Oggi tocca alla BCE non alzare i tassi

26/10/2023 07:30
Oggi tocca alla BCE non alzare i tassi

Tognoli ritiene che oggi non ci sarร  un ulteriore rialzo della BCE, per diversi motivi.

A cura di Antonio Tognoli, Responsabile Macro Analisi e Comunicazione presso Corporate Family Office SIM

Scopri le soluzioni di investimento

Con tutti i certificate di Orafinanza.it


Serie di dati USA importanti per i mercati in uscita oggi alle 14:30: PIL del 3Q23 (stima 4,1% contro 2,1% del 2Q23), ordini di beni durevoli MoM di settembre (stima 0,6% contro 0,1% di agosto), richiesta settimanale di sussidi alla disoccupazione (stima 209k contro 198k della scorsa settimana).

Ieri lโ€™indice IFO di ottobre รจ risultato migliore delle aspettative (86,9 punti contro 85,9 atteso e 85,8 punti di settembre). La vendita di nuove abitazioni USA di settembre รจ risultata decisamente piรน elevata del previsto (759k contro 680k atteso e 676 di agosto).

Oggi รจ il giorno dalla BCE. Non crediamo che la stessa procederร  ad un nuovo aumento dei tassi di interesse. E questo, oltre che per i motivi che ricordavano nei giorni scorsi, anche per i dati economici.

Lโ€™attivitร  economica ha infatti sostanzialmente ristagnato nei primi nove mesi dellโ€™anno ed รจ probabile che rimanga modesta anche nei prossimi mesi. La debole domanda estera (ci sono due guerre) e le rigide condizioni finanziarie stanno frenando la crescita, soprattutto nel settore manifatturiero. Anche il settore dei servizi, che finora si รจ dimostrato resiliente, sta ora iniziando a ridurre la propria forza propulsiva.

Il mercato del lavoro rimane resiliente nonostante il rallentamento dellโ€™attivitร , con il tasso di disoccupazione che si รจ attestato al minimo storico del 6,4% in agosto. Tuttavia, ci sono segnali che lo slancio sta rallentando a causa dellโ€™indebolimento dellโ€™economia. Lโ€™indice dei responsabili degli acquisti per lโ€™occupazione รจ diminuito significativamente tra il secondo e il terzo trimestre del 2023, nonostante un leggero aumento a settembre. Anche il settore dei servizi, che รจ stato uno dei principali motori della crescita dellโ€™occupazione dalla metร  del 2022, sta ora creando meno posti di lavoro.

A settembre la BCE ha rivisto al ribasso le previsioni di crescita del PIL, in particolare per il 2023 e il 2024, a causa di un maggiore effetto di contrazione derivante dallโ€™inasprimento delle condizioni di finanziamento e dallโ€™indebolimento del contesto commerciale internazionale. Al di lร  del breve termine, la BCE prevede una ripresa della crescita negli anni successivi al 2024, grazie anche al reddito reale disponibile piรน elevato grazie allโ€™aumento dei salari e al calo dellโ€™inflazione, destinati a sostenere la spesa. Queste le ultime previsioni del PIL della BCE per lโ€™area Euro: 0,7% nel 2023, che diventa 1,0% nel 2024 e 1,5% nel 2025.

Lโ€™inflazione รจ scesa notevolmente rispetto al picco a due cifre dello scorso ottobre, con il tasso principale sceso al 4,3% a settembre. Nei prossimi mesi, i forti aumenti registrati nellโ€™autunno del 2022 verranno meno sui tassi annuali, fornendo ulteriore supporto alla decelerazione dellโ€™inflazione. Allo stesso tempo, le pressioni di fondo sui prezzi rimangono comunque forti, anche se la maggior parte delle misure dellโ€™inflazione hanno iniziato ad allentarsi grazie al maggiore allineamento della domanda e dellโ€™offerta aggregata e al calo dei prezzi dellโ€™energia negli ultimi mesi che si sta gradualmente trasferendo ad altri settori dellโ€™economia.

Siamo convinti che nonostante lโ€™inflazione continui a diminuire, rimarrร  superiore al 2% almeno per tutto il 2024. La BCE appare determinata a garantire che lโ€™inflazione ritorni al 2% nel modo piรน tempestivo possibile e per rafforzare i progressi verso lโ€™obiettivo, la ha deciso, come noto, di aumentare di ulteriori 25 bp i tassi lo scorso settembre, portando gli aumenti complessivi a 450 bp in poco piรน di dodici mesi. Ora la BCE ritiene che i tassi di interesse di riferimento abbiano ormai raggiunto livelli che, se mantenuti per un periodo sufficientemente lungo, daranno un contributo sostanziale al tempestivo ritorno dellโ€™inflazione allโ€™obiettivo.

Non abbiamo dubbi sul fatto che lโ€™inasprimento della politica monetaria si stia trasmettendo con forza ai mercati finanziari e allโ€™economia reale. Ma siamo incerti sulla velocitร  e la portata della trasmissione. Ciรฒ รจ in parte dovuto al contesto economico ancora molto fluido in cui stiamo navigando, con le prospettive per lโ€™inflazione e lโ€™attivitร  economica rese particolarmente incerte a causa sia degli effetti legacy degli shock precedenti che dei rinnovati rischi. Inoltre, non possiamo sottovalutare come lโ€™attuale ciclo di rialzi sia di fatto unico, con dinamiche di rialzi dei tassi che ha viaggiato a velocitร  senza precedenti.

In una prospettiva di piรน lungo termine, crediamo che i cambiamenti strutturali nelle interazioni economiche potrebbero anche esercitare pressioni al rialzo sullโ€™inflazione in modo piรน fondamentale. A livello globale, i cambiamenti nei modelli commerciali e nei mercati energetici, lโ€™aumento dei rischi legati al clima e lโ€™impegno a decarbonizzare lโ€™economia, cosรฌ come i rischi geopolitici, potrebbero avere implicazioni di piรน lunga durata, che potrebbero porre maggiori sfide alla stabilitร  dei prezzi.

Per questi motivi, qualsiasi analisi basata su confronti con regolaritร  storiche e stime basate su modelli econometrici dovrebbe essere integrata da un monitoraggio in tempo reale della trasmissione alle condizioni finanziarie ed economiche. Sebbene vi siano segnali di forza della prima fase della trasmissione, crediamo che una quota sostanziale della trasmissione dalle condizioni di finanziamento allโ€™economia reale sia ancora in fase di elaborazione e soggetta a ritardi piรน lunghi. Ciรฒ rafforza la necessitร  di un approccio dipendente dai dati della BCE per determinare il livello dei tassi di interesse e la durata appropriati della politica monetaria.

La Finestra sui Mercati

Tutte le mattine la newsletter con le idee di investimento!

Leggi la nostra guida sugli ETF

Obbligazione in euro al 6,20%

Tasso fisso cumulativo, richiamabile

Chi siamo

Orafinanza.it รจ il sito d'informazione e approfondimento nel mondo della finanza. Una redazione di giornalisti e analisti finanziari propone quotidianamente idee e approfondimenti per accompagnarti nei tuoi investimenti.

Approfondimenti, guide e tutorial ti renderanno un esperto nel settore della finanza permettendoti di gestire al meglio i tuoi investimenti.

Maggiori Informazioni


Feed Rss

Dubbi o domande?

Scrivici un messaggio e ti risponderemo il prima possibile.




Orafinanza.it
รจ un progetto di Fucina del Tag srl


V.le Monza, 259
20126 Milano
P.IVA 12077140965


Note legali
Privacy
Cookie Policy
Dichiarazione Accessibilitร 

OraFinanza.it รจ una testata giornalistica a tema economico e finanziario. Autorizzazione del Tribunale di Milano N. 50 del 07/04/2022

La redazione di OraFinanza.it