «reazione impulsiva» e non di un azzeramento dei fondamentali. César Gimeno di Mapfre AM si aspetta acquisti selettivi, ma con investitori prudenti nel breve termine.

Elezioni USA e Fed

La vittoria dei Democratici alle elezioni di metà mandato, con il controllo di Camera e Senato (anche in Stati chiave per i data center come Texas e Georgia), ha trasformato il rally post-voto in un ribaltamento. Il presidente Donald Trump ha attribuito il crollo di Wall Street proprio all’esito delle urne.

Sul fronte monetario, il rapporto sul lavoro è l’ultimo grande dato prima della riunione della Federal Reserve di dicembre. Secondo Bloomberg Economics, né l’occupazione né la disoccupazione dovrebbero dissuadere la banca centrale dal percorso graduale verso un rialzo dei tassi.

Francisco Simon di Santander AM ritiene che un report solido potrebbe aiutare a placare il nervosismo, anche se l’attenzione resterà su IA e data center.

Hedge fund in difficoltà

La volatilità ha pesato sui gestori. Walleye Capital restituirà parte della liquidità agli investitori dopo il peggior mese da marzo 2020.

Kirkoswald Asset Management, la boutique macro di Greg Coffey, ha registrato il suo peggior calo mensile di sempre, mentre il fondo di credito Arini Capital ha perso oltre il 12% a ottobre. Per Manish Singh di Crossbridge Capital la vendita offre però opportunità per chi seleziona i singoli titoli.

Notizie societarie e pre market USA

Alphabet (-0,10%): detiene quasi 3 milioni di azioni di Qualcomm (+3%), una partecipazione da 547,9 milioni di dollari.

Airbnb (+11%): alza le previsioni sui ricavi 2026 a una crescita nella fascia alta della “decina alta” (prima: almeno fascia media). Autorizzato un nuovo buyback da 12 miliardi di dollari.

Cloudflare (+12%): ricavi del terzo trimestre a 782,51 milioni di dollari (+39% annuo), sopra i 738,53 milioni attesi. Per il quarto trimestre la guidance è di 845-846 milioni.

Moderna (+7%): ricavi del terzo trimestre a 1,3 miliardi di dollari, oltre gli 885,1 milioni attesi. Utile netto di 162 milioni (perdita di 200 milioni un anno fa). Alzata la guidance 2026: ricavi in crescita del 15-25% (prima fino al 10%).

IREN (+19%): balzo dopo l’impennata dei ricavi cloud legati all’IA.

Unity Software (+4%): secondo Reuters, Silver Lake e PIF sono in trattative per acquisire la società, con una valutazione di circa 25 miliardi di dollari.

Eli Lilly (-0,80%) e Hims & Hers (+6%): accordo per ampliare l’accesso ai farmaci contro l’obesità. La piattaforma offrirà su prescrizione Zepbound (da 299 dollari al mese) e Foundayo (da 149 dollari al mese), con consegna a domicilio. Hims & Hers si impegna a non offrire copie galeniche dei GLP-1 di Lilly.

Humana (-0,80%): rapporto costi sanitari-premi del 93,7% nel segmento assicurativo, meglio del 94,39% atteso (dati LSEG).

Wall Street verso l’apertura: rimbalzo dei future dopo il crollo di giovedì

Dopo la pubblicazione dei dati i future statunitensi, Wall Street proseguiva sull’andamento di questa mattina.

I contratti sul Nasdaq 100 salivano dell’1,41% e quelli sull’S&P 500 dello 0,29%, mentre i future sul Dow Jones perdevano lo 0,91%. Ieri l’S&P 500 aveva ceduto il 4,4%, il Dow Jones il 3,4% (oltre 1.800 punti) e il Nasdaq Composite il 5,5%, il calo giornaliero più ampio da aprile 2025. L’indice della paura VIX resta elevato, intorno a quota 27.

L’oro era in calo di circa l’1% prima dei dati (spot a 4.045 dollari l’oncia, future a 4.055 dollari), ma resta in rialzo di oltre il 5% sulla settimana.

Il Bitcoin continuava gli scambi in calo (-5%), a 75.000 dollari.

Il dollaro si rafforzava, con il Dollar Index (DXY) intorno a quota 102,10 (+0,50) e la coppia EUR/USD scambiava a 1,1155.

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