L'oro brilla ancora: nuovo massimo storico

L'oro brilla ancora: nuovo massimo storico

La corsa all’oro prosegue nonostante i 55 massimi toccati nel 2025 e molti analisti ritengono che non sia ancora finita.

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Quotazioni dell’oro a nuovi record

La corsa all’oro continua senza apparenti pause e l’alba di oggi ha visto il metallo prezioso toccare nuovi record storici, aggiornati almeno 55 volte nel 2025 che hanno valso una crescita del 60%.

Con una performance di oltre +6% da inizio settimana, le quotazioni dell’oro toccano ormai la soglia dei 4.900 dollari, in particolare a 4.888 dollari l’oncia per il prezzo spot e 4.890 dollari per il future con scadenza a febbraio.

Cresce ancora anche l’argento, arrivato a 95,50 dollari (spot) e a 95,40 dollari (future) l’oncia. Tra gli altri metalli, il platino in consegna aprile ha raggiunto il massimo storico di 2.519,51 dollari l'oncia, per poi posizionarsi a 2.445,80 dollari, mentre il future sul palladio in consegna a marzo ha raggiunto un picco di 1.943,25 dollari per poi portarsi a 1.891 dollari.

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Alla ricerca dei beni rifugio dalle tensioni geopolitiche

La ricerca dei beni rifugio cresce a seguito dell’inasprimento delle tensioni geopolitiche causato dalle minacce di Donald Trump sulla Groenlandia, mentre il vertice di Davos non è servito a raffreddare i toni ma, al contrario, ha spinto gli investitori a fuggire dai mercati azionari complice la debolezza del biglietto verde.

Le tensioni geopolitiche hanno inoltre amplificato un movimento di fondo giustificato anche da altri fattori, come la forte domanda (acquisti delle banche centrali e flussi di ETF) e la prospettiva di politiche accomodanti parte delle banche centrali, in primis la Fed che si avvia verso un cambio del timone a metà anno.

Trump aveva minacciato di applicare all'Europa nuovi dazi e questa ha risposto promettendo contro-dazi per 93 miliardi. Poi è andata in scena una querelle a distanza fra il Presidente francese Emmanuel Macron (“basta bulli”) ed il leader statunitense, che ha dichiarato guerra allo champagne, promettendo dazi fino al 200%. Il tycoon sbarcherà oggi a Davos e il suo arrivo non preannuncia nulla di positivo.

Il tycoon, previsto intervenire oggi al World Economic Forum di Davos in Svizzera, non ha mostrato segni di cedimento nella sua presa sull'isola artica. Ciò ha spinto il primo ministro della Groenlandia ad avvertire la popolazione di una possibile invasione militare, pur aggiungendo che si tratta di uno scenario improbabile.

La crisi in Giappone il supporto dalla Polonia

Le quotazioni dell’oro stanno ricevendo supporto anche dal crollo del debito sovrano giapponese che ha evidenziato le preoccupazioni per la situazione fiscale delle principali economie, alimentando il cosiddetto degradement trade, in cui gli investitori evitano valute e titoli di Stato.

La situazione in Giappone sta alimentando "la paura di una svalutazione guidata dal mercato nel resto del mondo", ha scritto in una nota Daniel Ghali, senior commodity strategist di TD Securities. "Il rally dell'oro è una questione di fiducia. Per ora, la fiducia si è indebolita, ma non si è spezzata. Se dovesse cedere, lo slancio persisterà più a lungo", prevede Ghali.

L'oro potrebbe ricevere ulteriore supporto anche due banche centrali. La Banca Nazionale di Polonia ha approvato il piano di acquisto di altre 150 tonnellate, mentre la banca centrale boliviana ha ripreso gli acquisti per le sue riserve estere in base alle nuove normative emanate nel dicembre 2025.

Le previsioni degli analisti per il 2026 e 2027

Molti analisti si attendono il prosieguo della corsa all’oro nonostante molte delle loro previsioni siano già state superate dalle quotazioni attuali o si apprestano a farlo.

Per gli esperti di World Gold Council, l’incerto contesto economico potrebbe portare ad una significativa volatilità sui mercati finanziari, proseguendo quanto accaduto nel 2025, supportando un’ulteriore crescita dell’oro.

JP Morgan prevede quota 5.400 dollari l’oncia entro la fine del 2027. "Sebbene questo rally dell'oro non sia stato, e non sarà, lineare, riteniamo che le tendenze che hanno guidato questo rialzo dei prezzi dell'oro non siano ancora esaurite", secondo Natasha Kaneva, responsabile della strategia globale sulle materie prime della banca statunitense aggiungendo che "la tendenza a lungo termine delle riserve ufficiali e della diversificazione degli investitori nell'oro deve ancora proseguire. Prevediamo che la domanda di oro spingerà i prezzi verso i 5.000 dollari l'oncia entro la fine del 2026".

Ormai bruciate le previsioni di crescita formulate dagli esperti di Goldman Sachs, che vedevano l'oro a 4.900 dollari entro fine 2026, ma questo target è stato già raggiunto con mesi di anticipo.

"L'oro rimane la nostra massima convinzione", spiega Daan Struyven, co-responsabile della ricerca sulle materie prime di GS, citando i continui acquisti da parte delle banche centrali. L’esperto ha inoltre ribadito che lo scenario base di Goldman prevede che l'oro salga a 4.900 dollari l'oncia, con rischi al rialzo, qualora la diversificazione del settore privato dovesse ampliarsi.

Stesso discorso per gli analisti di Morgan Stanley, che indicavano l'oro a 4.400 dollari l'oncia nel 2026, ma questa soglia è stata ormai ampiamente superata sul mercato.

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