Petroliere in fiamme e Brent vicino a cento dollari

LโOman ha ordinato lโevacuazione del suo principale terminal petrolifero, situato in prossimitร dello Stretto di Hormuz.
Trump ha ribadito che "l'Iran รจ sull'orlo della sconfitta". Brent a 98,5 dollari.
Gli Stati Uniti procederanno al progressivo svincolo di 172 milioni di barili di petrolio dalle loro riserve strategiche. Goldman Sachs ha aumentato il target del Brent a 71 dollari al dollaro da 66 dollari, ma senza la ripresa della navigazione nel Golfo Persico si potrebbe tornare a 150 dollari come nel 2008.
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Al tredicesimo giorno di guerra, sale di livello la risposta militare dellโIran contro la libera navigazione nel Golfo Persico, unโarea vitale per i mercati dellโenergia del pianeta.
Nel corso della settimana erano stati segnalati attacchi contro mercantili, ma nessuno di questi era stato serio come quello di ieri sera. Due petroliere straniere che trasportavano carburante iracheno sono andate a fuoco dopo essere state colpite da proiettili non identificati, probabilmente si รจ trattato di droni suicidi. Le autoritร irachene hanno evacuato i 25 membri dell'equipaggio, lโincendio non รจ ancora stato domato.
Preso atto degli avvenimenti, lโOman ha ordinato lโevacuazione del suo principale terminal petrolifero, situato in prossimitร dello Stretto di Hormuz. Le navi alla fonda stanno lasciando il porto di Mina Al Fahal come misura precauzionale, scrive Bloomberg.
"Se le interruzioni delle esportazioni di petrolio dell'Oman dovessero rivelarsi piรน persistenti, cresceranno i timori per l'approvvigionamento regionale in generale", ha affermato Warren Patterson, responsabile della strategia sulle materie prime presso ING a Singapore. "Il mercato dovrร iniziare a preoccuparsi di qualcosa di piรน del semplice flusso di petrolio nello Stretto di Hormuz.
IRAN AL CAPOLINEA
Intanto Trump ha ribadito che "l'Iran รจ sull'orlo della sconfitta". Parlando con i giornalisti a Washington di ritorno dal Kentucky il presidente americano ha sottolineato che Teheran รจ "praticamente al capolinea. Non hanno la marina, non hanno l'aeronautica, non hanno la contraerea, niente. Non hanno sistemi di controllo". "La cosa principale รจ che dobbiamo vincere questa battaglia. Vincere in fretta, ma vincerla", ha aggiunto.
PETROLIO
Il greggio tipo Brent รจ scambiato stamattina a 98,5 dollari il barile, in rialzo del 7% circa, da inizio anno il guadagno รจ del 61%.
Goldman Sachs ha aumentato le previsioni di prezzo sull'ipotesi di un'interruzione prolungata dei flussi di greggio attraverso lo Stretto di Hormuz. Gli analisti hanno alzato il target di medio periodo a 71 dollari al dollaro da 66 dollari.
Le nuove stime si basano sui flussi di greggio a Hormuz ridotti del 90% per 21 giorni, con un graduale recupero nel corso di altri 30 giorni. ร peroโ probabile che i prezzi giornalieri del petrolio superino il picco del 2008, circa 150 dollari il barile, se la navigazione dovesse restare bloccata.
Gli Stati Uniti procederanno al progressivo svincolo di 172 milioni di barili di petrolio dalle loro riserve strategiche per limitare le conseguenze economiche della guerra in Medio Oriente. "Il presidente Trump ha autorizzato il Dipartimento dell'Energia a liberare 172 milioni di barili dalla riserva strategica di petrolio a partire dalla prossima settimana", ha scritto su X Chris Wright, ministro dell'Energia statunitense.
GAS
Dopo il crollo di martedรฌ, -16%, il gas in Europa รจ tornato a salire, ieri +7%, stamattina +5% a 49 euro MWh.
Il Financial Times parlava ieri della possibilitร che l'UE prenda in considerazione la possibilitร di sovvenzionare o limitare i prezzi. Il provvedimento si inquadra nel piano di emergenza destinato ad โalleviare immediatamenteโ l'aumento. Lo stesso quotidiano segnalava che la chiusura dello Street di Hormuz costringe le economie dellโAsia Pacifico e dellโEuropa a contendersi i carichi di gas liquefatto in arrivo soprattutto dagli Stati Uniti, visto che il Qatar, uno dei piรน grandi esportatori del mondo, ha fermato la produzione a causa della guerra.
Aumentano i soggetti che stanno dichiarando lo stato di โforce majeureโ per slegarsi dagli obblighi di consegna con la clientela, tra questi, ci sono Shell e la societร di trading dellโOman OQ.
In teoria i prezzi delle forniture sono fissi, vincolati da contratti di lungo termine tra venditore e compratore, in questo scenario di prezzi impazziti perรฒ, gli intermediari a volte scelgono di pagare la penale pur di poter dirottare i carichi di gas dove le quotazioni sono piรน favorevoli
ACQUA PIรโ PREZIOSA DEL PETROLIO
Dopo i bombardamenti sugli impianti di desalinizzazione dellโacqua segnalati nella prima parte della settimana, non sono arrivate altre notizie di attacchi a queste vitali infrastrutture. Lโattenzione resta altissima sul tema perchรฉ per milioni di persone in Medio Oriente, lโacqua รจ ancora piรน importante del petrolio. Su questโarea semidesertica, le precipitazioni sono scarsissime e la disponibilitร di risorse idriche a persona รจ 480 metri cubi lโanno, un decimo della media mondiale. Mettere fuori uso i desalinizzatori sarebbe una delle piรน pericolose escalation del conflitto. Il Financial Times riportava due giorni fa che secondo gli esperti, gli impianti di desalinizzazione si possono considerare alla stessa stregua di scuole elementari ed ospedali, per cui, si configura una violazione delle regole internazionali sui conflitti armati.
Le borse dellโAsia Pacifico sono quasi tutte in calo.
Nikkei di Tokyo -1%. -7% da inizio mese. Hang Seng di Hong Kong -0,9%, -3,7% da inizio mese.CSI 300 dei listini di Shanghai e Shemzhen -0,4%, -0,5% da inizio mese. BSE Sensex di Mumbai -0,5%, in calo del 6% da inizio anno.
LโASIA HA BISOGNO DI HORMUZ APERTO
Da inizio della guerra, quindi dallโultimo giorno di febbraio, le borse dellโAsia Pacifico e dei paesi emergenti, con qualche importante eccezione giustificata dalla ricchezza di risorse petrolifere nel sottosuolo, sono in sofferenza: il Kospi di Seul e il Kakarta Composite perdono oltre il 10%. Mali Chivakul, Emerging Markets Economist di J. Safra Sarasin avverte che la chiusura dello Stretto di Hormuz potrebbe avere pesanti ripercussioni su questo aggregato azionario.
โLa maggior parte (circa l'80%) delle forniture di petrolio e gas che transitano รจ destinata agli importatori netti di energia asiatici. La quota di importazioni di petrolio dalla regione del Golfo รจ piรน elevata per il Vietnam, con l'86% delle importazioni totali, seguito dalla Corea con circa il 70% delle importazioni totali. Per Cina, India e Thailandia, la quota รจ di circa il 50%. Taiwan ha ridotto la sua dipendenza dalle importazioni dal Golfo a circa il 35%, sostituendole principalmente con importazioni dagli Stati Uniti. Il rischio di carenze fisiche di petrolio รจ mitigato dalle riserve petrolifere. La Cina e la Corea hanno il margine maggiore con circa 200 giorni di consumo di petrolio a disposizione, seguite da Taiwan con 100 giorni, mentre India, Filippine e Thailandia detengono circa 60-70 giorni di consumo. Rispetto ai Paesi comparabili, il Vietnam, presenta il livello piรน basso di riserve, con circa 20 giorni di consumoโ.
Le borse dellโEuropa dovrebbero aprire in ribasso, future del Dax di Francoforte -1%.
Lโoro รจ poco, mosso, in calo dello 0,2% a 5,170 dollari. +19% da inizio anno.
ORO DEI POLACCHI SUL MERCATO
La banca centrale polacca NBP potrebbe vendere oro in cambio di dollari, ha dichiarato ieri il governatore Adam Glapinski in una conferenza stampa. Lโoperazione non intaccherร la natura delle riserve e non sarร definitiva, in quanto giร previsto un riacquisto di lingotti nel giro di pochi anni. "Le operazioni effettuate dalla NBP, quelle che ho proposto, non esauriranno le riserve valutarie della NBP, [โฆ] Se vendiamo oro, lo vendiamo [...] a Londra in cambio di dollari. Il valore di ciรฒ che abbiamo nelle riserve rimane invariato. Solo che invece dell'oro ci sono dollariโ.
Zbigniew Bogucki, il consigliere del presidente polacco Karol Navrocki, ha affermato due giorni fa che NBP potrebbe essere in grado di generare fino a 200 miliardi di zloty di profitti nei prossimi 4-5 anni da destinare alla difesa. "Oggi siamo in grado, praticamente senza alcun costo, grazie a una gestione oculata delle riserve della banca centrale, senza esaurirle, di generare circa 200 miliardi di PLN nei prossimi anni.
Obbligazioni in tumulto, con tassi di rendimento in picchiata, sulle aspettative di un risveglio dellโinflazione: a questo proposito, il dato di ieri non contribuisce a rassicurare chi teme una nuova ripartenza degli aumenti dei prezzi al consumo. Treasury Note a dieci anni a 4,23%, sui massimi delle ultime cinque settimane. I trader si aspettano per questโanno solo un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve. BTP a 3,65%, ieri +14 punti base: massimo da settembre.
TITOLI
Leonardo punta a un Ebita al 2030 di 3,59 miliardi nell'aggiornamento del Piano Industriale 2026-2030.
Ecco i dettagli principali del piano.
Target finanziari al 2030: gli ordini sono previsti a 32 miliardi di euro (rispetto a 23,8 miliardi nel 2025) con ricavi attesi a 30 miliardi di euro (rispetto a 19,5 miliardi nel 2025). L'Ebita a fine piano รจ visto a 3,59 miliardi di euro (rispetto a 1,75 miliardi nel 2025) con Focf a 2,06 miliardi di euro (rispetto a 1,01 miliardi nel 2025).
Nel periodo 2026-2030 Leonardo si attende di realizzare ordini cumulati per 142 miliardi con un Cagr 2025-2030 del +6,1%. I ricavi cumulati previsti nell'arco del piano sono indicati a 126 miliardi di euro (Cagr 2025-2030 +9%).
Per Michelangelo Dome, la piattaforma multidominio che integra competenze nei domini aria, terra, mare, spazio e cyber, Leonardo stima opportunitร di business per 21 miliardi di euro nei prossimi dieci anni di cui 6 tra il 2026 e il 2030, giร inclusi nel piano.
Previsto un incremento del 21% del dividendo che verrร pagato nel 2026 e un ulteriore incremento del ritorno per gli azionisti nellโarco del piano. Vista una riduzione dellโindebitamento con lโimpegno di mantenere lโInvestment Grade da parte delle agenzie di credit rating con un target di leverage 2028 non superiore a 0,8x.
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