Oro già oltre i 5 mila dollari. La cosa continuerà? Le previsioni degli analisti

Oro già oltre i 5 mila dollari. La cosa continuerà? Le previsioni degli analisti

I metalli preziosi continuano la loro corsa grazie al ricorso ai beni rifugio da parte degli investitori dovuto alle tensioni geopolitiche, oltre che alla crisi del dollaro, e alcuni analisti ritengono che gli alti livelli delle quotazioni rappresentino, più che di una tempesta perfetta, un segno dei tempi che cambiano radicalmente.

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Oro oltre i 5 mila dollari

È una corsa senza freni quella dell’oro, oggi arrivato a superare i 5 mila dollari l’oncia, proseguendo uno storico rally a causa dell’aumentare delle tensioni geopolitiche che hanno spinto gli investitori verso i beni rifugio.

Il metallo giallo stamattina ha superato per la prima volta la soglia dei 5.100 dollari, toccando, in particolare i 5.111 dollari (prezzo spot) e i 5.145 dollari (future).

Dopo aver toccato 60 nuovi record storici nel 2025, le quotazioni dell’oro hanno messo a segno una crescita pari al 64% lo scorso anno, per poi salire di oltre il 15% da inizio gennaio 2026.

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Brilla anche l’argento

Anche l’argento resta grande protagonista: questa mattina balza di un ulteriore 5%, a 109,46 dollari l’oncia (prezzo spot) dopo aver superato i 100 dollari solo venerdì scorso.

Nel 2025, il metallo era cresciuto del 147% grazie agli acquisti degli investitori al dettaglio e a quelli guidati dal momentum, che si sono aggiunti a una prolungata fase di ristrettezza dei mercati fisici per il metallo prezioso e industriale.

Gli acquisti premiano anche il platino (+3,3% a 2.772 dollari per lo spot) e il palladio (+2% a 2.063 dollari).

Le tensioni geopolitiche e commerciali

Dietro il nuovo balzo dei metalli preziosi ci sono le tensioni sul fronte geopolitico e commerciale, oltre alla debolezza del dollaro. Oggi l’indice del biglietto verde scende a 97,40, mentre la coppia EUR/USD sale a 1,1845, dopo aver sfiorato quota 1,19, i massimi dal luglio 2021.

Nel weekend Donald Trump ha minacciato il Canada di applicare dazi del 100% su tutte le sue esportazioni verso gli Stati Uniti se Ottawa dovesse stringere un accordo commerciale con la Cina.

Inoltre, sul fronte interno, il leader democratico al Senato americano Chuck Schumer ha promesso di bloccare un massiccio pacchetto di spesa a meno che i repubblicani non taglino i fondi al Dipartimento della Sicurezza Interna, aumentando il rischio di una chiusura parziale del governo.

Sullo sfondo rimangono poi le preoccupazioni per lo scontro tra Casa Bianca e Federal Reserve, che potrebbe portare ad ulteriori allentamenti monetari, oltre ad un possibile intervento degli Usa in Groenlandia.

Infine, la Cina ha esteso la sua corsa all'acquisto di oro per il quattordicesimo mese a dicembre e gli afflussi nei fondi negoziati in borsa hanno raggiunto cifre record.

“L'oro è l'inverso della fiducia”, spiega Max Belmont, gestore di portafoglio presso First Eagle Investment Management, in quanto si tratta di “una copertura contro improvvisi picchi di inflazione, cali imprevisti del mercato, fiammate di rischio geopolitico”.

Corsa ancora non finita

“Sebbene sia possibile un movimento laterale per alcuni mesi, l'oro potrebbe proiettarsi verso nuovi massimi non appena emergerà un nuovo catalizzatore, come un taglio dei tassi, un nuovo rischio geopolitico o una debolezza macroeconomica” prevede Gianni Piazzoli, Cio di Vontobel WM Sim.

Piazzoli sottolinea “il ruolo degli afflussi verso gli ETF sull'oro che hanno spinto i prezzi su innumerevoli nuovi massimi storici nel quarto trimestre, a partire dal ciclo di taglio dei tassi della Federal Reserve dello scorso settembre. Tali afflussi stanno ancora aumentando, senza tuttavia raggiungere i livelli di picco del 2020: quindi c’è ancora spazio per una maggiore domanda di oro da parte degli investitori retail”.

"La nostra previsione per l'anno è che l'oro raggiungerà un massimo di 6.400 dollari l'oncia, con una media di 5.375 dollari", dichiara l'analista indipendente Ross Norman.

Guardando al futuro, “la questione più importante per il 2026 e i mercati dell'oro sarà cosa succederà dopo all'amministrazione”, secondo George Cotton, portfolio manager di Bank J. Safra Sarasin. “Mentre i livelli di gradimento continuano a precipitare e le elezioni di medio termine lasciano intravedere una potenziale sconfitta, rimangono dubbi su come e quali altri attori cercheranno di lottare per prendere il controllo”, prosegue l’esperto.

“Una riaffermazione dell'establishment repubblicano potrebbe portare a una distensione in materia di dazi, relazioni internazionali, stabilizzazione del dollaro e pressione sull'oro. Tuttavia, la frammentazione della cerchia ristretta di Trump incoraggia gli operatori populisti a mantenere la rotta e a rafforzare ulteriormente la dottrina dell'America first, mantenendo saldamente in atto i fattori positivi per l'oro”, conclude Cotton.

Consigli sul portafoglio

"Il ruolo dell'oro come bene rifugio e diversificatore in tempi di grande incertezza economica e politica lo rende una necessità per i portafogli strategici. Più che di una tempesta perfetta, che non dura, si tratta di un segno dei tempi che cambiano radicalmente", secondo Tai Wong, trader indipendente di metalli.

Piazzoli ritiene che, “nonostante le quotazioni elevate, i motori della domanda siano molto solidi e vediamo, come detto, un ulteriore potenziale di rialzo senza, d'altra parte, alcun venditore significativo. Consigliamo di allocare a questa asset class una quota del 3-5% di un portafoglio bilanciato con l'obiettivo di ottenere non solo protezione dall'inflazione, ma anche una preziosa copertura a fronte dei rischi geopolitici e della debolezza del dollaro.

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