Orcel rilancia su Commerzbank: “solo un dialogo diretto può sbloccare l’impasse”

L’offerta da 35 miliardi di Piazza Gae Aulenti per superare lo stallo e aprire un confronto con azionisti e governo tedesco, ma Berlino e Francoforte restano prudenti.
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Orcel e Commerzbank
Andrea Orcel riaccende il dossier Commerzbank. L’amministratore delegato di UniCredit ha definito la maxi offerta da 35 miliardi di euro presentata a inizio settimana come uno strumento per “rompere lo stallo” e avviare un confronto costruttivo tra le parti coinvolte.
Parlando alla conferenza Morgan Stanley di oggi, Orcel ha descritto l’attuale situazione come “abrasiva”, sottolineando che “l’unico modo per risolverla è un engagement diretto e collaborativo” volto alla definizione di un “piano comune”.
L’offerta – che valuta la banca tedesca circa 34,7 miliardi di euro, con un premio del 4% rispetto alla chiusura di venerdì delle azioni Commerzbank – consentirebbe a UniCredit di superare la soglia del 30% del capitale Commerzbank senza acquisirne il controllo pieno. In questo modo, Orcel manterrebbe margini di manovra per incrementare gradualmente la partecipazione sul mercato, parallelamente a un dialogo con il management di Francoforte e le autorità di Berlino. Secondo la normativa tedesca, il superamento del 30% comporta un’offerta obbligatoria su tutte le restanti azioni.
Prudenza a Roma e Berlino
Dal governo tedesco è arrivato un nuovo segnale di freddezza. Il cancelliere Friedrich Merz e la coalizione di governo restano favorevoli al mantenimento di Commerzbank come istituto indipendente, ha precisato un portavoce del ministero delle Finanze.
Anche la numero uno dell’istituto tedesco, Bettina Orlopp, ha espresso cautela, giudicando preliminarmente “basso” il prezzo proposto e rinviando ogni valutazione a una futura analisi completa dei termini dell’operazione.
A Roma, Palazzo Chigi evita commenti ufficiali ma, secondo alcune fonti, diversi esponenti dell’esecutivo guardano all’iniziativa di Orcel con interesse, considerandola un passo strategico per rafforzare la presenza italiana nel mercato bancario europeo e consolidare i rapporti economici con la Germania.
UniCredit prevede di offrire 0,485 delle proprie azioni per ogni titolo Commerzbank quando la proposta sarà formalmente lanciata a inizio maggio e la decisione definitiva sul prezzo spetterà al regolatore tedesco BaFin.
Cosa pensano gli analisti sulla mossa di UniCredit
Gli analisti guardano alla mossa di UniCredit su Commerzbank come a un’operazione in gran parte tecnica, ma non priva di rischi.
Jérôme Legras, responsabile della ricerca di Axiom Alternative Investments, la definisce un’iniziativa di “smart timing”, osservando come Orcel stia sfruttando una fase in cui l’attenzione politica è assorbita da dossier quali guerra, petrolio e inflazione, e giudicando la strategia “astuta” perché offre al gruppo italiano maggiore flessibilità per future mosse sul capitale della banca tedesca.
Anche gli analisti di Citi parlano di una mossa “accorta”, che potrebbe garantire a UniCredit ulteriore margine di manovra nel medio periodo, pur avvertendo che restano “importanti ostacoli” lungo il percorso verso un’eventuale piena integrazione.
Sul piano strategico, un’analisi di Fitch Solutions sottolinea che una potenziale fusione tra UniCredit e Commerzbank sarebbe la più grande operazione bancaria transfrontaliera in Europa dai tempi della crisi finanziaria globale, con possibili benefici in termini di scala e competitività sul mercato tedesco, ma evidenzia al contempo significativi rischi di execution, legati soprattutto all’opposizione politica in Germania e alle possibili ricadute occupazionali.
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