Petrolio ancora in calo con il fondo USO che annuncia una nuova vendita dei suoi contratti

Lo United States Oil Fund (USO) annuncia la vendita dei suoi contratti future di giugno e si teme un nuovo prezzo negativo per il petrolio
Indice dei contenuti
Il fondo USA vende i suoi contratti
Non si ferma il calo del petrolio causato dall'eccesso di produzione e l'accumulo di scorte fino ai massimi della capacitร , a cui si aggiunge la debolezza della domanda causata dal blocco delle attivitร economiche mondiali deciso per limitare la diffusione del coronavirus.
Il contratto future di giugno del Light crude รจ sceso a 10 dollari e il petrolio ha ormai perso oltre l'80% del suo valore da inizio anno, mentre il Brent รจ scambiato a 22 dollari al barile.
Ad attirare nuove vendite sul petrolio รจ stato l'annuncio arrivato ieri da parte dello United States Oil (USO), il piรน importante fondo petrolifero statunitense, il quale ha deciso di vendere tutti i suoi contratti WTI con scadenza a giugno.
Tra le ragioni di questa decisione c'รจ l'evoluzione โdelle condizioni di mercati e i limiti imposti dalle autoritร โ, spiegano da USO. Il CME group, la piattaforma di scambio dei future, si รจ detta preoccupata dell'elevata esposizione del fondo nel settore e ha limitato l'ammontare di contratti con scadenza a giugno, ma anche nei mesi successivi, che il fondo puรฒ avere in portafoglio.
Inoltre, tra le motivazioni che hanno portato a questa decisione, il fondo USO ha sottolineato che ci sono troppi barili inutilizzati finiti nei siti di stoccaggio e sulle navi al largo delle coste. ร di pochi giorni fa, infatti, il video girato dalla Guardia costiera statunitense nel quale si vedono 27 petroliere ancorate al largo della California con milioni di tonnellate di greggio che attendono invano compratori.
Le navi restano tra i pochi spazi fisici dove poter immagazzinare il petrolio e il noleggio delle petroliere ha raggiunto costi astronomici, toccando addirittura i 235 mila dollari al giorno, quando prima della pandemia non superava gli 85 mila dollari.
L'eccesso delle scorte
La fine dello spazio fisico per le scorte resta tra le ragioni principali del calo del prezzo del WTI, in particolare quello di maggio, chiuso in negativo. โUn braccio di ferro che ha visto da un lato gli operatori fisici, che cercavano di collocare petrolio consegnandolo attraverso la borsa, e dallโaltro gli operatori finanziari obbligati a vendere a tutti i costi il petrolio precedentemente acquistato, pena il ritiro dei bariliโ, spiega Maurizio Mazziero della Mazziero Research.
โLa sfida si รจ conclusa con la vincita degli operatori fisici, che si sono convinti a ritornare compratori solo a prezzi ampiamente negativi, assorbendo cosรฌ le vendite degli operatori finanziariโ, aggiunge l'esperto.
Con la domanda attuale di energia a picco, โriteniamo che nel breve termine (diciamo i prossimi due mesi) vedremo ancora prezzi del petrolio molto bassi, con i tagli dell'OPEC+ non sufficienti a riequilibrare il mercatoโ, prevede Jing Ning, Portfolio Manager, FF China Focus Fund di Fidelity International.
โInoltre, nei sei mesi successivi, il prezzo del petrolio sarร limitato in quanto gli stock dovranno essere smaltiti, la capacitร di riserva dovrร tornare in funzione e il consumo di petrolio dell'economia si stabilizzerร probabilmente al di sotto del livello pre-crisi. In una prospettiva a piรน lungo termine, invece, ci aspettiamo una dinamica piรน favorevole della domanda e dell'offerta nel settore energeticoโ, aggiunge Ning.
La Finestra sui Mercati
Tutte le mattine la newsletter con le idee di investimento!
