Olimpiadi Invernali 2026: l’oro vale 1.678 euro, record storico per il valore delle medaglie

Le medaglie dei Giochi Invernali 2026 entrano nella storia non solo per il significato sportivo ma per il loro valore economico senza precedenti. Con un valore intrinseco stimato di 1.678 euro, l’oro supera per la prima volta la soglia dei 1.000 euro e doppia Parigi 2024. Argento e bronzo seguono la stessa dinamica, in un contesto segnato dal forte rialzo delle materie prime.
Indice dei contenuti
Un oro che vale come un lingotto
Le medaglie dei Giochi Invernali 2026 fanno segnare un primato che va oltre il podio. La medaglia d’oro è la più costosa dell’era moderna in termini di valore intrinseco dei metalli, superando per la prima volta la soglia psicologica dei 1.000 euro. Secondo un’analisi della piattaforma di trading e investimenti eToro, sulla base dei prezzi spot registrati all’apertura dei Giochi, il valore di fusione dell’oro olimpico raggiunge 1.678 euro.
Un dato che colpisce, considerando che la medaglia contiene appena 6 grammi di placcatura in oro su una base composta prevalentemente da argento e rame. Eppure il valore stimato risulta circa il doppio rispetto a Parigi 2024 e quasi sei volte superiore a quello di Torino 2006.
La valutazione arriva mentre le medaglie sono finite sotto i riflettori per alcune notizie che ne mettono in dubbio la resistenza durante i festeggiamenti. Se il design ha mostrato qualche limite, il valore dei metalli sottostanti non ha subito alcuna flessione.
Gabriel Debach, market analyst di eToro, sottolinea che “le medaglie di quest’anno segnano un primato strutturale: diventano sempre più un riflesso diretto dell’andamento delle materie prime”. L’attenzione mediatica si è concentrata sulla durata fisica del manufatto, ma, osserva Debach, “la vera storia è il prezzo”.
Pur non essendo la più pesante (il record resta a PyeongChang 2018 con 586 grammi) con i suoi 506 grammi complessivi, l’oro dei Giochi Invernali 2026 è tra i più preziosi mai realizzati. Il punto chiave è chiaro per Debach: “Il valore di fusione è determinato dal mercato, non dal marketing”.
Argento e bronzo, nuovi massimi anche per gli altri metalli
La dinamica non riguarda solo l’oro. La medaglia d’argento, si legge nel report di eToro, composta da 500 grammi quasi interamente in metallo puro, raggiunge un valore intrinseco di circa 896 euro, anche in questo caso un massimo storico.
Il bronzo, realizzato con 420 grammi di lega rame-zinco, vale circa 4,5 euro. Una cifra modesta in termini assoluti, ma comunque tra le più elevate degli ultimi vent’anni.
L’analisi storica effettuata da eToro evidenzia quanto il valore delle medaglie sia cresciuto nel tempo. Una medaglia d’oro dei Giochi di Torino 2006 varrebbe oggi circa 277 euro, mentre una d’argento si attesterebbe intorno ai 151 euro. In vent’anni, il valore intrinseco delle medaglie è aumentato di circa sei volte, sostenuto dal rialzo strutturale delle quotazioni di oro e argento.
Debach osserva che il confronto con il passato è netto: “Il confronto con Torino 2006 è impietoso. Dal 2006 a oggi l’oro in euro è salito di oltre otto volte e l’argento di oltre sette”. Un percorso segnato da crisi finanziarie, quantitative easing, tassi reali negativi, pandemia e tensioni geopolitiche. In questo scenario, la medaglia olimpica si è trasformata in “un condensato di politica monetaria”.
Milano Cortina in testa al ranking storico
Se si classificano i Giochi Invernali ed Estivi dal 2000 in base al valore intrinseco corretto per l’inflazione, Milano Cortina 2026 si posiziona nettamente al primo posto nell'analisi di eToro. Seguono Parigi 2024, Tokyo 2020 e Pechino 2022. Le edizioni precedenti appaiono oggi quasi simboliche in confronto ai valori attuali delle materie prime.
La stessa graduatoria si riflette nella medaglia d’argento: Milano Cortina domina, con Tokyo e Parigi alle spalle. Atene 2004 e Pechino 2008 risultano oggi distanti anni luce in termini di valore intrinseco. Per il bronzo, i numeri restano marginali, senza mai superare la soglia dei 5 euro.
Il contesto macro rafforza questa fotografia. Debach ricorda che l’Istat segnala a gennaio 2026 un aumento tendenziale del 21,6% per gioielli e orologi, prima voce per rincari. Letti con distacco, i numeri sorprendono: 1.678 euro per un oro e 896 euro per un argento restano inferiori al prezzo di molti accessori di lusso, meno di una borsa iconica o di un weekend in alta stagione.
In un momento in cui il dibattito pubblico si concentra su un gancio difettoso, pochi notano che l’oro olimpico è diventato “un piccolo lingotto portatile”, con un valore intrinseco mai così elevato. La conclusione di Debach è d'effetto: “L’aggancio è fragile, il prezzo no”.
La Finestra sui Mercati
Tutte le mattine la newsletter con le idee di investimento!






