Ora Trump vuole fermare la guerra

Il presidente degli Stati Uniti ha detto ai suoi collaboratori di essere disposto a porre fine alle operazioni militari contro l'Iran anche se lo Stretto di Hormuz dovesse rimanere in gran parte chiuso. E' quanto riporta il Wall Street Journal. Della riapertura se ne dovranno occupare gli alleati e i paesi del Golfo.
Le borse dell’Europa dovrebbero aprire in rialzo, il future del Dax di Francoforte guadagna lo 0,4%.
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All’indomani della chiusura in ribasso di Wall Street e del rialzo di oltre il 4% del petrolio WTI, il contesto di mercato cambia di nuovo. Le borse dell’Europa dovrebbero aprire in rialzo, il future del Dax di Francoforte guadagna lo 0,4%.
HORMUZ SARA’ RIAPERTO DALLA DIPLOMAZIA
Il presidente degli Stati Uniti ha detto ai suoi collaboratori di essere disposto a porre fine alle operazioni militari contro l'Iran anche se lo Stretto di Hormuz dovesse rimanere in gran parte chiuso. E' quanto riporta il Wall Street Journal.
In questo caso, continuerebbe il controllo di Teheran sullo stretto e si rimanderebbe a data da destinarsi l'operazione per riaprire completamente il passaggio. La Casa Bianca ha valutato che una missione volta a sbloccare la navigabilita' dello stretto di Hormuz avrebbe prolungato il conflitto oltre la sua tempistica prevista di quattro-sei settimane. Pertanto, l'amministrazione Usa si potrebbe orientare a raggiungere i propri obiettivi principali, ovvero indebolire la marina iraniana e le sue scorte di missili. Le prossime mosse dovrebbero essere soprattutto diplomatiche su Teheran. Se cio' fallisse, Washington eserciterebbe pressioni sugli alleati in Europa e nel Golfo affinche' assumano un ruolo guida nella riapertura.
Secondo indiscrezioni, il presidente filippino Ferdinand Marcos Jr. ha chiesto al suo principale diplomatico di avviare colloqui con l'Iran in merito al transito di petroliere dirette nelle Filippine attraverso lo Stretto di Hormuz.
LA GUERRA PROSEGUE
Gli Usa hanno colpito un grande deposito di munizioni nella città iraniana di Isfahan usando un elevato numero di munizioni penetranti da 2.000 libbre. Lo riporta il Wall Street Journal, citando un funzionario statunitense. Un video privo di didascalia, pubblicato su Truth dal presidente Donald Trump e raffigurante una serie di esplosioni che illuminano il cielo notturno, ha immortalato l'attacco, ha precisato il funzionario. Le forze americane hanno colpito oltre 11.000 obiettivi durante il conflitto contro l'Iran, durato un mese, concentrandosi prevalentemente su siti volti a degradare le capacità offensive del Paese.
PETROLIO
Il greggio del Texas è in ribasso dello 0,9% a 102,7 dollari il barile: il mese si sta per chiudere con un rialzo del 54%.
Un attacco iraniano ha provocato un incendio su una petroliera kuwaitiana nel porto di Dubai. Lo riportano i media statali del Kuwait, specificando che non ci sono stati feriti. "La gigantesca petroliera kuwaitiana e' stata oggetto di un attacco iraniano diretto e doloso mentre si trovava nell'area di ancoraggio del porto di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti", ha riferito l'agenzia di stampa ufficiale Kuna, citando fonti della compagnia petrolifera statale del Kuwait. "La petroliera era a pieno carico al momento dell'incidente. L'attacco ha causato danni materiali allo scafo della nave e un incendio a bordo, e ora c'e' il rischio di una fuoriuscita di petrolio nelle acque circostanti", ha scritto ancora l'agenzia Kuna, riportando una comunicazione della Kuwait Petroleum Corporation.
BOND
Il Treasury Note a dieci anni tratta a 4,32% di tasso di rendimento, da 4,39% di ieri.
Il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, ha dichiarato ieri che la banca centrale è propensa a ignorare nel breve l'aumento dei prezzi del petrolio.
"Gli shock energetici tendono a manifestarsi piuttosto rapidamente", ha affermato. "Quando gli effetti di una politica monetaria restrittiva si faranno sentire, lo shock del prezzo del petrolio sarà probabilmente già passato da tempo”, ha detto ad un gruppo di studenti di Harvard.
Il BTP decennale si è apprezzato a 3,98%, il Bund a 3,03%. In Germania l’inflazione ha accelerato come da aspettative in marzo, i prezzi al consumo armonizzati UE sono saliti del 2,8%, dal precedente +2% di febbraio. Oggi escono i dati della zona euro.
STAGLAZIONE
Le preoccupazioni del mercato sul concomitante aumento dell’inflazione e frenata dell’economia, sono “premature”, secondo Payden&Rygel.
La casa d’investimento afferma che non stiamo tornando agli anni ’70, periodo emblematico di stagflazione, “quando il misery index — dato dalla somma tra inflazione e disoccupazione — si collocava su livelli a doppia cifra a livello globale”. Ci fu mezzo secolo fa, “una serie prolungata di shock e di politiche monetarie inefficaci nell’arco di un intero decennio, piuttosto che di un singolo shock, come un aumento dei prezzi del petrolio. Tra questi fattori si annoverano la fine del sistema di Bretton Woods nel 1971, l’embargo petrolifero del 1973-1974, la rivoluzione iraniana del 1979 e la guerra Iran-Iraq del 1980, eventi che si susseguirono nel tempo amplificandone gli effetti.
In termini comparativi, espressi a valori del 2026, i prezzi del petrolio passarono da 50 a 90 dollari nel 1974, raggiungendo i 180 dollari nel 1979 e rimanendo elevati fino alla metà degli anni ’80”.
ASIA
L’indice MSCI Asia Pacific è in calo dell’1%, marzo si sta per chiudere con un ribasso del 12%, peggior mese dal 2008.
Sono in ribasso le borse della Cina: indice Hang Seng di Hong Kong -0,5%, CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzhen -0,4%. L'indice Pmi manifatturiero ufficiale della Cina è salito a 50,4 a marzo 2026, tornando in area di espansione da 49,0 di febbraio e superando le attese (50,1). Si tratta del livello più alto da marzo dello scorso anno, dopo due mesi di contrazione. Lo riportano i dati del National Bureau of Statistics of China.
GIAPPONE
Indice Nikkei di Tokyo -1,2%, da inizio mese -13%. Resta in prossimità delle soglie critiche lo yen, a 159,4 su dollaro.
La produzione industriale del Giappone e' diminuita del 2,1% lo scorso febbraio rispetto al mese precedente, a seguito di un calo nei settori automobilistico e tecnologico, secondo i dati preliminari diffusi dal governo. Questo calo si verifica dopo aver registrato un rialzo del 2,2% nel mese precedente, il che conferma che l'attività delle fabbriche giapponesi continua a "oscillare in modo indeciso".
L’economia giapponese invece, pur essendo strutturalmente dipendente dalle importazioni energetiche dal Medio Oriente, mostra una relativa resilienza, afferma Simon Morton-Grant, gestore del fondo CT (Lux) Japan Equities di Columbia Threadneedle Investments. Le importazioni giapponesi dall’Iran risultano limitate, inoltre, il livello delle scorte petrolifere è significativo, stimato in circa 245 giorni. Secondo le stime del modello macroeconomico dell’Ufficio del Gabinetto, un’eventuale recessione richiederebbe prezzi del greggio stabilmente intorno ai 175 dollari al barile, un livello ben superiore a quello attuale.
MERCATI EMERGENTI
UBS consiglia agli investitori di proteggersi dalle potenziali perdite nel credito dei mercati emergenti con un investimento in credit default swap (CDS) e posizioni ribassiste su alcune valute a rischio di essere sgretolate dal dollaro.
Mentre il conflitto ha scosso i titoli azionari dei mercati emergenti e i rendimenti locali, con un'impennata del prezzo del petrolio, gli spread creditizi hanno mostrato una reazione più contenuta, rimanendo vulnerabili a ulteriori oscillazioni.
"Consideriamo l’indice CDX-EM e posizioni short selezionate sulle valute dei mercati emergenti come coperture interessanti ", hanno scritto gli strateghi, tra cui Manik Narain.
La scorsa settimana, anche Morgan Stanley aveva consigliato una copertura simile tramite lo stesso indice CDS, puntando a uno spread di 240 punti base con uno stop loss a 180 punti base. Lo spread attuale si aggira intorno ai 197 punti base.
L’euro si avvia a chiudere marzo con una flessione del 2,9% su dollaro, peggior mese dal 2024.
TITOLI
Banca Monte Paschi. La Bce ha delle riserve sul profilo bancario di Fabrizio Palermo, candidato del Cda alla carica di AD, poiché non considera Cdp - in cui il manager è stato numero uno dal 2018 al 2021 - equivalente una banca ai fine della valutazione della sua esperienza professionale, secondo quanto dice una fonte a conoscenza della posizione della Banca centrale.
Il proxy advisor Iss suggerisce di votare a favore della lista del Cda per il rinnovo del board nell'assemblea del 15 aprile, esprimendo però un parere negativo per la riconferma di Nicola Maione alla presidenza e per altri candidati amministratori tra cui Alessandro Caltagirone e Domenico Lombardi.
Inwit. Fitch ha posto i rating della societù in 'watch negativo'
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