Perché la guerra all’Iran rafforza il dollaro

Perché la guerra all’Iran rafforza il dollaro

Dopo un calo del 13% in un anno, il Dollar Index torna a salire. La valuta Usa riassume il ruolo di rifugio sicuro per i capitali. Giocano a favore del biglietto verde anche l’indipendenza energetica degli Stati Uniti e la politica prudente della Fed

Scopri le soluzioni di investimento

Con tutti i certificate di Orafinanza.it


Il dollaro torna bene rifugio nelle ore della crisi iraniana

Fra gli effetti dell’attacco militare di Stati Uniti e Israele contro l’Iran c’è il ritorno di interesse per il dollaro, che in queste ore sta recuperando il suo tradizionale ruolo di valuta rifugio, interrompendo una fase di debolezza che dura da diversi mesi.

Questa mattina il Dollar Index (DXY) – l’indice che misura il valore del dollaro rispetto a un paniere di sei grandi valute internazionali, tra cui euro, yen e sterlina – segna 98,24 punti, in rialzo di circa lo 0,6% rispetto alla chiusura di venerdì. Non si tratta di un movimento violento, ma il segnale è significativo perché rappresenta un’inversione di tendenza rispetto all’ultimo anno.

Un’inversione dopo un anno di debolezza del biglietto verde

Tra gennaio 2025 e gennaio 2026 il DXY ha perso circa il 13%, scendendo da quota 110 fino a un minimo di 95,55. Un indebolimento legato alla rotazione degli investitori verso asset alternativi considerati rifugio, come l’oro, e verso mercati esteri, in particolare quelli emergenti. Il nuovo contesto geopolitico, però, sta cambiando rapidamente le priorità.

Secondo gli analisti di ING, finché non emergerà una maggiore chiarezza sulla durata e sull’evoluzione del conflitto con l’Iran, il dollaro dovrebbe rimanere sostenuto. L’incertezza spinge infatti gli investitori a ridurre l’esposizione agli asset più rischiosi e a tornare verso strumenti denominati in dollari, a partire dai Treasury statunitensi.

Energia, Fed e cambio euro-dollaro

A rendere il biglietto verde particolarmente attraente contribuisce anche un elemento strutturale: l’indipendenza energetica degli Stati Uniti. A differenza di Europa e Asia, l’economia americana è relativamente più protetta da eventuali shock sul prezzo del petrolio legati a interruzioni delle forniture dal Medio Oriente. In caso di forti rialzi del greggio, gli Stati Uniti hanno la capacità di aumentare rapidamente la produzione interna, attenuando l’impatto macroeconomico.

Il tema energetico si intreccia inoltre con le prospettive di politica monetaria. Un aumento dei prezzi dell’energia potrebbe spingere la Federal Reserve a mantenere un atteggiamento più prudente sui tagli dei tassi, per contrastare possibili rialzi dell’inflazione. Tassi più elevati, o più a lungo restrittivi, aumentano il rendimento degli asset in dollari e ne rafforzano l’attrattività relativa.

Il rafforzamento del dollaro si riflette, come naturale, sul mercato valutario. L’euro arretra nel cambio, scambiando questa mattina in area 1,208, in calo rispetto ai livelli di fine settimana indicati attorno a 1,037. Un movimento che segnala come, nelle fasi di stress geopolitico, la valuta unica europea tenda a soffrire più del biglietto verde.

In sintesi, la crisi iraniana sta riattivando dinamiche che negli ultimi mesi erano passate in secondo piano: centralità del dollaro, ruolo della politica monetaria e attenzione ai rischi energetici. Elementi che, se la tensione dovesse protrarsi, potrebbero continuare a sostenere il biglietto verde anche nel medio periodo.

IL CALO DEL DOLLAR INDEX IN 12 MESI

Immagine contenuto

La Finestra sui Mercati

Tutte le mattine la newsletter con le idee di investimento!

Leggi la nostra guida sugli ETF

Obbligazione in sterline al 12,5%

Zero coupon a tasso fisso cumulativo, richiamabile

Chi siamo

Orafinanza.it è il sito d'informazione e approfondimento nel mondo della finanza. Una redazione di giornalisti e analisti finanziari propone quotidianamente idee e approfondimenti per accompagnarti nei tuoi investimenti.

Approfondimenti, guide e tutorial ti renderanno un esperto nel settore della finanza permettendoti di gestire al meglio i tuoi investimenti.

Maggiori Informazioni


Feed Rss

Dubbi o domande?

Scrivici un messaggio e ti risponderemo il prima possibile.




Orafinanza.it
è un progetto di Fucina del Tag srl


V.le Monza, 259
20126 Milano
P.IVA 12077140965


Note legali
Privacy
Cookie Policy
Dichiarazione Accessibilità

OraFinanza.it è una testata giornalistica a tema economico e finanziario. Autorizzazione del Tribunale di Milano N. 50 del 07/04/2022

La redazione di OraFinanza.it